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17.485 · Iniziativa parlamentare · 2017-09-29

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:

L'articolo 31 della legge federale sull'esercito e sull'amministrazione militare (LM) dev'essere completato con una disposizione che precisi che l'assistenza spirituale a disposizione dei militari è affidata esclusivamente a cappellani protestanti, cattolico-romani e cattolico-cristiani.

Begründung

La Svizzera è un Paese dalle radici cristiane: questo fatto è proclamato nella sua Costituzione, cantato nel suo inno e illustrato nella sua bandiera.

Molto prima che fosse costituito l'Esercito svizzero, i soldati confederati hanno beneficiato dell'assistenza spirituale, affidata a cappellani cristiani quali il Cardinale Matthäus Schiner e il riformatore Zwingli. Oggi i militari svizzeri sono assistiti da cappellani protestanti, cattolico-romani e cattolico-cristiani. Questi ultimi si sono aggregati ai loro omologhi delle Chiese storiche nel 2014. Tale nuova configurazione è adattata ai bisogni attuali della truppa.

In un documento recente dello Stato maggiore di condotta dell'esercito si legge che, pur essendo nominato dall'autorità statale, il cappellano deve partire dal principio che la sua missione gli è affidata in ultima istanza dalla Chiesa di cui fa parte. È dunque tenuto a osservare i precetti della propria Chiesa ("Réflexion sur l'aumônerie militaire", Documentation 68.007 f., pag. 202).

Questo modo di procedere non pone alcun problema per quanto concerne i cappellani delle tre Chiese citate.

Non si può dire lo stesso per l'assistenza spirituale ai militari musulmani. In effetti un cappellano militare musulmano, seguace di una religione senza Chiesa né clero, i precetti di quale Chiesa dovrebbe osservare? Quelli della Federazione delle organizzazioni islamiche in Svizzera, della Lega dei musulmani di Svizzera o del Consiglio centrale islamico svizzero (anche se nessuno può assicurarci che tali associazioni non siano finanziate dall'estero)? Oppure quelli della Lega islamica mondiale o di altre organizzazioni islamiche estere? La difficoltà - per non dire l'impossibilità - di rispondere a questa domanda in modo soddisfacente rende illusorie le velleità di incorporare degli imam nel nostro Esercito in considerazione del costante aumento dell'effettivo dei militari musulmani. A questo si aggiungono molteplici fattori d'incompatibilità con l'islam, religione sì ma anche ideologia politica e sistema giuridico (la charia) tendente a soppiantare la nostra legge civile e i valori fondanti della Confederazione Svizzera. Si pensi inoltre al rischio che la presenza di eventuali cappellani musulmani trasformi il nostro Esercito in un focolaio di proselitismo islamico o persino di reclutamento di combattenti della jihad. Occorre inoltre affrontare la questione delle condizioni (p. es. una formazione teologica riconosciuta - ma da chi sarebbe impartita e in base a quali criteri?) che, secondo il parere del Consiglio federale, non consentono di reclutare un imam quale cappellano dell'esercito (cfr. risposte alle interpellanze 17.3278 Arnold e 17.3279 Quadri).

Le velleità - in aumento in quasi tutti i Cantoni - tendenti a riconoscere l'islam come religione ufficiale, così come l'interpretazione che alcuni hanno dato a recenti dichiarazioni del Capo dell'Esercito, senza parlare della risposta alquanto vaga che il Consiglio federale ha dato alla mia domanda 17.5363 a proposito di supposti "specialisti" musulmani ai quali l'Assistenza spirituale dell'esercito potrebbe ricorrere in situazioni presentate come straordinarie (cfr. risposta all'interpellanza 17.3278), hanno creato un clima d'incertezza al quale occorre mettere fine.

Per le ragioni sovraesposte è utile ricordare, come ha fatto il Consiglio federale in risposta all'interpellanza 17.3278, che l'assistenza spirituale a cui i militari hanno diritto indipendentemente dalla loro fede è dispensata dai cappellani esistenti (quindi dai cappellani cristiani) per rispondere alle domande spirituali di tutti sul luogo della loro incorporazione. Al fine di evitare ogni deriva futura, occorre altresì fissare nella legge la situazione attuale dell'Assistenza spirituale ai militari in modo più preciso rispetto al tenore dell'articolo 31 LM vigente, lacunoso su questo punto.