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17.4161 · Postulato · 2017-12-14

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto che faccia il punto della situazione sul commercio di pietre preziose in Svizzera, presentando i problemi che esso può comportare in materia di diritti umani, e di esaminare le misure che si potrebbero adottare per risolvere tali problemi.

Begründung

Con importazioni di pietre e metalli preziosi del valore di circa 86 miliardi di franchi (commercio estero per merci 2016), la Svizzera figura tra le più importanti piazze di scambio di pietre preziose. Mancano tuttavia informazioni aggiornate sulle condizioni di produzione e di commercio delle pietre preziose lavorate e vendute in Svizzera. I grandi gioiellieri e i commercianti di pietre preziose che operano in Svizzera sono fortemente coinvolti nell'estrazione nei Paesi in via di sviluppo. Tuttavia nessuno sa quali pietre e quali minerali siano importati e lavorati, né in quali quantità, in che condizioni e da dove provengano.

Nel suo rapporto di base sulle materie prime pubblicato nel 2013, il Consiglio federale ha riconosciuto i rischi associati a questa situazione, senza tuttavia proporre misure concrete per impedire l'importazione di pietre preziose estratte in condizioni che violano i diritti umani. Il Consiglio federale rimanda agli standard volontari stabiliti dal settore. Se si esclude il commercio di diamanti grezzi, manca una normativa che disciplini l'importazione di pietre preziose.

Il rapporto dovrebbe analizzare in modo approfondito i seguenti punti:

1. Determinare in maniera affidabile e precisa l'origine effettiva delle pietre preziose importate da società che operano in Svizzera.

2. Valutare fino a che punto le imprese svizzere interessate applicano gli standard di diligenza e rispettano i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, e quali misure si potrebbero prevedere nei confronti delle società che non li rispettano.

3. Esaminare le possibilità di sancire per legge l'obbligo di verificare e garantire che le pietre preziose acquistate siano state estratte nel rispetto dei diritti umani.

4. Valutare le modalità per garantire che le società che acquistano pietre preziose all'estero cooperino solo con partner in grado di garantire a loro volta che tali pietre preziose sono state estratte e acquistate legalmente.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo il postulato, nel 2016 sono stati importati in Svizzera pietre e metalli preziosi per un valore di 86 miliardi di franchi. Swiss-Impex stima questo volume in 90 miliardi di franchi. Di questi, 87 miliardi sono riconducibili ai metalli preziosi (compresi oro e argento) e 3,3 miliardi alle pietre preziose.

Le imprese hanno l'obbligo di rispettare la normativa vigente. Da esse il Consiglio federale si aspetta che, ovunque operino, osservino le disposizioni e i principi internazionali per una gestione aziendale responsabile. I documenti di riferimento del Consiglio federale per la promozione della gestione aziendale responsabile e del rispetto dei diritti umani sono il Piano d'azione 2015-2019 sulla responsabilità sociale delle imprese (CSR), adottato nel 2015, e il Piano d'azione nazionale per l'attuazione dei Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani del dicembre 2016. Nel 2017 il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto sullo stato di attuazione del Piano d'azione sulla responsabilità sociale delle imprese. L'OCSE ha redatto in merito delle linee guida per aiutare le imprese che acquistano minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio a rispettare il loro obbligo di diligenza. Obiettivo ultimo delle linee guida, elaborate con il sostegno della Svizzera, è ridurre i conflitti e garantire una catena di approvvigionamento pulita.

Il commercio di metalli preziosi nel nostro Paese è stato analizzato anche nel rapporto sulla valutazione nazionale dei rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo in Svizzera, preparato dal gruppo di coordinamento interdipartimentale per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, istituito dal Consiglio federale. Per quanto riguarda il commercio di metalli preziosi, il rapporto parla in generale di un rischio medio. In risposta al rapporto di valutazione del 2016, riguardante la Svizzera, del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI), il Consiglio federale ha deciso di esaminare l'introduzione di misure volte a migliorare la gestione dei rischi connessi al commercio dei metalli preziosi, compreso l'acquisto di oro usato. Una proposta per l'attuazione di queste misure sarà messa in consultazione presumibilmente alla metà del 2018. Vari Paesi in tutto il mondo, come pure il settore delle materie prime, hanno lanciato iniziative e strumenti volontari per promuovere l'estrazione sostenibile delle materie prime presso le imprese.

Il 27 marzo 2013 il Consiglio federale ha approvato le 17 raccomandazioni del rapporto di base sulle materie prime, tra cui figurano in particolare una maggiore trasparenza dei flussi finanziari e commerciali, l'elaborazione di statistiche sul commercio di oro suddivise per Paese e la promozione della responsabilità delle imprese e dello Stato nel settore dei diritti umani nonché del rispetto delle norme ambientali. L'attuazione del rapporto proseguirà nel 2018. Inoltre, il Consiglio federale ha incaricato la piattaforma interdipartimentale sulle materie prime di svolgere, entro novembre 2018, una nuova valutazione della situazione del settore svizzero delle materie prime in merito a varie questioni, tra cui la competitività, l'integrità, l'ambiente e, se del caso, di proporre ulteriori misure.

Il rapporto in adempimento del postulato Recordon 15.3877, "Commercio di oro prodotto in violazione dei diritti umani", fornirà un quadro d'insieme sul settore dell'oro in Svizzera, sui suoi attori principali e sui potenziali rischi e sfide. La pubblicazione del rapporto è prevista per la metà del 2018.

Nel contesto dei lavori in corso e della nuova valutazione del settore delle materie prime prevista per la fine del 2018, al momento il Consiglio federale non ritiene necessario redigere un ulteriore rapporto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.