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17.3104 · Interpellanza · 2017-03-14

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Alla luce delle sistematiche e gravi violazioni dei diritti umani registrate in Arabia saudita, della guerra in Yemen portata avanti dall'Arabia saudita e dell'incombente carestia nello Stato yemenita, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. È solo un'impressione, oppure la Svizzera in Arabia saudita sta avendo più successo nella promozione degli scambi commerciali che non nella promozione dei diritti umani e nella mediazione per giungere a un armistizio con lo Yemen?

2. In quali ambiti la Svizzera è attiva sul posto con i suoi buoni uffici e con l'aiuto umanitario? Sono previste attività anche in altri ambiti?

3. È disposto a incrementare sensibilmente gli interventi e l'aiuto per la popolazione civile dello Yemen, minacciata da grave carestia?

4. La Svizzera sta ancora portando avanti un dialogo sui diritti umani con l'Arabia saudita che affronti, tra l'altro, la situazione del blogger saudita Raif Badawi? Con quali risultati?

5. Che cosa conta di intraprendere per condurre in modo più efficiente e incisivo il dialogo sui diritti umani e sulla pace nel Medio Oriente in generale, e con l'Arabia saudita in particolare?

Begründung

Nelle sue relazioni con l'Arabia saudita, la Svizzera cerca di conciliare aspetti contrastanti: da una parte il Paese mediorientale è, per importanza, il secondo mercato d'esportazione per la Svizzera in questa regione e, oltre a ciò, uno dei migliori acquirente di materiale di armamento; dall'altra l'Arabia saudita sta assumendo un ruolo di primo piano nella guerra in Yemen e, all'interno delle proprie frontiere, viola palesemente e sistematicamente i diritti umani universali.

A titolo di esempio segnalo non solo le esecuzioni, ma anche la condanna del blogger Raif Badawi, che aveva dichiarato che i musulmani, i cristiani, gli ebrei e gli atei si equivalgono. Badawi è stato condannato a 600 frustate, pena che è stata temporaneamente sospesa dopo i primi 50 colpi a causa delle gravi ferite infertegli. Il Paese ha addirittura ridicolizzato un ex segretario di Stato svizzero.

In merito alla guerra in Yemen, il responsabile del coordinamento degli aiuti d'emergenza dell'ONU sta riferendo di una carestia nella zona di guerra. Secondo una segnalazione della "NZZ", la situazione sarebbe catastrofica: 7 milioni di Yemeniti sarebbero denutriti e parzialmente tagliati fuori dalle forniture di cibo - secondo "Medici senza frontiere" questa sarebbe anche una conseguenza del blocco imposto al Paese, che deve importare il 90 per cento dei generi alimentari.

Parallelamente, la Svizzera esporta armi, in particolare materiale bellico e beni dual-use verso l'Arabia saudita. La Svizzera, in quanto Paese pacifico, preferirebbe avere notizia di un armistizio in Yemen e di un maggiore rispetto dei diritti umani in Arabia saudita.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Con la sua politica estera la Svizzera si adopera tra l'altro per promuovere il benessere, il rispetto dei diritti umani e la coesistenza pacifica tra i popoli. Si tratta di obiettivi complementari, che sono alla base anche della politica estera condotta dalla Svizzera negli Stati del Golfo.

L'Arabia saudita è il secondo partner commerciale del nostro Paese nell'area MENA e in questa regione la promozione economica e delle esportazioni si svolge secondo le modalità consuete. Lo Swiss Business Hub regionale (con sede a Dubai), che si occupa anche del mercato saudita, è attivo soprattutto nel settore alimentare e nel settore cleantech. La Svizzera non dispone di specifici strumenti di promozione delle esportazioni di materiale d'armamento. Le esportazioni di materiale da guerra verso l'Arabia saudita sono inoltre limitate già dal 2009 a causa della situazione insoddisfacente nel campo dei diritti umani e la prassi di autorizzazione è diventata ancora più restrittiva dal 20 aprile 2016, a seguito dell'intervento militare nello Yemen. Attualmente è in linea di massima possibile esportare in Arabia saudita solo pezzi di ricambio per materiale bellico che non si ritiene possa essere impiegato nello Yemen.

