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Aumento del limite determinante della cifra d'affari in modo da permettere alle associazioni sportive e culturali di essere esentate dall'IVA

17.448 · Iniziativa parlamentare · 2017-06-13

Parlamento

Liquidato

Ausgangslage

Comunicato stampa della commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale del 13.04.2021

La Commissione ha preso atto del rapporto sui risultati della consultazione relativa al progetto preliminare di modifica della legge sull'IVA (iv.pa. Feller 17.448). La modifica è volta ad aumentare da 150 000 a 200 000 franchi il limite della cifra d'affari sotto il quale le associazioni sportive o culturali senza scopo lucrativo e gestite a titolo onorifico o le istituzioni di utilità pubblica sono esentate dall'assoggettamento. Visti i risultati della consultazione, la Commissione ha mantenuto il proprio progetto e lo ha definitivamente approvato nella votazione sul complesso con 22 voti contro 2. Il Consiglio federale è invitato a prendere posizione sul progetto di modifica prima della sua trattazione da parte del Consiglio nazionale.

Comunicato stampa del Consiglio federale del 11.08.2021

Nessun aumento del limite determinante della cifra d'affari in modo da permettere alle associazioni di essere esentate dall'IVA

Il Consiglio federale è contrario a un'ulteriore esenzione dall'assoggettamento all'IVA per le associazioni sportive e culturali nonché per le istituzioni di utilità pubblica. Nella seduta dell'11 agosto 2021 ha adottato il suo parere all'attenzione della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N).

Nel mese di aprile 2021, la CET-N ha proposto alla propria Camera di aumentare, dagli attuali 150 000 a 200 000 franchi, il limite determinante della cifra d'affari a partire dalla quale un'associazione sportiva o culturale senza scopo lucrativo e gestita a titolo onorifico oppure un'istituzione di utilità pubblica è assoggettata all'IVA. Nel contempo la CET-N ha invitato il Consiglio federale a esprimersi in merito.

Il Consiglio federale respinge la proposta di aumento. A tutt'oggi le associazioni sportive e culturali nonché le istituzioni di utilità pubblica beneficiano di un limite determinante della cifra d'affari di 150 000 franchi, che è più elevato di quello applicato alle altre imprese, pari a 100 000 franchi. Per il limite determinante della cifra d'affari sono rilevanti soprattutto le prestazioni fornite nella ristorazione e nella pubblicità. In questi settori vi sono già distorsioni della concorrenza a scapito delle altre imprese. Il progetto della CET-N aggraverebbe ulteriormente la situazione. Diverse prestazioni fornite da queste associazioni e istituzioni sono inoltre esentate dall'IVA e quindi non rientrano nel calcolo del limite determinante della cifra d'affari (ad es. i biglietti d'entrata per le manifestazioni culturali e sportive e per i musei, le tasse di iscrizione e i diritti di licenza, le prestazioni di formazione ecc.). Inoltre, le associazioni sportive e culturali nonché le istituzioni di utilità pubblica hanno la possibilità di conteggiare l'IVA applicando il metodo delle aliquote forfetarie. Ciò semplifica notevolmente la tenuta della contabilità e l'allestimento del rendiconto d'imposta. Pertanto, un aumento del limite determinante della cifra d'affari per ridurre l'onere amministrativo non è necessario.

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:

La legge sull'IVA (LIVA) va modificata aumentando il limite della cifra d'affari in modo che le associazioni sportive e culturali senza scopo lucrativo e gestite a titolo onorifico, come pure le istituzioni di utilità pubblica possano essere esentate dall'IVA.

Begründung

L'articolo 10 capoverso 2 lettera c LIVA prevede l'esenzione dall'assoggettamento all'IVA per chiunque "quale associazione sportiva o culturale senza scopo lucrativo e gestita a titolo onorifico o istituzione di utilità pubblica, realizza sul territorio svizzero una cifra d'affari proveniente da prestazioni imponibili inferiore a 150 000 franchi ..."

Per poter beneficiare dell'esenzione dall'assoggettamento prevista nell'articolo 10 capoverso 2 lettera c LIVA, occorre soddisfare determinate condizioni rigorose:

1. un'istituzione di utilità pubblica dev'essere un'organizzazione che risponda ai criteri definiti per l'imposta federale diretta;

2. sono considerate associazioni senza scopo lucrativo gestite a titolo onorifico le associazioni sportive e culturali che soddisfano le condizioni seguenti in modo cumulativo:

a. si tratta di un'associazione ai sensi degli articoli 60 e seguenti del Codice civile;

b. la direzione dell'associazione è assunta da persone che non sono impiegate dall'associazione né retribuite per la loro attività;

c. l'associazione non persegue uno scopo lucrativo. Se essa realizza un utile, quest'ultimo deve essere destinato al finanziamento di altre attività svolte dall'associazione.

L'esperienza mostra che numerose associazioni sportive e culturali superano la soglia di 150 000 franchi, sebbene siano gestite a titolo onorifico da persone che mettono a disposizione le loro competenze, segnatamente in materia finanziaria e organizzativa. L'esperienza mostra anche che la cifra d'affari realizzata da queste associazioni è sovente indispensabile alla loro stessa esistenza. A ciò si aggiunge il fatto che numerose associazioni sportive e culturali svolgono attività di formazione dei giovani. Simili attività vanno direttamente a beneficio della società nella misura in cui contribuiscono all'integrazione dei giovani.

