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17.4282 · Interpellanza · 2017-12-15

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

1. Come si può - oltre al messaggio sull'iniziativa per multinazionali responsabili - ottimizzare la comunicazione sui contenuti e sui risultati dei tre piani d'azione del Consiglio federale?

2. Come fa il Consiglio federale a garantire che le numerose misure e attività avviate dalla Confederazione nell'ambito dell'imprenditoria responsabile e della RSI siano rese note al grande pubblico?

3. Contrariamente ai piani d'azione di altri Stati - tra cui la Germania e gli USA - le iniziative di promozione della RSI lanciate a livello di associazioni settoriali, gruppi di stakeholder e aziende nell'ambito del piano d'azione "Economia e diritti dell'uomo" hanno scarsa visibilità. Come si possono integrare maggiormente i programmi e i progetti dell'economia in questi piani d'azione?

4. Come si può garantire che la Confederazione intervenga soltanto dove sussiste una vera necessità, all'insegna di un'interazione reciproca tra Stato ed economia?

5. Cosa fa la Svizzera per evitare che le sue imprese non siano vincolate a prescrizioni RSI più severe di quelle di altri Stati?

Begründung

In materia di imprenditoria responsabile bisogna propagare in Svizzera le migliori pratiche (RSI). Per avere successo è inoltre necessario un coordinamento internazionale. OCSE e ONU (con il coinvolgimento della Svizzera) stanno attualmente perfezionando le loro norme in questo campo. A livello nazionale la Confederazione ha recentemente rielaborato con sistematicità gli sforzi profusi, facendoli confluire in tre documenti programmatici e piani d'azione e adeguandoli in base ai nuovi standard. La discussione verte soprattutto sugli approcci che prevedono una collaborazione internazionale con partner in tutto il mondo (principi di "Due Diligence"). Puntare sulla mediazione e sul dialogo, inoltre, si sta rivelando una strategia vincente.

Oggi il dibattito pubblico si concentra però quasi esclusivamente sulla cosiddetta iniziativa per multinazionali responsabili e spesso su scandali amplificati dai media e dalle ONG. Al grande pubblico, purtroppo, i piani d'azione "RSI", con quattro orientamenti strategici e oltre novanta misure (approvato in aprile 2015), "Economia verde", con nove obiettivi prioritari (approvato nel 2016) ed "Economia e diritti dell'uomo", con oltre cinquanta misure (approvato nel 2016) sono poco noti o non lo sono affatto. A questo punto è lecito chiedersi: come può la popolazione svizzera procurarsi le informazioni rilevanti e ricavarne una visione d'insieme?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Per il Consiglio federale la responsabilità sociale d'impresa (Corporate Social Responsibility, RSI), la protezione dell'ambiente, il rispetto dei diritti dell'uomo e la lotta alla corruzione sono fattori essenziali, che promuove attivamente a livello sia nazionale sia internazionale. Inoltre informa regolarmente sui contenuti e sui progressi conseguiti nell'attuare i tre piani d'azione menzionati nell'interpellanza: lo ha fatto per i piani d'azione "Economia verde" (2016) e "RSI" (2017) e lo farà verso la fine del 2018 per il piano d'azione "Economia e diritti dell'uomo". Per pubblicizzare questi piani d'azione e illustrare le aspettative del Consiglio federale nei confronti delle aziende, diversi rappresentanti dell'Amministrazione federale tengono regolarmente relazioni (p. es. in occasione dello "Swiss Global Compact Dialogue" 2017), partecipano a discussioni di gruppo pubbliche (p. es. durante il forum dell'ONU sull'economia e i diritti dell'uomo del 2017), pubblicano opuscoli informativi (p. es. l'opuscolo del 2017 sulle linee guida OCSE per imprese multinazionali con esempi concreti di gestione aziendale) e mettono a disposizione informazioni esaustive sul portale RSI (www.csr.admin.ch), creato nel 2017. Il gruppo target è costituito principalmente dalle aziende, ma anche da rappresentanti di OGN, sindacati, ambienti scientifici e politici. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza secondo cui bisogna assolutamente dare più visibilità alle numerose attività portate avanti nell'ambito dei piani d'azione per promuovere la RSI, le linee guida dell'ONU per l'economia e i diritti dell'uomo e l'economia verde. Per farlo è anche necessaria una stretta collaborazione con l'economia, le ONG e i sindacati. A questo proposito è attualmente in corso uno studio esterno per valutare qual è il grado di notorietà delle linee guida OCSE e se occorre promuoverle ulteriormente.

