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Paradise Papers. Occorre eliminare l'attrattiva dei paradisi fiscali con un'imposta sui trasferimenti di denaro in entrata e in uscita

17.4218 · Mozione · 2017-12-15

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un progetto che autorizzi la Confederazione a riscuotere un'imposta sui trasferimenti diretti e indiretti di denaro destinati a paradisi fiscali o provenienti dagli stessi, operati all'interno del bilancio o passando da altri Stati membri dell'OCSE.

Begründung

Il Consiglio nazionale aveva appena respinto la mozione Schelbert 14.3056, "La Svizzera deve contribuire a eliminare l'attrattiva dei paradisi fiscali", quando i Panama Papers hanno evidenziato la necessità di prosciugare i paradisi fiscali, il maggiore nemico dell'economia reale. Per questo motivo i Verdi hanno presentato nuovamente la mozione come gruppo politico (16.3279). Ancora una volta non è stata raggiunta la maggioranza, ma proprio ora, nell'inverno del 2017, i Paradise Papers dimostrano l'assoluta impellenza di eliminare l'attrattiva dei paradisi fiscali.

Secondo le stime della rete per l'equità fiscale, le perdite del gettito fiscale pubblico causate dalle imposte sottratte raggiungono almeno i 250 miliardi di franchi svizzeri all'anno nel mondo. L'importo aumenta vertiginosamente a causa delle pratiche delle multinazionali, come le operazioni di trasferimento degli utili alle proprie filiali.

I Paradise Papers ribadiscono quanto già affermato dai Panama Papers: i paradisi fiscali creano problemi ovunque. La resistenza all'evasione fiscale cresce su scala mondiale.

L'obiettivo è quello di abbattere l'evasione fiscale e prosciugare i paradisi fiscali. I Verdi accolgono con favore il sostegno della Svizzera ufficiale alle iniziative internazionali in questo senso, per esempio al progetto BEPS. Il fatto che attualmente la Svizzera figuri sulla lista grigia dimostra tuttavia che l'evasione fiscale, sempre più oggetto di rifiuti e di divieti a livello internazionale, in Svizzera e per la Svizzera diventa sempre più problematica. La riforma dell'imposizione delle imprese deve porvi rimedio con la massima urgenza. Finora, tuttavia, la politica interna non ha fatto altro che prevedere misure insufficienti. Anche in Svizzera sono necessarie norme più incisive contro l'evasione fiscale. Come dimostrano i Panama Papers e i Paradise Papers, anche le imprese e i privati svizzeri si avvalgono - legalmente o illegalmente - di paradisi fiscali. La Confederazione perde così un importante substrato fiscale: la proposta di tassare le transazioni da e verso i paradisi fiscali è una contromisura efficace.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Come già affermato nei pareri sulle mozioni 16.3279 e 14.3056, la Svizzera si impegna su più fronti nella lotta contro l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro. A livello nazionale, la Svizzera dispone di strumenti efficaci (assistenza amministrativa internazionale, imposta preventiva, disposizioni di diritto fiscale in materia di lotta contro gli abusi) per procedere contro costruzioni artificiali finalizzate a eludere le imposte. A livello internazionale, invece, ha partecipato attivamente al progetto BEPS contro l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili dell'OCSE/G-20 e si è impegnata ad attuare gli standard minimi che ne sono scaturiti. In seguito alla pubblicazione dei risultati del progetto BEPS nel 2015, il Consiglio federale ha anche adottato diverse misure per mettere in atto i nuovi standard internazionali in tempi rapidi. Nel dicembre 2017 sono entrate in vigore le basi giuridiche per lo scambio di rendicontazioni Paese per Paese e da gennaio 2018 è applicabile l'assistenza amministrativa spontanea. Inoltre, tramite la Convenzione BEPS, firmata il 7 giugno 2017, nonché sulla base di negoziati bilaterali, la Svizzera recepisce una clausola antiabuso nelle convenzioni per evitare le doppie imposizioni. La Svizzera partecipa anche ai lavori del Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali (Forum globale). Attua lo scambio di informazioni su domanda e lo scambio automatico. Per garantire parità di condizioni in materia di concorrenza fiscale, la Svizzera s'impegna affinché tutte le giurisdizioni adottino gli standard internazionali.

Sempre più giurisdizioni si impegnano ad attuare gli standard internazionali e aderiscono agli organi internazionali che ne controllano l'attuazione ("Inclusive Framework on BEPS" e Forum globale). La Svizzera ritiene che gli organismi internazionali siano i più appropriati per verificare la concretizzazione delle nuove regole fiscali. Attualmente, più di 145 Stati e territori partecipano ai lavori del Forum globale e oltre 110 ai lavori dell'"Inclusive Framework on BEPS": il numero crescente di Stati e territori è indice del successo che riscuote la via multilaterale. I risultati di questo approccio saranno osservabili non appena le misure già intraprese verranno effettivamente applicate. Numerosi fatti menzionati nei Paradise Papers si riferiscono a un periodo precedente alle nuove regole fiscali internazionali e non potevano pertanto essere evitati con le nuove misure. In futuro ci si aspetta che gli standard internazionali permettano di contrastare molti dei fenomeni menzionati nei Paradise Papers.

Il Consiglio federale non ritiene opportuno introdurre un'imposta sui trasferimenti di denaro destinati a determinati Stati e territori o provenienti dagli stessi. Inoltre, questa imposta necessiterebbe di un fondamento costituzionale. Il Consiglio federale privilegia un approccio multilaterale coordinato rispetto alle misure unilaterali.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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