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17.318 · Iniziativa cantonale · 2017-11-15

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il Cantone dei Grigioni presenta la seguente iniziativa:

1. Il Corpo delle guardie di confine (Cgcf) deve essere dotato di risorse sufficienti in termini di personale in tutte le sue sedi, affinché possa adempiere ai propri compiti in base alla specifica situazione di sicurezza e tenendo conto delle esigenze di sicurezza della popolazione.

2. In seno al Cgcf non si deve procedere ad alcun taglio; il suo personale deve anzi essere aumentato e dotato di infrastrutture e di un equipaggiamento moderni sotto il profilo del materiale, affinché lo stesso Cgcf possa affrontare in maniera soddisfacente le crescenti sfide odierne e future nell'ambito dei suoi compiti doganali e di sicurezza nonché nel settore dell'immigrazione clandestina.

Begründung

Garantire la sicurezza è uno dei compiti principali di uno Stato. Il Cgcf è l'organo di sicurezza civile più importante della Confederazione e si è ormai consolidato quale parte integrante del dispositivo di sicurezza nazionale. Il Cgcf difende la sicurezza e la stabilità dei Cantoni e della popolazione, non solo lungo le frontiere esterne della Svizzera ma anche al suo interno. Con i suoi controlli delle merci importate, previene dunque reati seri quali il contrabbando (traffico di droghe e di armi, tratta di esseri umani ecc.). Il massiccio aumento dell'immigrazione - in particolare dell'immigrazione illegale - che la maggior parte delle regioni svizzere di frontiera ha registrato negli ultimi anni, ha portato il Cgcf e i suoi collaboratori ai limiti delle loro capacità. Per venire a capo di questa situazione di crisi persistente, il Cgcf si vede sempre più costretto a compensare la limitatezza dei suoi effettivi trasferendo temporaneamente del personale da talune regioni già problematiche in regioni ancora più critiche. Il ricorso a questa soluzione permette certo di colmare talune lacune, ma al contempo ne crea di nuove. Va inoltre aggiunto che l'adozione di queste misure, rese necessarie nella pianificazione dell'impiego delle risorse, ha generato un senso di forte insicurezza fra la popolazione residente nelle regioni di frontiera. Questa situazione di particolare pressione non può diventare la norma per il Cgcf: essa deve essere considerata un'eccezione che non può protrarsi né a medio né a lungo termine.

Pericoli e rischi attuali e futuri nei settori della criminalità transfrontaliera, della migrazione clandestina e del pericolo latente rappresentato dal terrorismo possono essere affrontati dal Cantone dei Grigioni solamente in uno spirito di collaborazione con il Cgcf. Nel prossimo futuro, quello della sicurezza rimarrà un contesto molto impegnativo. Dai numeri risulta, ad esempio, che nel 2016 il Cgcf ha registrato 17 000 soggiorni illegali in più dell'anno precedente, mentre gli allontanamenti sono quadruplicati. Come tutti i Cantoni di frontiera, il Cantone dei Grigioni fa affidamento sul fatto che il Cgcf rimanga un partner forte.

Entrambe le richieste contenute nella presente iniziativa cantonale sono state presentate ripetutamente dai Cantoni alla Confederazione: è il caso delle iniziative depositate dai Cantoni di Basilea Città, Basilea Campagna e San Gallo. L'attuazione viene però impedita dalle condizioni quadro di politica finanziaria della Confederazione. Il Cantone dei Grigioni ritiene che il Cgcf debba essere potenziato nonostante la difficile situazione delle casse federali e che debba essere dotato dei mezzi necessari per poter adempiere ai suoi compiti. Solo in questo modo sarà possibile far fronte a uno dei compiti principali dello Stato, ossia quello di garantire la sicurezza. Il personale doganale deve essere formato e addestrato convenientemente, e dotato di infrastrutture e di un equipaggiamento moderni sotto il profilo del materiale che gli permettano di superare le sfide con cui è confrontato. Tutto ciò non può essere realizzato in pochi mesi o nello spazio di un solo anno. Vista la precarietà della situazione, ha poco senso rafforzare il dispositivo soltanto in previsione delle prossime crisi. Alcune proposte, avanzate in fase di discussione, volte a sgravare il Cgcf attraverso il coinvolgimento dell'esercito e di operatori privati possono senz'altro aiutare a colmare, almeno a breve termine, le lacune esistenti. A lungo termine è però necessario che il Cgcf venga potenziato in tutta la Svizzera, al fine di migliorarne l'efficacia e l'efficienza; a tal fine sono necessarie ulteriori risorse, e pertanto anche una preparazione più lunga, aspetti che tuttavia sono imprescindibili per la sicurezza alle frontiere.