17.3412 · Postulato · 2017-06-08
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di verificare se la Confederazione può rinunciare a una flotta d'alto mare e di presentare un rapporto al riguardo.
Dovrà in particolare valutare se è meglio rinunciare alla flotta immediatamente oppure gradualmente, in toto o in parte.
Andranno inoltre soppesate le conseguenze di una simile decisione nonché ponderati i rischi, soprattutto a livello giuridico e finanziario.
Begründung
Il Consiglio federale ha proposto un credito aggiuntivo di 215 milioni di franchi per affrontare il ricorso a una fideiussione concessa per la flotta d'alto mare. Considerata la situazione, è lecito chiedersi se la presenza di questa flotta sia ancora necessaria e appropriata per l'approvvigionamento economico del Paese o per altri motivi (ed eventualmente quali). Secondo il rapporto del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) sulla valenza del trasporto marittimo per la politica di approvvigionamento (dicembre 2016), l'effettivo di navi d'alto mare supera la necessità reale e i rischi a carico della Confederazione sono troppo elevati. L'importanza del trasporto marittimo per la politica d'approvvigionamento sarebbe di fatto scarsa, se non addirittura inesistente. Il DEFR stesso definisce molto improbabile ed estremo lo scenario ipotizzato di una cessazione totale delle importazioni dall'Europa (pag. 11, della versione francese del rapporto). Nel rapporto si dice anche che le navi d'alto mare sono in sovrannumero (pag. 21). Sebbene i rischi finanziari siano aumentati, le conclusioni sono che non vi è alcuna necessità di intervenire. A quanto pare, il Consiglio federale si è limitato a decidere di non rinnovare il credito quadro per le fideiussioni; quelle rimanenti scadranno nel 2031. Tuttavia, dal punto di vista della politica dell'approvvigionamento e di quella finanziaria (rischi), il sostegno a una flotta d'alto mare non si giustifica e va quindi esaminata la possibilità di interromperlo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) di verificare, insieme agli ambienti economici, la necessità di una flotta d'alto mare per la politica dell'approvvigionamento e di riconfigurare, se necessario, la politica in materia di trasporto marittimo. Il 21 dicembre 2016 il Consiglio federale ha preso visione del rapporto sulla valenza del trasporto marittimo per la politica di approvvigionamento. Da quest'ultimo emerge che la flotta d'alto mare svizzera, costituita 76 anni fa in seguito alla guerra sottomarina condotta dalle Potenze dell'Asse contro la flotta mercantile degli Alleati, negli ultimi anni ha perso l'importanza rivestita in passato per l'approvvigionamento del Paese. Circa tre quarti delle importazioni di derrate alimentari e il 100 per cento dei prodotti minerali provengono oggi infatti da Paesi europei. Basandosi su questo rapporto, il Consiglio federale ha deciso di chiedere al Parlamento di non rinnovare il credito quadro scaduto a fine giugno 2017. Di conseguenza, nei prossimi anni il numero di navi mercantili svizzere garantite da fideiussioni si ridurrà, passando dalle attuali 29 (escluse le navi dei gruppi SCL/SCT, già vendute) a 22 nel 2021, a 17 nel 2025 e a sette nel 2029. Le ultime fideiussioni scadranno nel 2032. Si tratta di una retrocessione graduale, durante la quale l'importo dei mutui garantiti diminuirà dagli attuali 512 a 411 milioni di franchi nel 2021, a 312 nel 2025, per arrivare infine a 156 milioni nel 2029.
Procedere più velocemente di così non è possibile. Le fideiussioni della Confederazione sono accessorie ai prestiti concessi dalla banca alla compagnia di navigazione; vi si può quindi mettere fine soltanto se scompare il credito principale che le sottende (mutuo bancario), per esempio attraverso l'ammortamento. Firmando i contratti di fideiussione la Confederazione ha assunto degli impegni che deve rispettare per tutta la durata di questi contratti. Conformemente all'ordinanza concernente la fideiussione di mutui per il finanziamento di navi svizzere d'alto mare, per la costruzione di nuove unità questa durata è di al massimo 15 anni e, a determinate condizioni (p. es. per proteggere gli interessi finanziari della Confederazione), può essere prolungata.
Terminare anzitempo le fideiussioni sarebbe quindi possibile soltanto se i prestiti venissero rimborsati in anticipo o se le banche interessate esercitassero il loro diritto di chiedere la restituzione dei prestiti e di ritirare le fideiussioni. La prima soluzione non è economicamente fattibile, la seconda si scontra con gli interessi finanziari della Confederazione.
Per queste ragioni, al fine di ridurre i rischi finanziari che possono verificarsi fino alla scadenza delle ultime fideiussioni, nel 2032, la Confederazione ha adottato diverse misure: per esempio, i negoziati con gli armatori in difficoltà sono stati supervisionati dalla Segreteria generale del DEFR, si è fatto appello a esperti esterni in questioni giuridiche e finanziarie e si è lavorato a stretto contatto con i rappresentanti dell'Amministrazione federale delle finanze. Su incarico del capo del DEFR, inoltre, l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese ha attuato entro il mese di agosto 2017 una ventina di provvedimenti raccomandati dal Controllo federale delle finanze.
I proprietari delle navi, dal canto loro, hanno dovuto impegnarsi a ridurre al minimo i propri rischi per mezzo di una serie di misure. Dove possibile e necessario è stato anche introdotto un nuovo meccanismo di pagamento (lineare da un anno all'altro) per i mutui garantiti da fideiussioni. Questo meccanismo, denominato PAYE (pay as you earn), preleva da un accantonamento le liquidità in eccedenza per saldare eventuali arretrati negli ammortamenti. Se, una volta saldati questi arretrati, ci sono ancora liquidità in eccedenza, ne può essere utilizzata una parte per restituire anticipatamente i prestiti.
In conclusione, la Confederazione non può sottrarsi agli impegni contrattuali sottoscritti e accelerare la procedura di retrocessione. Nel suo ruolo di garante, ha inoltre già preso tutte le misure necessarie per ridurre al minimo i rischi.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.