Lexipedia

17.3800 · Mozione · 2017-09-28

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di potenziare la collaborazione con altri Stati (limitrofi) nel rimpatrio dei richiedenti l'asilo, mettendo a frutto sinergie, ad esempio voli di rimpatrio congiunti.

Begründung

Il riassetto del sistema d'asilo ha già permesso di ottimizzare il trattamento delle domande d'asilo. Sussiste invece un considerevole margine di miglioramento nell'ambito del rimpatrio dei richiedenti l'asilo. A volte non è infatti possibile rimpatriare determinati cittadini stranieri, nonostante non abbiano diritto a restare in Svizzera.

Altri Paesi sono più efficaci, a seconda dello Stato di destinazione, in quanto intrattengono migliori relazioni bilaterali con gli Stati in questione. La Germania, ad esempio, esegue rimpatri verso l'Afghanistan. La Svizzera deve puntare a questo approccio e cercare la collaborazione con questi Paesi e con Frontex in modo da riuscire, grazie alle sinergie conseguite, a rimpatriare le persone anche in questi Paesi di provenienza.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore della mozione in merito alla collaborazione con altri Stati nel settore del ritorno. In tale ambito la Svizzera coopera strettamente e attivamente con gli Stati di origine e provenienza dei richiedenti l'asilo. Questa cooperazione funziona bene con numerosi Paesi. In questo settore, collabora strettamente anche a livello bilaterale e multilaterale con alcuni Stati europei. Si adopera in particolare in vari organi e gruppi di lavoro europei (p. es. Return Experts Group della Rete europea sulle migrazioni REM, European Reintegration Network ERIN), di cui assume talvolta la presidenza (p. es. gruppi di lavoro Etiopia e Iran della rete European Integrated Approach on Return towards Third Countries Eurint).

Da gennaio 2009 la Svizzera ha la possibilità di partecipare ai voli congiunti dell'Unione europea (UE), coordinati e finanziati dall'Agenzia europea per le frontiere esterne (Frontex). Dal 2014 la Svizzera ha intensificato notevolmente la collaborazione con Frontex nel settore del ritorno: se nel 2013 ha partecipato soltanto a tre voli congiunti UE (per 6 rimpatriandi), l'anno scorso sono stati 21 (per 83 rimpatriandi) e nell'anno in corso, fino a fine settembre, 12 (per 58 rimpatriandi). Negli ultimi due anni ha inoltre assunto il ruolo di organizzatore in occasione di otto voli congiunti condotti con l'UE. Per ogni volo congiunto proposto dall'UE la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) esamina, fondandosi sul numero di persone da rimpatriare indicato dai Cantoni, se è necessaria una partecipazione svizzera.

Il recepimento del regolamento relativo alla guardia di frontiera e costiera europea (2016/1624/UE) dovrebbe potenziare ulteriormente la cooperazione nel settore del ritorno. Il regolamento prevede tra l'altro di conferire a Frontex una maggiore responsabilità nell'ambito del ritorno delle persone tenute a partire. È previsto che l'Agenzia istituisca un sistema globale di ritorno, sfruttando le corrispondenti sinergie. Il suddetto regolamento costituisce per la Svizzera uno sviluppo dell'acquis di Schengen. A maggio il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente il suo recepimento.

In linea generale la Svizzera intrattiene strette relazioni con i suoi vicini, in particolare nel settore del ritorno. Ad esempio, gli incontri quadrilaterali tra la Germania, l'Austria, l'Italia e la Svizzera, tenutisi questa primavera a Berlino e in autunno a Zurigo, hanno permesso di discutere in maniera approfondita vari temi nell'ambito dei ritorni volontari o coatti nonché la collaborazione Dublino.

Per quanto riguarda la collaborazione con l'Afghanistan, da gennaio a settembre 2017 54 persone sono partite in maniera autonoma e controllata, mentre 11 persone sono state rimpatriate in modo forzato. Tuttavia, la Svizzera non ha finora potuto partecipare a voli congiunti organizzati dall'UE a destinazione dell'Afghanistan. A tale proposito il nostro Paese ha contattato le autorità tedesche, ottenendo un consenso di massima alla partecipazione. Le autorità afghane si sono però opposte al progetto, adducendo la motivazione che la Svizzera non è parte dell'accordo tra l'Unione europea e l'Afghanistan. Il nostro Paese è dunque in contatto con tutti i partner per trovare una soluzione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.