17.3130 · Interpellanza · 2017-03-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Internet pullula di siti che vendono gatti, cani, ma anche rettili, porcellini d'India e altri animali esotici non adatti a vivere alle nostre latitudini. Uno studio della protezione degli animali del 2012 dimostra che si può riporre ben poca fiducia nelle offerte pubblicate in Internet o su piccoli annunci: soltanto l'11 per cento delle 1400 proposte di vendita di cani passate al vaglio erano serie, il 3 per cento erano una truffa e l'86 per cento discutibili o poco serie.
Le associazioni di protezione degli animali sconsigliano vivamente il trasporto di animali vivi e nell'agosto del 2016 la Posta ha rinunciato a fornire questo tipo di prestazione. In Svizzera non è posto alcun limite alla vendita di animali tramite Internet.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Gli uffici federali come assicurano il rispetto degli articoli 150 a 176 dell'ordinanza del 23 aprile 2008 sulla protezione degli animali (trasporto di animali vivi) in considerazione dell'importanza del commercio di animali in Internet e del fatto che non ci sono trasportatori qualificati?
2. Gli animali acquistati in questa maniera vengono abbandonati più spesso degli altri (meno socializzati, allevatori non professionisti o allevamento industriale, decisione d'acquisto spontanea in base a una fotografia o a un video, ecc.), il che pone problemi d'ordine etico e può portare a un sovraccarico nei rifugi per animali e nuocere a determinati biotopi. Il Consiglio federale non ritiene che una simile evoluzione sia in contrasto con gli obiettivi della legge sulla protezione degli animali e della legge sulla protezione della natura?
3. Prevede di inasprire l'ordinanza o la legge per il commercio di animali, in particolare in Internet e tramite piccoli annunci, o addirittura di vietarlo e riservarlo a professionisti qualificati o a rifugi per animali (adozione)?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La vendita di animali in Internet, trasporto incluso, è disciplinata dalle stesse disposizioni dettagliate sulla protezione degli animali che reggono anche gli altri tipi di commercio di animali (cfr. art. 4, LPAn; RS 455 e art. 150segg. dell'ordinanza sulla protezione degli animali, OPAn; RS 455.1).
L'esecuzione della normativa sulla protezione degli animali compete ai Cantoni ed è resa più difficile, per quanto concerne la vendita in Internet, tra l'altro dall'anonimato che copre molti venditori. Con la prevista modifica dell'OPAn (cfr. risposta 3) si intende agevolarla. Già oggi alcuni Cantoni sorvegliano attivamente Internet alla ricerca di violazioni delle prescrizioni in materia di protezione degli animali. Inoltre, il Servizio veterinario di confine negli aeroporti di Zurigo e Ginevra controlla se le importazioni da Paesi terzi rispettano le prescrizioni in materia di protezione degli animali. In aggiunta, le dogane effettuano controlli a campione delle importazioni che transitano via terra. In genere le autorità esecutive intervengono quando terzi (p. es. privati, dogane) segnalano possibili irregolarità nel commercio di animali da compagnia, i più venduti in Internet. Un controllo attivo e su vasta scala come quello che avviene per gli animali da reddito sarebbe invece impraticabile e impossibile a causa delle risorse limitate.
2. Anche il Consiglio federale è dell'avviso che l'acquisto di animali in Internet presenti aspetti problematici in termini di protezione degli animali e di lotta alle epizoozie.
3. I venditori che praticano il commercio illegale di animali agiscono di solito nell'anonimato. Il progetto di modifica dell'OPAn, posto in consultazione dal 24 ottobre 2016 al 7 febbraio 2017, è finalizzato a porre rimedio a questa situazione: le persone che mettono pubblicamente in vendita cani saranno obbligate a indicare per scritto il loro nome, cognome e indirizzo. Dall'analisi dei risultati della consultazione, è emerso che questa modifica raccoglie ampi consensi.
Il Consiglio federale è inoltre del parere che, oltre a inasprire le disposizioni legali, sia fondamentale sensibilizzare la popolazione sul rispetto della normativa in materia di protezione degli animali. Nel settore più lucrativo del commercio di animali, ovvero quello della vendita di cani, nel 2016 l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria ha lanciato, in collaborazione con la Protezione svizzera degli animali, una vasta campagna di informazione e sensibilizzazione intitolata "Desideri un cane? Occhio all'acquisto!" (www.acquisto-cane.ch).
Internet e piccoli annunci sono canali di vendita utilizzati anche da molti allevatori privati che rispettano la legge e forniscono informazioni trasparenti. Se si autorizzassero solamente gli allevatori professionali o le pensioni per animali, si sottrarrebbe a questi allevatori un'importante possibilità di commercio. Per questo motivo il Consiglio federale ritiene ingiustificata una limitazione in tal senso.
Risposta del Consiglio federale.