17.4241 · Mozione · 2017-12-15
Dipartimento degli affari esteri
Il rapporto sullo stato di attuazione dell'intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a firmare il trattato sul divieto delle armi nucleari il prima possibile e sottoporlo immediatamente al Parlamento affinché ne approvi la ratifica.
Begründung
Il 7 luglio 2017, in occasione dell'Assemblea generale dell'ONU a New York, la Svizzera e altri 121 Paesi hanno approvato per votazione un divieto delle armi nucleari e il trattato corrispondente è stato aperto alla firma il 20 settembre 2017. La Svizzera non ha ancora firmato questo documento.
Nella sua risposta alla domanda 17.5392, il Consiglio federale ha dichiarato che "in linea di principio, un divieto delle armi nucleari coincide con gli interessi centrali e i valori tradizionali della Svizzera, ovvero la tutela dei suoi interessi in materia di sicurezza, la tradizione umanitaria e il suo impegno per il rispetto, il rafforzamento e la promozione del diritto internazionale umanitario.
In una dichiarazione congiunta del 6 agosto 2017, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e la Federazione Internazionale delle società nazionali di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa (FICR) hanno affermato che sarebbe nell'interesse di Stati e società se si impegnassero a impedire un ulteriore ricorso alle armi atomiche e ad abolirle completamente. Perciò hanno sollecitato tutti gli Stati a firmare il trattato sul divieto delle armi nucleari del 20 settembre 2017 presso le Nazioni Unite a New York.
Non capisco quindi perché il Consiglio federale non firmi immediatamente questo accordo e non lo sottoponga prontamente al Parlamento affinché ne approvi la ratifica.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide l'obiettivo di un mondo senza armi nucleari. Ritiene inoltre che un divieto di tali armi rappresenti un importante passo per raggiungere questo traguardo, che coincide sostanzialmente con gli interessi e i valori centrali della Svizzera, nello specifico la tutela dei suoi interessi in materia di sicurezza, della sua tradizione umanitaria e del suo impegno per il rispetto, il rafforzamento e la promozione del diritto internazionale umanitario. Questo divieto si allinea anche al suo supporto dei diritti umani, per una convivenza pacifica dei popoli e per la salvaguardia delle basi naturali della vita.
Raggiungere questi obiettivi potrebbe però essere più complicato se gli Stati detentori di armi nucleari e i loro alleati, che non partecipano ai negoziati, non ratificheranno il trattato nel prossimo futuro.
Inoltre il Consiglio federale ritiene necessario chiarire alcune importanti questioni tecniche, giuridiche e politiche. Ad esempio ha espresso dubbi sulla verificabilità di determinati obblighi e teme che il nuovo Accordo potrebbe minare l'incisività di standard, organismi o strumenti già esistenti, quali per esempio il trattato di non proliferazione nucleare (NPT; RS 0.515.03). La Svizzera aveva già richiamato l'attenzione su questi punti durante il processo di negoziazione e in occasione della votazione sul testo del trattato. Come già esposto nella risposta all'interrogazione ordinaria Friedl (17.5392), il Consiglio federale non ritiene opportuno firmare il trattato prima di una valutazione approfondita. Nel primo semestre del 2018 saranno disponibili i risultati di un'analisi del trattato e dei suoi effetti svolta a livello interdipartimentale. Il Consiglio federale deciderà su come procedere anche sulla base di questi risultati.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.