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17.3840 · Interpellanza · 2017-09-28

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

È ampiamente riconosciuto che le notevoli riserve della BNS - che equivalgono al PIL del nostro Paese - rafforzano il valore del franco e penalizzano la piazza industriale svizzera. È pure riconosciuto che la BNS non deve essere ostacolata nella sua politica monetaria e nella sua azione di stabilizzazione del sistema finanziario. Esiste quindi un margine di manovra tecnico e politico per l'impiego delle riserve superflue della BNS ai fini di un miglioramento strutturale del nostro Paese.

Attualmente circolano diverse idee tra cui quella di un fondo sovrano costituito con un trasferimento unico o con trasferimenti annui. Sarebbe ipotizzabile anche un prelievo annuo di un importo prefissato, ad esempio 50 o 25 miliardi annui, a favore di fondi che esistono già, se alla fine dell'anno contabile le riserve della BNS superano del 50 o addirittura del 75 per cento il valore del PIL.

Un simile meccanismo fluido e prevedibile permetterebbe - senza scossoni per la politica monetaria della BNS - di alimentare i fondi già predisposti dal legislatore per finanziare i compiti pubblici strutturali ed essenziali alla tutela del quadro ambientale, le assicurazioni sociali, la coesione sociale, la politica familiare, gli affitti equi, l'innovazione, lo sviluppo industriale, la cooperazione allo sviluppo o le banche internazionali di sviluppo.

Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui le riserve della BNS superano in larga misura le riserve di cui un istituto finanziario nazionale ha bisogno nel quadro del mandato che gli è stato affidato dalla legge?

2. Il Consiglio federale ritiene che il prelievo delle riserve non indispensabili per la BNS possa permettere di finanziare fondi già esistenti e garantire in questo modo le attuali politiche pubbliche?

3. Se il Consiglio federale non condivide l'idea di un prelievo annuo pari all'importo delle riserve superflue della BNS, quali soluzioni propone per impiegare al meglio queste riserve nell'interesse generale della popolazione e dell'economia?

Stellungnahme des Bundesrates

Nel suo rapporto del 12 dicembre 2016, elaborato in adempimento del postulato 15.3017, il Consiglio federale ha esaminato attentamente le diverse opzioni per la creazione di un fondo sovrano svizzero alimentato dalle riserve valutarie della BNS. A suo avviso le conclusioni del rapporto, che ne propone il rigetto, sono tuttora valide. In merito alle domande formulate nell'interpellanza, il Consiglio federale prende posizione come segue:

1. Le cospicue riserve valutarie della BNS non devono portare alla conclusione che queste siano in parte "superflue", quindi destinabili a scopi diversi dalla politica monetaria, come suggerito nell'interpellanza. L'aumento delle riserve valutarie registrato negli ultimi anni è il risultato delle misure di politica monetaria adottate dalla BNS. Gli acquisti di valute avevano lo scopo di contrastare la sopravalutazione del franco svizzero e i rischi che ne derivano per la stabilità dei prezzi e la congiuntura. Senza le suddette misure, il franco avrebbe subito una rivalutazione ancora maggiore. Inoltre, nell'eventualità di un nuovo contesto politico-monetario, la BNS deve essere in grado di intervenire per revocare le misure espansionistiche adottate negli ultimi anni. Per questo motivo deve poter disporre pienamente delle proprie riserve valutarie. Utilizzare le riserve valutarie della BNS per altri scopi potrebbe complicare la politica monetaria e quindi compromettere a lungo termine la stabilità dei prezzi.

2. Il Consiglio federale ritiene che, oltre a ostacolare la politica monetaria (cfr. risposta 1), altri argomenti si oppongono all'utilizzazione delle riserve valutarie della BNS per finanziare compiti pubblici. Le riserve valutarie non costituiscono un patrimonio nazionale liberamente disponibile, ma corrispondono a impegni contabilizzati nelle passività del bilancio della BNS. L'impiego di tali riserve per creare un fondo sovrano o per destinarle ad altri scopi dovrebbe pertanto essere interamente finanziato, ad esempio attraverso l'ulteriore indebitamento della Confederazione. Ciò sarebbe tuttavia in contraddizione con il principio del freno all'indebitamento. Affinché le riserve valutarie della BNS possano essere utilizzate per investimenti in Svizzera, ad esempio nei settori citati nell'interpellanza (assicurazioni sociali, politica familiare, politica dell'alloggio, politica ambientale, ecc.), tali riserve dovrebbero inoltre prima essere convertite in franchi svizzeri, cosa che comporterebbe un'ulteriore indesiderata pressione al rialzo sulla nostra valuta nazionale. Ciò non sarebbe soltanto contrario alla politica seguita attualmente dalla BNS, ma ridurrebbe anche il margine di manovra della politica monetaria.

3. La politica d'investimento della BNS sottostà in linea di principio al primato della politica monetaria. Con l'adempimento del suo mandato, volto a garantire la stabilità dei prezzi e a tenere conto dell'evoluzione congiunturale, la BNS svolge una politica nell'interesse generale del Paese e della sua popolazione. Fondandosi sul primato della politica monetaria, la BNS investe le sue riserve valutarie secondo i criteri di liquidità, sicurezza e profitto. Il prodotto che ne deriva determina l'utile che distribuisce ogni anno alla Confederazione e ai Cantoni. In questo modo la popolazione svizzera può fruire di questi ricavi. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario modificare l'attuale politica d'investimento della BNS.

Risposta del Consiglio federale.