I temi legati ai diritti umani sono una parte importante delle relazioni bilaterali con l'Arabia saudita e vengono affrontati nel quadro delle regolari consultazioni politiche.

2. La Svizzera supporta il lavoro dell'incaricato speciale dell'ONU per lo Yemen. Nel 2015 ha contribuito a facilitare i colloqui di pace condotti dall'ONU ed è pronta a farlo anche in futuro. Sostiene inoltre finanziariamente il lavoro dell'Alto commissariato dell'ONU per i diritti umani nello Yemen ed esorta periodicamente le parti in conflitto a rispettare il diritto internazionale umanitario.

L'Aiuto umanitario della DSC si impegna soprattutto nei settori dell'accesso all'acqua potabile e della protezione della popolazione civile. Dal 2012 a oggi la Svizzera ha inviato nello Yemen aiuti umanitari per un importo totale di 38,7 milioni di franchi. Gli interventi sono inoltre pianificati in base a un approccio a lungo termine ed è attualmente in fase di elaborazione una strategia di cooperazione per il periodo 2017-2020.

La cooperazione internazionale della Svizzera contribuisce a rendere più professionali gli aiuti umanitari forniti dagli Stati del Golfo. In questo ambito la DSC porta avanti un dialogo con le istituzioni dei donatori della penisola araba in modo da aumentarne le capacità.

3. Il 21 febbraio 2017 il segretario generale dell'ONU, António Guterres, ha esortato gli Stati membri a intervenire urgentemente per far fronte alla carestia che minaccia l'Africa e lo Yemen. Per i quattro Paesi a rischio la Svizzera ha stanziato 15 milioni di franchi dai fondi di riserva dell'aiuto umanitario per le misure di emergenza. 5 milioni di franchi sono destinati allo Yemen e saranno utilizzati per sostenere gli esistenti programmi del PAM e del CICR. Questi mezzi finanziari integrano gli aiuti umanitari per i quali sono già previsti stanziamenti pari a 9 milioni di franchi all'anno. Per richiamare la comunità internazionale al rispetto dei suoi obblighi, il 25 aprile 2017 si è tenuta a Ginevra una conferenza dei donatori sullo Yemen organizzata dalla Svizzera, dalla Svezia e dall'ONU.

4. La Svizzera non porta avanti alcun dialogo formale sui diritti umani con l'Arabia saudita. La tematica dei diritti umani viene tuttavia affrontata durante le periodiche consultazioni politiche. Nel corso dell'ultimo incontro (novembre 2015) si è parlato anche del caso del blogger Raif Badawi. A questo proposito, nel gennaio del 2015 il DFAE aveva già convocato l'ambasciatore saudita a Berna e in un comunicato stampa aveva condannato la pena della fustigazione. Allo stesso modo ha reagito a seguito delle esecuzioni di massa del 2 gennaio 2016, tra cui l'esecuzione dell'imam sciita Al Nimr. Il DFAE tiene sotto osservazione la situazione dei diritti umani in Arabia saudita e naturalmente segue gli sviluppi del caso Raif Badawi, per reagire se necessario a livello bilaterale e multilaterale.

5. In accordo con quanto stabilito nella relativa strategia per il periodo 2016-2019 il DFAE promuove e tutela i diritti umani in un quadro sia bilaterale che multilaterale. La Svizzera si impegna a favore della promozione della pace in Medio Oriente e in particolare in Siria e in Libano. Inoltre ha preso un impegno di massima per un mandato di tutela degli interessi dell'Iran in Arabia saudita e dell'Arabia saudita in Iran e ne sta negoziando le modalità. Il Consiglio federale non ritiene pertanto che sia necessario modificare la politica dei diritti umani e di promozione della pace nella regione.

Risposta del Consiglio federale.