Alla luce di questa situazione occorre aumentare il limite determinante della cifra d'affari in modo da permettere alle associazioni sportive e culturali e alle istituzioni di utilità pubblica di essere esentate dall'IVA. Se questa soglia si situasse, ad esempio, a 500 000 franchi, le perdite fiscali per la Confederazione ammonterebbero a 5-10 milioni di franchi all'anno secondo il parere del Consiglio federale del 10 maggio 2017 in merito all'interpellanza 17.3029. Una simile diminuzione delle entrate pare sopportabile. Infatti, sulla base dei conti della Confederazione del 2016, una simile diminuzione rappresenterebbe lo 0,02-0,04 per cento del provento totale dell'IVA.

Nell'ambito dell'attuazione della presente iniziativa, occorrerà prestare attenzione alla questione delle eventuali distorsioni della concorrenza. Infatti, a seconda delle circostanze, le associazioni sportive e culturali e le istituzioni di utilità pubblica potrebbero essere percepite come concorrenti delle imprese nel settore della ristorazione o dei giornali e delle società d'affissione.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 22.09.2021

Maggiori esenzioni da IVA per associazioni sport e cultura

Il limite di fatturato a partire dal quale le associazioni sportive e culturali nonché le istituzioni di utilità pubblica sono esentate dall'imposta sul valore aggiunto va aumentato. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale approvando - con 170 voti contro 15 e 3 astenuti - una modifica della Legge sull'IVA.

Concretamente, il disegno di legge prevede di innalzare, dagli attuali 150'000 a 200'000 franchi, il limite determinante del fatturato a partire dal quale un'associazione sportiva o culturale senza scopo lucrativo e gestita a titolo onorifico oppure un'istituzione di utilità pubblica è assoggettata all'IVA.

Per queste organizzazioni, infatti, l'IVA rappresenta un onere finanziario e amministrativo considerevole, che le priva di risorse che potrebbero essere destinate all'adempimento dei loro compiti, ha spiegato Samuel Bendahan (PS/VD) a nome della commissione.

Una minoranza, sostenuta dal Consiglio federale, ha fatto notare come già oggi tali associazioni e istituzioni beneficiano di un limite determinante delle vendite di 150'000 franchi, che è più elevato di quello applicato alle altre imprese, pari a 100'000 franchi.

Per il limite determinante del fatturato sono rilevanti soprattutto le prestazioni fornite nella ristorazione. Orbene, in questo settore c'è un rischio di distorsione della concorrenza a scapito dei piccoli ristoratori, ha fatto notare Esther Friedli (UDC/SG).

Un'accusa, questa, respinta al mittente da Olivier Feller (PLR/VD) che ha sostenuto come l'apertura di una buvette durante una partita di calcio o in occasione del concerto annuale di una fanfara non può di certo essere considerata distorsione della concorrenza. Tanto più, ha proseguito il vodese, che la federazione dei ristoratori Gastrosuisse, conosciuta per la sua combattività, sostiene il progetto.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 07.12.2021

Associazioni no profit, no Iva fino a 300 mila franchi

Le associazioni sportive e culturali senza scopo di lucro gestite a titolo onorifico, nonché le istituzioni di utilità pubblica, vanno esentate dal pagamento dell'Iva fino a un fatturato di 300 mila franchi.

È l'opinione del Consiglio degli stati che, nell'approvare oggi quasi all'unanimità (un'astensione) il disegno di legge del Nazionale frutto di un iniziativa parlamentare di Olivier Feller (PLR/VD), ha innalzato il previsto limite per ottenere la liberazione dal pagamento dell'Iva da 200 mila franchi (dai 150 mila in vigore attualmente) a 300 mila. Il dossier torna al Nazionale per questa divergenza.

Per il plenum si tratta di fare un gesto a sostegno dell'importante lavoro fornito dalle suddette organizzazioni per lo sport di massa, ma anche per la cultura. Per raggiungere ancora meglio tale obiettivo, i "senatori" hanno aumentato ulteriormente il limite del giro d'affari che dà diritto all'esenzione al fine di estendere il numero di associazioni gestite a titolo onorifico che ne beneficerebbero (oltre il doppio secondo la commissione preparatoria).

Stando al relatore della commissione, Stefan Engler (Centro/GR), le perdite fiscali per la Confederazione sono trascurabili: un milione di franchi in caso di un limite di esenzione fissato a 200 mila franchi, tre milioni per un limite di 300 mila franchi. In ogni caso, si tratta di denaro ben investito in queste associazioni, vista la loro importanza a livello sociale.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 09.12.2021

Associazioni no profit, esenzione Iva fino a 200 mila franchi

Per evitare di fare concorrenza ai ristoratori, le associazioni sportive e culturali senza scopo di lucro gestite a titolo onorifico, nonché le istituzioni di utilità pubblica, vanno esentate dal pagamento dell'Iva fino a un fatturato di 200 mila franchi, e non 300 mila come propone il Consiglio degli Stati.

