17.428 · Iniziativa parlamentare · 2017-03-17
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa parlamentare:
L'Assemblea federale è invitata a modificare la legge del 20 giugno 1997 sulle armi (RS 514.54) come segue:
Art. 42b Disposizione transitoria
Cpv. 1
Chiunque è già in possesso di un'arma da fuoco al momento dell'entrata in vigore della presente disposizione transitoria, deve notificarla entro due anni dall'entrata in vigore della presente modifica all'autorità competente del Cantone di domicilio qualora l'arma da fuoco non sia già registrata in un sistema d'informazione cantonale sull'acquisto di armi da fuoco secondo l'articolo 32a capoverso 2.
Cpv. 2
È possibile rinunciare all'apertura di un procedimento penale se un'arma da fuoco acquistata in violazione del diritto sulle armi è notificata tempestivamente.
Cpv. 3
In occasione di una notifica ai sensi del capoverso 1, la competente autorità del Cantone di domicilio non è tenuta a verificare se al possesso attuale di armi da fuoco si opponga un motivo d'impedimento di cui all'articolo 8 capoverso 2.
Begründung
I recenti attacchi terroristici hanno evidenziato ancora una volta che lo scambio d'informazioni tra autorità in materia di armi e la tracciabilità di queste ultime contribuiscono in misura importante a combattere le reti terroristiche. Secondo un comunicato stampa dell'Ufficio federale di polizia (fedpol), ad esempio, l'arma utilizzata dall'attentatore tunisino Anis Amri per uccidere l'autista del camion lanciato su un mercatino di Natale a Berlino era stata importata legalmente in Svizzera all'inizio degli anni Novanta. Sempre secondo fedpol questa informazione è l'unica traccia dell'arma scoperta in Svizzera.
L'arma non appare nei registri cantonali delle armi e fedpol ignora il percorso seguito successivamente dall'arma.
La mancata registrazione dell'arma utilizzata da Anis Amri ha reso difficoltose le indagini in Germania e ha suscitato nell'opinione pubblica europea l'impressione che la Svizzera sia un servisol delle armi per criminali e terroristi e che non offra sufficiente sostegno ai Paesi vicini nella loro lotta. Occorre assolutamente contrastare con i fatti questa impressione.
La lacunosa registrazione di armi in Svizzera ostacola la lotta contro i reati violenti e altri atti criminali o addirittura terroristici. La CDDGP, i comandanti di polizia e le associazioni di polizia chiedono pertanto da anni la registrazione a posteriori delle armi da fuoco non ancora censite, anche perché l'obbligo esteso di registrazione proteggerebbe non da ultimo i poliziotti confrontati con la violenza perpetrata con le armi.
Oltre alla grande maggioranza dei Cantoni e delle associazioni, anche la maggior parte dei partiti hanno aderito, nel corso di una procedura di consultazione di alcuni anni fa, al principio secondo il quale in Svizzera tutte le armi dovrebbero essere registrate così da potere essere collegate al loro possessore. Alle Camere l'obbligo di registrazione è stato bocciato di misura nel 2015, rispettivamente con 106 voti contro 84 e con 23 voti contro 19. Nel frattempo l'Europa è tornata a fare l'esperienza del terrorismo. Da quel momento è stato possibile sperimentare la "piattaforma delle armi" alla quale sono collegati i registri cantonali. Dato che le prime esperienze sono risultate molto positive, i tempi sono ormai maturi affinché nei registri cantonali siano finalmente registrate tutte le armi da fuoco e la polizia possa così disporre di migliori condizioni per le sue ricerche.