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17.3409 · Interpellanza · 2017-06-08

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il rapporto 2017 dell'OCSE intitolato "Tackling Wasteful Spending on Health" cita diversi settori della salute in cui le prescrizioni, le cure e i costi inutili sono un dato di fatto dimostrato. Secondo gli autori Barmett et al., nei Paesi dell'OCSE il 60 per cento in media delle malattie virali è curato con antibiotici. Soprattutto negli ospedali, negli studi di medicina generale e nei trattamenti di lunga durata gli antibiotici sono impiegati troppo spesso, troppo a lungo e sovente anche in modo sbagliato, con conseguenti ripercussioni sulla salute, sui costi e sulla resistenza dei batteri agli antibiotici. Il rapporto conferma quanto già messo in evidenza nel 2014 da NEXT, un gruppo di specialisti, farmacisti e medici di una clinica universitaria svizzera, per quanto riguarda il consumo di farmaci non soggetti all'obbligo di prescrizione medica contenenti antibiotici. Nella strategia StAR in Consiglio federale prevede:

1. al punto 3.3.4 misure in caso di ricorso agli antibiotici superiore alla media, sotto la responsabilità attuativa della Confederazione e dei Cantoni, insieme alle associazioni, alle casse malati e alle scuole universitarie; e

2. al punto 3.3.1 direttive sulla prescrizione, sotto la responsabilità attuativa delle associazioni di categoria.

In considerazione della crescente resistenza dei batteri agli antibiotici e del costante aumento dei costi della salute, il Consiglio federale è pregato di rispondere alle domande seguenti:

a. Quali sono lo stato di avanzamento e lo scadenzario concreto dell'attuazione di questi due provvedimenti?

b. In che misura s'impegnano le casse malati e i Cantoni?

c. Come può funzionare la sorveglianza senza un obbligo di notifica, vale a dire se la notifica degli ospedali è facoltativa? (v. StAR pag. 39)

d. Quanti e quali Cantoni conducono programmi di ottimizzazione delle terapie antibiotiche (antibiotic stewardship)? Come può sostenere questi sforzi la Confederazione? Le esperienze di altri Paesi sono marcatamente positivi (Francia meno 39 per cento di prescrizioni).

e. Perché i trattamenti di lunga durata, che secondo il rapporto dell'OCSE costituiscono uno dei settori critici, non sono inclusi nella sorveglianza? Che cosa intende fare il Confederazione in merito?

Stellungnahme des Bundesrates

a. Nel quadro di un progetto finanziato dalla Confederazione, la Società svizzera di infettivologia (SSI), la Società svizzera di microbiologia (SSM) e l'associazione Swissnoso hanno assunto la responsabilità attuativa della misura 3.3.1 con l'obiettivo di elaborare direttive nazionali per medici e ospedali. Le direttive verranno elaborate a tappe (a cadenza semestrale fino alla fine del 2018), con la collaborazione di altre società mediche, e saranno destinate ai settori stazionario e ambulatoriale.

In base a quanto pianificato, entro la fine del 2017 dovrebbe essere redatta una prima serie di direttive sulla prescrizione che sarà poi resa disponibile su una piattaforma appropriata. Con questa misura il Consiglio federale auspica creare una base largamente condivisa per migliorare l'impiego degli antibiotici nella medicina umana. Prima di introdurre nuove misure, se del caso più restrittive come quella prevista al punto 3.3.4 per la riduzione del ricorso agli antibiotici superiore alla media, conviene attendere i risultati della sorveglianza (cfr. domanda b) e dell'attuazione dei programmi di ottimizzazione delle terapie antibiotiche (cfr. domanda d).

b. Il Consiglio federale è al corrente che alcuni assicuratori-malattie, in collaborazione con le università, hanno iniziato a esaminare i dati di fatturazione relativi alle prescrizioni di antibiotici. Sullo stesso tipo di collaborazione si basa il progetto, approvato nel quadro del Programma nazionale di ricerca 72 Resistenza antimicrobica, che analizza la prassi di prescrizione diffusa tra i medici di base (Prof. Heiner C. Bucher). Gli assicuratori, prima di rimborsare i costi di una prescrizione di antibiotici verificano se, nel quadro dell'obbligo d'assunzione delle prestazioni disciplinato dalla legge federale del 18 marzo 1994 sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), la terapia in questione soddisfa i criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità: Se non è il caso, la cassa malati non ne rimborsa i costi. I Cantoni, da parte loro, partecipano attivamente all'attuazione della strategia, in particolare attraverso il nuovo organo di coordinamento della legge sulle epidemie creato da Confederazione e Cantoni.

c. L'attuale sistema di sorveglianza comprende le notifiche volontarie e quelle obbligatorie:

1. Il Centro svizzero per la resistenza agli antibiotici (anresis.ch) riceve su base volontaria da un numero di ospedali e laboratori rappresentativo per la Svizzera le notifiche sulle resistenze agli antibiotici e sul loro consumo. In futuro questa procedura sarà estesa ad altre unità. In questo momento, tuttavia, l'introduzione di un obbligo di notifica renderebbe ingestibile la mole di lavoro per anresis.ch.

2. Anresis.ch dispone anche di dati sul numero di antibiotici venduti annualmente.

3. Dal mese di gennaio del 2016 vige l'obbligo di notifica per un particolare gruppo di batteri resistenti agli antibiotici (enterobatteri produttori di carbapenemasi).

d. Dai primi risultati di un sondaggio svolto da Swissnoso risulta che circa un terzo degli ospedali svizzeri impiega già programmi di ottimizzazione delle terapie antibiotiche e circa l'80 per cento dispone almeno di raccomandazioni interne sui trattamenti antibiotici. Con riferimento al progetto citato nella risposta a), entro la metà del 2019 verranno formulati requisiti dettagliati per i programmi che promuovono un utilizzo adeguato degli antibiotici. Con l'elaborazione di direttive nazionali sui programmi di ottimizzazione delle terapie antibiotiche, gli ospedali avranno a disposizione una base per introdurre un sistema interno di vigilanza e ottimizzazione del consumo di antibiotici. La Confederazione non tiene un inventario dei programmi in atto o in progetto.

e. anresis.ch raccoglie anche i dati sulla resistenza agli antibiotici nelle case di cura. La rilevazione è tuttavia incompleta, in quanto le segnalazioni inviate da medici, in parte esterni alle strutture, non possono essere associate a singoli istituti. Dalla metà del 2017 è in corso uno studio sulla situazione della resistenza agli antibiotici negli istituti per lungodegenti e i primi risultati saranno disponibili nella primavera del 2018. Sinora il consumo di antibiotici in questo specifico settore non è stato rilevato in modo separato.

Risposta del Consiglio federale.