17.3645 · Interpellanza · 2017-09-12
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
1. Il Consiglio federale non condivide l'opinione secondo cui la consulenza informale sulle probabilità menzionata nella risposta all'interpellanza 17.3021 nel contesto dei visti umanitari andrebbe utilizzata quale strumento per sgravare le ambasciate e la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e nel contempo permettere alle persone la cui vita e integrità fisica è minacciata di far valutare le loro probabilità di ottenere un visto umanitario?
Non sarebbe in linea con la posizione del Consiglio federale formalizzare in maniera chiara questo strumento della consulenza sulle probabilità?
Inoltre, non sarebbe possibile, in Paesi sprovvisti di una rappresentanza svizzera (come p. es. la Siria), effettuare questa consulenza sulle probabilità in una procedura formalmente e giuridicamente valida? Secondo la prassi, ad esempio della rappresentanza svizzera a Nairobi, questo sarebbe peraltro giuridicamente possibile.
2. In quali situazioni la SEM sarebbe disposta a concedere, senza condizioni, visti umanitari a persone con gravi problemi medici?
Begründung
1. Nella risposta all'interpellanza 17.3021 il Consiglio federale rinvia a questa consulenza informale sulle probabilità, in parte già utilizzata dai richiedenti l'asilo e dalla Croce rossa svizzera (CRS). Attualmente è tuttavia gestita in maniera alquanto variegata, per cui sarebbe auspicabile sistematizzarne la gestione da parte della SEM e delle rappresentanze nonché informare in merito alle possibilità di utilizzare lo strumento del visto umanitario.
2. Nella sua risposta all'interpellanza 17.3021 è indicato che sono rilasciati visti umanitari a cittadini siriani particolarmente colpiti dal conflitto, per esempio persone che soffrono di seri problemi medici per i quali un trattamento adeguato non può (più) essere offerto nella regione.
Secondo le esperienze maturate dalla CRS, invece, praticamente nessun visto umanitario è rilasciato esclusivamente a causa di gravi problemi medici senza che sia garantito il finanziamento del trattamento in Svizzera. Ciò è tuttavia diametralmente contrario al senso dei visti umanitari, ossia che un visto può essere concesso senza condizioni se la persona si trova in una situazione di acuto bisogno.
Stellungnahme des Bundesrates
Ogni consulenza informale sulle probabilità si svolge per scritto presso una rappresentanza svizzera o direttamente presso la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), il che garantisce un accesso senza eccessive formalità a questo tipo di consulenza. Fondandosi sui documenti forniti, la rappresentanza all'estero o la SEM esamina a titolo pregiudiziale le probabilità di successo di una domanda formale di visto. La consulenza informale sulle probabilità funge soltanto da valutazione provvisoria e non sostituisce in alcun caso una domanda formale di visto. Un parere negativo non impedisce agli interessati di presentare una domanda formale di visto presso la competente rappresentanza. In caso di decisione negativa possono interporre ricorso presso il Tribunale amministrativo federale. Questa situazione di fatto e di diritto è loro illustrata esplicitamente.
La consulenza informale sulle probabilità permette di evitare che una persona si rechi inutilmente alla rappresentanza svizzera se i documenti presentati consentono alle autorità di stabilire sin dall'inizio che la domanda non ha alcuna probabilità di essere accolta. Questo strumento è già utilizzato per sgravare le rappresentanze svizzere all'estero. I suoi rapporti di gestione mostrano che la Croce Rossa Svizzera (CRS) ha maturato ottime esperienze con questo strumento. In molti casi gli esami preliminari svolti dalla CRS hanno portato al rilascio di un visto umanitario (cfr. https://www.redcross.ch/de/katastrophen-chronologie/syrien-konflikt/beratungsdienst-humanitaere-visa-syrienhttps://www.redcross.ch/it/cronologia-delle-catastrofi/conflitto-siriano/elevato-numero-di-domande-per-entrare-legalmente-in).
Una regolamentazione formale della consulenza sulle probabilità è contraria all'obiettivo illustrato e non presenta alcun vantaggio per i richiedenti. Rischia pure di rendere giuridicamente obbligatoria questa valutazione provvisoria, il che sarebbe contrario al sistema. La consulenza sulle probabilità si svolge regolarmente senza che i richiedenti debbano prima presentarsi di persona alla rappresentanza. Può pertanto succedere che una valutazione inizialmente positiva sfoci in una decisione negativa in materia di visto a causa, ad esempio, di dubbi in termini di sicurezza sorti dopo che il richiedente si è presentato di persona. La valutazione delle autorità non può pertanto assumere valore giuridico vincolante.
Il visto umanitario non costituisce uno strumento per permettere alle persone con problemi medici di entrare in Svizzera per farsi curare. A tale proposito, la legge federale sugli stranieri prevede altre possibilità (art. 29 LStr; cure mediche). Un esame individuale approfondito è effettuato per determinare se una persona è direttamente, seriamente e concretamente minacciata al punto da rendere indispensabile un intervento delle autorità. Lo stato di salute può essere rilevante, in particolare se il Paese d'origine non offre (più) possibilità di trattamento e se l'interessato si trova dunque in pericolo imminente di morte.
Risposta del Consiglio federale.