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17.3131 · Mozione · 2017-03-15

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

ll Consiglio federale è invitato a ridurre il limite di franchigia da 300 a 50 franchi per l'importazione in esenzione dall'IVA di merci per uso privato dall'estero.

Begründung

Al rientro dall'estero o all'entrata in Svizzera possono essere importate merci in esenzione dall'IVA per un valore complessivo fino a 300 franchi (limite di franchigia secondo il valore), a condizione che siano destinate all'uso privato o a essere regalate. Rientrano nel limite di franchigia secondo il valore anche le derrate alimentari, i tabacchi manufatti, le bevande alcoliche, gli animali domestici e i lavori di riparazione e manutenzione fatti eseguire all'estero sul proprio veicolo. La franchigia è accordata solo una volta al giorno per persona e vale anche per i bambini.

Le merci non destinate all'uso privato né a essere regalate sono assoggettate all'IVA. Il limite di franchigia secondo il valore non è concesso.

L'autore della mozione chiede di ridurre tale limite di franchigia a 50 franchi.

Il crescente turismo degli acquisti danneggia in modo considerevole l'economia svizzera, in particolare il commercio al dettaglio, e mette in pericolo molti posti di lavoro.

Le regioni più interessate sono ovviamente quelle di confine ma, a causa della crescente mobilità, anche aziende commerciali all'interno del Paese ne pagano le conseguenze. Il limite di franchigia secondo il valore di 300 franchi favorisce notevolmente questi acquisti all'estero, poiché ogni corsa consente di comprare in grande stile. Dato che è possibile chiedere la restituzione intera dell'IVA estera senza che l'IVA svizzera per le merci importate diventi esigibile, contemporaneamente vi è anche una disparità di trattamento fiscale a sfavore delle aziende svizzere.

Con una riduzione di questa franchigia non si intende difendere la Svizzera quale "isola dei prezzi elevati". Proprio nel commercio al dettaglio, le alte spese per i locali e la manodopera sono direttamente correlate con il prezzo finale. In questo ambito non si può far valere neanche il rimprovero, da parte dei consumatori, di una chiusura verso l'esterno, poiché anch'essi beneficiano dell'alto livello salariale del nostro Paese.

Quale effetto secondario si può ricordare che, malgrado il leggero aumento delle spese di riscossione dell'imposta, un simile cambiamento genererebbe maggiori entrate per la Confederazione dell'ordine di alcune centinaia di milioni di franchi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il limite di franchigia secondo il valore di 300 franchi è in vigore già dal 2002. Esso è stato introdotto per ridurre al minimo l'onere amministrativo legato alla riscossione dei tributi all'importazione.

Negli ultimi anni diversi studi e rapporti hanno mostrato che il motivo del fiorente turismo degli acquisti non è da ricondursi all'importo del limite di franchigia secondo il valore, bensì al franco forte, alle differenze di prezzo con l'estero e agli orari d'apertura dei negozi in parte più attrattivi. Una riduzione di tale limite di franchigia a 50 franchi comporterebbe, ad esempio, che una persona dovrebbe pagare solo tra i fr. 6.25 (aliquota ridotta del 2,5 per cento per derrate alimentari) e i 20 franchi (aliquota normale dell'8 per cento) di IVA in più rispetto a oggi. Considerando che le differenze di prezzo tra i prodotti in Svizzera e all'estero tendono ad aumentare, questi lievi costi supplementari non inciderebbero in modo considerevole sul comportamento d'acquisto dei consumatori. Pertanto il Consiglio federale ritiene che un limite di franchigia secondo il valore più basso non dissuaderebbe le persone domiciliate in Svizzera dal fare acquisti nei Paesi limitrofi.

Il limite di franchigia secondo il valore più basso provocherebbe un sensibile aumento delle imposizioni doganali di piccola entità nel traffico turistico (gestibili unicamente con un dispendio sproporzionato per l'Amministrazione federale delle dogane e i cittadini) che causerebbe costi elevati. Vista la situazione attuale, le risorse a disposizione del Corpo delle guardie di confine vengono impiegate in primo luogo per la lotta alla migrazione irregolare e alla criminalità transfrontaliera. Le risorse attuali non consentono alcun lavoro supplementare nel traffico turistico (attività di controllo e incasso dei tributi all'importazione). Ciò aggraverebbe ulteriormente la problematica degli ingorghi di traffico presso gli uffici doganali di confine.

Il Consiglio federale rinvia inoltre alla sua risposta alla mozione Hausammann 15.4172, "Non incentivare il turismo degli acquisti mediante regali fiscali", nonché al rapporto del 21 dicembre 2016 in adempimento dei postulati Bischof 15.3091, 15.4053, Rechsteiner Paul 15.3367 e Cramer 15.3208.

Per i summenzionati motivi, il Consiglio federale è contrario a una riduzione del limite di franchigia secondo il valore.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.