17.3511 · Mozione · 2017-06-15
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di garantire che tutti gli svizzeri all'estero possano aprire un conto presso una banca svizzera di rilevanza sistemica e mantenere una relazione bancaria a condizioni ragionevoli. A tal fine occorre creare le pertinenti basi legali nell'ambito della regolamentazione "too big to fail", in contropartita della garanzia implicita dello Stato di aiutare queste banche, se necessario. In singoli casi o in casi di sanzioni inflitte dalla Svizzera deve comunque rimanere la possibilità di applicare eccezioni giustificate.
Begründung
L'emigrazione ha subito profondi cambiamenti. Sempre più i cittadini svizzeri emigrano per un breve periodo, spesso soltanto per qualche mese o alcuni anni e, prevalentemente, per motivi professionali. Mantengono quindi rapporti molto stretti con il paese di origine. Non occorre dimostrare la rilevanza, segnatamente economica, per il nostro Paese, rappresentata dai 775 000 svizzeri all'estero, come menzionato dalla strategia di politica estera 2016-2019.
Per sostenere la crescita costante della mobilità internazionale dei nostri concittadini (2 per cento di progressione annua), è importante adoperarsi per eliminare gli ostacoli frapposti alla suddetta mobilità. Gli svizzeri all'estero necessitano di un conto bancario in Svizzera per la stipulazione dell'assicurazione malattie, il versamento dell'AVS, le spese del soggiorno nel Paese di provenienza oppure per la gestione delle entrate e delle uscite legate a un immobile. Ora, dal 2008 è sempre più difficile per loro aprire o mantenere una relazione bancaria, poiché le banche elvetiche spesso non li accettano come clienti. Quando vengono accettati si vedono di sovente confrontati con spese notevolmente superiori a quelle richieste alle persone residenti in Svizzera.
Le banche di rilevanza sistemica beneficiano di una garanzia statale implicita in caso di fallimento, come chiaramente menzionato nel primo paragrafo del compendio del messaggio del Consiglio federale del 20 aprile 2011 (pag. 2) concernente la revisione della legge sulle banche.
In contropartita di questa garanzia implicita dello Stato, le banche di rilevanza sistemica dovrebbero garantire a tutti i cittadini svizzeri di poter aprire o intrattenere una relazione bancaria alle usuali condizioni di mercato. Questa problematica è spesso oggetto di discussione, anche in sede parlamentare. Negli ultimi nove anni il mercato non ha né attenuato né risolto il problema. È pertanto necessario agire a livello normativo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nella sua risposta alla mozione Büchel Roland 15.4029, di tenore analogo e respinta dal Parlamento il 4 maggio 2017, il Consiglio federale giunse alla conclusione che già oggi numerose banche svizzere, tra cui anche quelle di rilevanza sistemica, offrono agli svizzeri all'estero conti destinati al traffico dei pagamenti, fatte salve le disposizioni legali e regolamentari del rispettivo Paese di domicilio e della Svizzera. Di conseguenza, le banche adeguano l'offerta di servizi a ogni Paese. A seguito della crisi finanziaria, in numerosi Paesi sono aumentate le esigenze normative. Per effettuare gli accertamenti richiesti, le banche devono dunque sostenere un onere amministrativo supplementare che ricade in parte sui clienti svizzeri sotto forma di spese più elevate. Inoltre, sono aumentati i rischi giuridici e i rischi legati alla reputazione a cui le banche sono esposte in questo settore; esse ne tengono conto elaborando l'offerta di servizi finanziari transfrontalieri.
Secondo il Consiglio federale, l'introduzione di regole che obbligano le banche ad assumere rischi più elevati di quelli che avrebbero scelto di addossarsi, rappresenta una grave ingerenza nella libertà economica di quest'ultime. Inoltre non vi è un interesse pubblico preponderante che giustifichi o renda opportuno un simile intervento. Occorre altresì osservare che la regolamentazione "too big to fail" mira a ridurre i rischi che le banche di rilevanza sistemica comportano per l'economia nazionale. La legislazione "too big to fail" ha l'obiettivo di eliminare la garanzia implicita dello Stato per le banche di rilevanza sistemica. Di conseguenza la questione sulla contropartita, citata nella mozione, non si pone; anche perché manca un legame tra una siffatta contropartita e l'obiettivo della regolamentazione "too big to fail". Oltre a ciò, dal punto di vista della parità concorrenziale non è giustificabile che un simile obbligo legale venga imposto solo a una parte delle banche. Infine, un obbligo sancito nel diritto svizzero non sarebbe comunque sufficiente per garantire agli svizzeri all'estero l'apertura o il mantenimento di un conto in Svizzera, poiché determinate disposizioni legali estere potrebbero ugualmente limitare o vietare l'accesso a una simile offerta.
Nel quadro del rapporto del 20 aprile 2016 in adempimento del postulato Graber Konrad 14.3752, il Consiglio federale ha esaminato la possibilità di obbligare Postfinance SA ad aprire e tenere conti destinati al traffico dei pagamenti anche per gli svizzeri all'estero. A tale proposito è giunto alla conclusione che non sarebbe adeguato conferire a Postfinance SA un mandato legale a favore degli svizzeri all'estero o estendere l'attuale mandato di servizio universale. Obbligare Postfinance SA a offrire di principio a tutti gli svizzeri che vivono all'estero prestazioni di servizi accrescerebbe sensibilmente i rischi giuridici e i rischi legati alla reputazione. Nella sua veste di proprietario della Posta, il Consiglio federale valuta però positivamente il fatto che questa offra agli svizzeri all'estero servizi del traffico dei pagamenti, a condizione che questi servizi non comportino un onere sproporzionato e non siano legati a rischi giuridici e di reputazione. Con decisione del 9 dicembre 2016 ciò è stato fissato negli obiettivi strategici per la Posta 2017-2020.
Dai summenzionati pareri del Consiglio federale (Büchel Roland e Graber Konrad) le circostanze non sono cambiate. Pertanto l'esecutivo rimane dello stesso parere di allora ed è tuttora convinto che un intervento non s'impone.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.