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17.1052 · Interrogazione · 2017-06-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Dalla sua apertura, l'area di sosta dell'autostrada A16 a Reconvilier/BE viene occupata diverse volte l'anno da gruppi di nomadi, per lo più provenienti dall'estero.

Mentre alcuni si dimostrano rispettosi degli spazi, altri se ne impossessano completamente, non hanno alcun rispetto per le infrastrutture e lasciano in giro quantità inverosimili di immondizia, contribuendo così al clima di insicurezza che si sta diffondendo nel Comune.

A maggio 2017, un gruppo proveniente dall'estero ha occupato l'intera area di sosta, impedendo al conducente di un autoarticolato di fermarvisi per una pausa. Il video postato dal conducente su un social network ha scatenato un'ondata di reazioni indignate. È infatti inammissibile che un lavoratore non possa concedersi un attimo di riposo, tra l'altro probabilmente previsto dalla legge, per la presenza numerosa di nomadi nell'area di sosta.

Secondo l'ordinamento svizzero, per qualsiasi uso accresciuto del demanio è necessaria un'autorizzazione. Questo vale per le manifestazioni, le fiere, i mercati e tutti gli altri tipi di eventi organizzati su strade o piazze di città e paesi. Nel caso dei nomadi, invece, si assiste a un lassismo e una tolleranza pressoché totali, che sembrano essere la regola, in particolare nelle aree di sosta autostradali. Addirittura, secondo alcune informazioni diffuse dalla stampa, per ogni roulotte parcheggiata in questi spazi verrebbero riscosse somme di denaro giornaliere.

Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. È vero che l'Ufficio federale delle strade riscuote somme di denaro dai nomadi nell'area di sosta di Reconvilier?

2. Se sì, a quanto ammontano e a che cosa servono?

3. L'occupazione di un'area di sosta da parte di un gruppo numeroso di nomadi non dovrebbe richiedere un'autorizzazione formale come ogni altro caso di uso accresciuto del demanio? Quale legge andrebbe modificata all'occorrenza?

4. Non sarebbe possibile limitare l'accesso delle roulotte all'area di Reconvilier, per esempio ricorrendo a un sistema di barriere che non permetta la sosta contemporanea di più di cinque o dieci roulotte?

5. Non si potrebbe ridurre la durata di parcheggio consentita per le roulotte e i camper nelle aree di sosta, in modo da poter sgomberare più rapidamente la zona in caso di abuso?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Ai sensi dell'articolo 29 dell'ordinanza del 7 novembre 2007 sulle strade nazionali (OSN; RS 725.111), l'Ufficio federale delle strade (USTRA) riscuote un'indennità da terzi autorizzati a utilizzare un'area appartenente alle strade nazionali. Nel caso specifico, non avendo concesso alcuna autorizzazione per l'utilizzo dell'area di sosta di Reconvilier, l'USTRA non ha percepito indennità.

Tuttavia, poiché i nomadi hanno occupato abusivamente l'area per più giorni, l'Unità territoriale IX (Berna, Giura, Neuchâtel, diretta dalla Divisione delle costruzioni del Cantone di Neuchâtel) ha riscosso, sulla base di un accordo bilaterale con la controparte, una somma di 4000 franchi circa, a copertura parziale delle spese per le operazioni di pulizia e smaltimento dei rifiuti.

3. Qualsiasi permanenza in un'area di sosta per un periodo superiore a una pausa "di breve durata" costituisce un uso accresciuto del demanio e, come tale, è soggetta ad autorizzazione. L'USTRA è peraltro piuttosto restio a concederne, essendo le aree di sosta principalmente riservate ai veicoli a motore leggeri e pesanti in transito sulle strade nazionali. Il quadro normativo pertinente esiste già e non necessita di integrazioni.

4. Limitare l'accesso (p. es. numero o altezza dei veicoli) all'area di sosta di Reconvilier non avrebbe senso: dato che i nomadi parcheggiano negli spazi riservati ai mezzi pesanti, tale limitazione ostacolerebbe anche l'ingresso dei camion.

5. La durata di parcheggio consentita per legge nelle aree di sosta è già fortemente limitata (cfr. art. 7 cpv. 1 OSN). "Breve durata" significa al massimo "un paio d'ore".

All'atto pratico il problema consiste piuttosto nel far rispettare ai nomadi il termine loro fissato entro cui lasciare il luogo, compito che spetta alle autorità cantonali competenti.

Inoltre, al momento sono solo quattro i Cantoni che dispongono di aree in cui i nomadi stranieri possono ufficialmente fermarsi durante il passaggio in Svizzera. In un rapporto al riguardo sull'attività di un gruppo di lavoro nazionale sotto l'egida dell'Ufficio federale della cultura, la Confederazione ha evidenziato la necessità di ulteriori aree di transito. Il Consiglio federale ha dichiarato la propria disponibilità a coordinare le attività di pianificazione in collaborazione con i Cantoni e ha incaricato il Dipartimento federale dell'interno di portare avanti le consultazioni.

Risposta del Consiglio federale.

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