È quanto ha ribadito oggi il Consiglio nazionale che ha respinto una proposta di minoranza per 106 voti a 78 che chiedeva di innalzare ulteriormente la soglia di esenzione, al momento posta a 150 mila franchi, dai 200 mila del progetto in discussione a 300 mila come stabilito dai "senatori".

Il disegno di legge del Nazionale concretizza un'iniziativa parlamentare di Olivier Feller (PLR/VD), il quale oggi in aula ha perorato la causa degli Stati, sostenendo che i timori legati alla concorrenza sono esagerati, visto che si tratta pur sempre di piccole società - soprattutto sportive - che gestiscono tutt'al più una buvette. Quanto ai mancati introiti, circa 3 milioni con la versione degli Stati al posto di un milione per quella del Nazionale, si tratta di bruscolini a confronto del lavoro a livello sociale svolto da questi sodalizi, che si vedrebbero soprattutto esonerati dal un fastidioso lavoro amministrativo derivante dalla compilazione dei moduli per l'Iva.

Stando alla maggioranza del plenum, sostenuto dalla commissione preparatoria e dal ministro delle finanze, Ueli Maurer, l'innalzamento del limite di Iva dagli attuali 150 mila franchi a 300 mila va troppo in là e non è gradito da Gastrosuisse che teme una distorsione della concorrenza a suo sfavore.

Con una soglia simile la maggioranza teme infatti che le società in questione ne approfittino per espandersi ulteriormente, soprattutto a livello di fatturato, anche perché godono già di vantaggi fiscali per una parte delle prestazioni che offrono.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.12.2021

CSt: associazioni no profit, esenzione IVA fino a 250'000 franchi

Le associazioni sportive e culturali senza scopo di lucro gestite a titolo onorifico, nonché le istituzioni di utilità pubblica, vanno esentate dal pagamento dell'Iva fino a un fatturato di 250 mila franchi, e non 200 mila come propone il Consiglio nazionale.

È quanto ha deciso oggi tacitamente il Consiglio degli Stati. In precedenza la Camera dei cantoni aveva sempre proposto di innalzare ulteriormente la soglia di esenzione, che è al momento posta a 150 mila franchi, a un giro d'affari di 300'000.

Di fronte al rifiuto del Nazionale, i "senatori" hanno quindi fatto una proposta di compromesso, fissando la soglia a 250'000. Anche il ministro delle finanze Ueli Maurer si è allineato a questo compromesso e ha detto che si adopererà alla Camera del popolo per appianare quest'ultima divergenza.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 14.12.2021

Esenzione IVA fino a 250'000 franchi per associazioni no profit

Le associazioni sportive e culturali senza scopo di lucro gestite a titolo onorifico, nonché le istituzioni di utilità pubblica, saranno esentate dal pagamento dell'Iva fino a un fatturato di 250 mila franchi. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale allineandosi così agli Stati. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Inizialmente il Nazionale voleva innalzare la soglia di esenzione, che è al momento posta a 150 mila franchi, a un giro d'affari di 200'000 franchi. I "senatori" volevano invece un incremento più cospicuo, a 300'000.

Di fronte al rifiuto del Nazionale, i "senatori" hanno quindi fatto una proposta di compromesso, fissando la soglia a 250'000. Soglia fatta sua oggi anche dalla Camera del popolo.

Il disegno di legge, che concretizza un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Olivier Feller (PLR/VD), si rivolge a associazioni sportive o culturali senza scopo lucrativo e gestite a titolo onorifico oppure un'istituzione di utilità pubblica assoggettata all'IVA.

Per queste organizzazioni l'imposta sul valore aggiunto rappresenta un onere finanziario e amministrativo considerevole, che le priva di risorse che potrebbero essere destinate all'adempimento dei loro compiti. Con il progetto adottato oggi si vuole insomma fare un gesto a sostegno dell'importante lavoro fornito dalle suddette organizzazioni, tanto più che le perdite fiscali per la Confederazione sono trascurabili.

Il Consiglio federale era originariamente contrario all'aumento. Attualmente tali associazioni e istituzioni beneficiano di un limite determinante delle vendite di 150'000 franchi, che è già più elevato di quello applicato alle altre imprese, pari a 100'000 franchi.

Diverse prestazioni fornite da queste associazioni e istituzioni sono inoltre esentate dall'IVA e quindi non rientrano nel calcolo del limite determinante del fatturato (ad esempio i biglietti d'entrata per le manifestazioni culturali e sportive e per i musei, le tasse di iscrizione e i diritti di licenza e le prestazioni di formazione).

Inoltre, le associazioni sportive e culturali nonché le istituzioni di utilità pubblica hanno la possibilità di conteggiare l'IVA applicando il metodo delle aliquote forfetarie. Ciò semplifica notevolmente la tenuta della contabilità e l'allestimento del rendiconto d'imposta. Pertanto, un aumento del limite determinante del fatturato per ridurre l'onere amministrativo era ritenuto non necessario dal governo. Come visto, il Parlamento ha avuto un'altra opinione.

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