17.3416 · Mozione · 2017-06-08
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di riprendere immediatamente i negoziati con l'Unione europea in vista di una rapida e completa associazione della Svizzera al programma Erasmus plus, se possibile dal 2018.
Begründung
Il 27 aprile 2017, il Consiglio federale ha pubblicato il messaggio concernente la promozione della mobilità internazionale in ambito formativo per gli anni 2018-2020 nel quale propone al Parlamento di prolungare fino al 2020 la soluzione transitoria concernente Erasmus plus in vigore dal 2014. A questo scopo, chiede di stanziare un credito di 114,5 milioni di franchi per gli anni 2018-2020 (8 milioni in meno rispetto a quanto deciso nel 2013) e sottolinea la sua volontà di dare la priorità alla mobilità internazionale individuale (Key Action 1). Afferma inoltre di voler esaminare la questione di una nuova associazione al programma europeo di scambi solo a partire dal 2021. Questa proposta non è accettabile e sembra una pura e semplice misura di risparmio adottata nel campo della formazione e della mobilità.
La soluzione provvisoria non copre tutti gli aspetti di Erasmus plus e consente ai giovani svizzeri, studenti o apprendisti, di partecipare solo in maniera limitata ai programmi di scambio. La formazione professionale è peraltro considerata marginalmente nella soluzione transitoria. Chiediamo di estendere la possibilità di accedere a Erasmus plus ai settori non universitari. Di fatto, prolungare la soluzione provvisoria significa privare un'intera generazione delle opportunità offerte dalla mobilità e della possibilità di acquisire competenze.
La soluzione transitoria penalizza anche le scuole universitarie e la piazza scientifica del nostro Paese, facendo loro perdere visibilità e prestigio a livello internazionale. L'accesso alle migliori università europee è sempre più limitato e a ciò si aggiungono il clima di incertezza che si è venuto a creare per queste scuole e la burocrazia che le costringe a negoziare contratti di partenariato con altre università europee.
Vista la gravità della situazione, chiediamo al Consiglio federale di riprendere immediatamente i negoziati con l'Unione europea per assicurare al più presto l'associazione della Svizzera a Erasmus plus, se possibile a partire dal 2018.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel messaggio concernente la promozione della mobilità internazionale in ambito formativo per gli anni 2018-2020 e nella sua risposta all'interpellanza Reynard 17.3351, il Consiglio federale spiega di essere giunto alla conclusione, dopo aver analizzato la situazione, che al momento l'adozione di una soluzione svizzera per il periodo 2018-2020 presenti più vantaggi che svantaggi.
Le esperienze maturate con la soluzione transitoria dal 2014 mostrano che la qualità delle attività di mobilità internazionali continua a essere garantita. Sempre più giovani che studiano in Svizzera partecipano, nonostante alcune limitazioni, a queste attività e colgono l'occasione per ampliare le loro competenze in un contesto internazionale. Dal 2014 ogni anno i numeri della mobilità in uscita sono aumentati del 10 per cento praticamente in tutti gli ambiti formativi (2014: 5093; 2015: 5566; 2016: 6141). Questa tendenza positiva vale anche per il settore della formazione professionale. La soluzione svizzera offre una via rapida per garantire la certezza del diritto e nella pianificazione su tre anni e consente alle istituzioni svizzere di concludere accordi istituzionali pluriennali con i loro partner stranieri. Il Consiglio federale propone inoltre di sostenere progetti pilota al di fuori dell'UE.
A causa delle scadenze predefinite, un'associazione per il periodo 2018-2020 sarebbe possibile solo a partire dal 2019; richiederebbe molti più mezzi finanziari del previsto e durante il periodo rimanente del programma comporterebbe un notevole onere sul piano organizzativo. L'aumento del costo globale connesso all'associazione non permetterebbe inoltre di sviluppare le attività svizzere di mobilità e cooperazione a un livello comparabile alla soluzione svizzera. Il Consiglio federale ha proposto al Parlamento di impiegare per la soluzione svizzera all'incirca i mezzi originariamente previsti per la partecipazione a pieno titolo. Non si può pertanto parlare di una misura di risparmio.
Il Consiglio federale ritiene pertanto più efficace concentrarsi su una possibile associazione della Svizzera al programma post Erasmus plus a partire dal 2021 e terrà conto, in una valutazione globale, anche del rischio che a lungo termine si riduca la visibilità della piazza formativa svizzera. I colloqui con la Commissione europea verranno ripresi non appena saranno disponibili - con ogni probabilità nel 2019 - informazioni sul programma post Erasmus plus.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.