3. I piani d'azione della Svizzera fanno riferimento a numerose iniziative multi-stakeholder. Si tratta ad esempio di iniziative nell'ambito della collaborazione economica allo sviluppo (incentrate, tra l'altro, sulle materie prime rinnovabili come il caffè, il cacao e l'olio di palma). Nell'ambito di un partenariato tra la Confederazione e la rete svizzera di UN Global Compact vengono ad esempio promossi l'attuazione di questa iniziativa supportata dal settore privato e altri strumenti di gestione aziendale responsabile. A complemento del piano d'azione RSI, di più ampia portata tematica, il piano d'azione nazionale si concentra su iniziative concernenti i diritti umani, come ad esempio il codice di condotta internazionale per i fornitori di servizi di sicurezza e l'iniziativa sui principi facoltativi in materia di sicurezza e diritti umani. L'Associazione "go for impact", sostenuta dalla Confederazione, offrirà in futuro una piattaforma per iniziative avviate dagli ambienti economici (ad esempio per coordinare i progetti sull'economia circolare o per gli accordi facoltativi sulla riduzione dei rifiuti alimentari). Il Consiglio federale vede di buon occhio le iniziative del settore privato basate su norme RSI internazionali.

Il Gruppo Thun delle banche, ad esempio, ha intrepretato per il settore finanziario i principi delle linee guida dell'ONU, mentre l'iniziativa "Business Social Compliance", volta a migliorare le condizioni di produzione sociali ed ecologiche lungo la catena di approvvigionamento, si basa a sua volta sulle linee guida OCSE. Per integrare ancora meglio queste iniziative promosse dagli ambienti economici nei piani d'azione, la Confederazione partecipa attivamente al dialogo con le rispettive organizzazioni responsabili (p. es. partecipando all'incontro degli stakeholder del Gruppo Thun 2017).

4. La Confederazione valuta di continuo le risorse necessarie per attuare i piani d'azione. Attraverso uno studio esterno sta ad esempio analizzando se l'interazione tra la legislazione svizzera e la politica della Confederazione nel campo dell'economia e dei diritti umani offre condizioni quadro ideali per attuare i principi dell'ONU. Al momento sono inoltre in corso i lavori di valutazione dell'Ambito "Economia verde" con piano di misure 2016-2019. Per attuare i piani d'azione vengono coinvolti attori esterni all'Amministrazione federale (tra cui vari rappresentanti di imprese). Le attività svolte nel settore delle materie prime saranno giudicate entro la fine del 2018 attraverso una rivalutazione dell'integrità e della competitività del settore interessato. Infine, l'attuazione dei piani d'azione sarà coordinata con gli obiettivi di sostenibilità dell'Agenda 2030 dell'ONU.

5. Il Consiglio federale segue da vicino gli sviluppi internazionali e punta su uno smart mix di prescrizioni legali non vincolanti dal punto di vista giuridico e, se necessario, integrative. Nell'introdurre eventuali disposizioni supplementari l'Esecutivo si assicurerà che siano armonizzate a livello internazionale e non pregiudichino la competitività della Svizzera nel contesto mondiale. Tra gli altri fattori da considerare vanno menzionate le ripercussioni amministrative e finanziarie sulle imprese e le specifiche esigenze delle PMI. Saranno anche prese in considerazione le conseguenze negative risultanti da eventuali misure vincolanti (p. es. calo degli investimenti e delle esportazioni delle aziende svizzere in determinati Paesi).

Risposta del Consiglio federale.