17.4198 · Postulato · 2017-12-14
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di spiegare quali costi ha comportato per l'economia e la società svizzere la politica dell'UE, specialmente in relazione agli Accordi bilaterali.
Begründung
Nei suoi rapporti, il Consiglio federale evidenzia soprattutto gli aspetti positivi dei Bilaterali. Stando a questi rapporti il benessere della Svizzera sarebbe da attribuire in buona parte alle nostre relazioni con l'UE. Non si sofferma invece sulle ripercussioni negative del nostro sistema di accordi con l'UE, del potere che essa esercita e delle misure protezionistiche (le nostre imprese subiscono le distorsioni della concorrenza, ulteriormente alimentate dal versamento di un altro miliardo di coesione).
È giunto il momento di analizzare e registrare seriamente i costi in tutti i settori. Tanto per citarne alcuni: costi di attuazione delle misure collaterali, aggravio delle nostre assicurazioni sociali (AI, assistenza sociale, AVS, prestazioni complementari ecc.) da parte di cittadini UE, posti di lavoro a rischio per i cittadini svizzeri in alcuni settori e pressione sui salari, bande di rapinatori che arrivano dall'Europa dell'Est, agglomerati sovraffollati, prezzi degli affitti e degli immobili, costi della regolamentazione dovuti al recepimento del diritto europeo (mentre l'UE non rispetta i suoi impegni con altrettanto rigore), eccetera.
Un recente studio della rinomata Università di San Gallo ha confermato che l'UE e i suoi Stati membri adottano misure protezionistiche che nuocciono considerevolmente all'economia elvetica: si parla di una cifra di 17 miliardi di franchi all'anno. Con la mia interpellanza 17.3180 del 16 marzo 2017 ho posto al Consiglio federale diverse domande, a cui quest'ultimo ha tuttavia risposto, il 10 maggio 2017, in modo molto sommario, evasivo ed edulcorato.
Soprattutto, non precisa se le misure che hanno causato alla Svizzera 17 miliardi di franchi di danni siano o meno legali. Pertanto, oltre agli effetti positivi già diffusamente e ripetutamente rilevati, il Consiglio federale dovrebbe presentare in un rapporto anche i risvolti negativi e i problemi delle nostre relazioni con l'UE e i suoi Stati membri indicando in particolare quali sono le ripercussioni negative del protezionismo europeo per l'economia svizzera. Solo così sarà possibile avere una visione globale obiettiva.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale stipula accordi internazionali solo se è convinto della loro utilità per la Svizzera. Nelle sue analisi evidenzia anche i costi derivanti da un eventuale accordo, pur considerando che i costi e i benefici non sono sempre quantificabili unicamente in termini monetari.
Nel suo rapporto del 4 luglio 2012 sulla libera circolazione delle persone e sull'immigrazione in Svizzera il Consiglio federale ha esaminato gli effetti dell'immigrazione in settori come la formazione, la pianificazione del territorio, il mercato immobiliare e dell'alloggio, il consumo energetico, l'ambiente e i trasporti o la sicurezza interna.
Gli effetti della libera circolazione delle persone sul mercato del lavoro sono analizzati ogni anno separatamente nei rapporti dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e UE. Dal 2010 vi sono esaminate anche le conseguenze dell'immigrazione sulle assicurazioni sociali. L'attuazione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone Svizzera-UE è a sua volta oggetto di un rapporto annuale.
Il Consiglio federale sta attualmente preparando un rapporto dettagliato sulle relazioni tra la Svizzera e l'UE in adempimento a due postulati (Aeschi Thomas 13.3151, "Situazione delle relazioni tra la Svizzera e l'Europa" e Gruppo dei Verdi 14.4080, "Valutazione degli accordi bilaterali conclusi con l'UE") e un rapporto sugli effetti economici e finanziari dell'associazione della Svizzera a Schengen in adempimento al postulato del Gruppo socialista 15.3896, "Vantaggi economici conseguenti all'associazione a Schengen".
Come rileva il Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Flückiger Sylvia 17.3180, i 17 miliardi di franchi calcolati nello studio menzionato non rappresentano i costi per l'economia svizzera, ma il volume delle esportazioni svizzere che potrebbero essere soggette alle misure di politica economica. Queste misure non si rivolgono specificamente contro la Svizzera, e in molti casi l'economia elvetica non ne è praticamente toccata.
Il Consiglio federale si impegna attivamente per l'abolizione degli ostacoli al commercio, che sono un tema di discussione ricorrente presso i comitati misti istituiti in base ai diversi accordi bilaterali con l'UE. Laddove non esistano norme stabilite dai trattati bilaterali, la Svizzera, non essendo membro né dell'UE né dello Spazio economico europeo, è in linea di principio interessata quanto gli altri Stati terzi dalle misure dell'UE potenzialmente restrittive per gli scambi commerciali. Anche in questi casi il Consiglio federale si impegna affinché l'applicazione delle misure nuoccia il meno possibile al commercio bilaterale.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.