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18.1080 · Interrogazione · 2018-12-06

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Secondo la stampa del 6 dicembre, 22 ex membri dell'Assemblea intergiurassiana hanno inviato una lettera aperta al Consiglio federale. Tutti i firmatari sono separatisti giurassiani o bernesi.

In sostanza, i firmatari esprimono la loro "indignazione" in seguito all'invalidazione del voto del 18 giugno 2017 di Moutier. Non comprendono questo annullamento, poiché la Confederazione ha profuso tanti sforzi per sorvegliare il voto e la sua organizzazione. Deplorano anche che la via ricorsuale contro la votazione sia passata dalla Prefettura del Giura bernese. Per concludere, chiedono di istituire un'autorità neutrale di vigilanza in caso di nuovo voto, e invitano le autorità federali ad operare per la vittoria della democrazia.

Questi propositi di parte sorprendono, tanto più che contestano il fatto che la Prefettura del Giura bernese abbia trattato i ricorsi. Infatti, nessun attore, né tantomeno l'Assemblea intergiurassiana, ha denunciato questo fatto nell'ambito dell'organizzazione del voto. Scommettiamo che nessuno sarebbe insorto contro questa competenza se la Prefettura avesse dato ragione ai separatisti?

Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle domande seguenti.

1. Prima del voto era noto che la Prefettura del Giura bernese sarebbe stata competente in prima istanza per trattare i ricorsi?

2. Il Cantone di Berna ha cercato di nascondere questo fatto?

3. Il Cantone del Giura, il Comune di Moutier o le organizzazioni separatiste prima del voto hanno chiesto ufficialmente e con insistenza di escludere, nell'ambito dell'organizzazione del voto, la competenza delle autorità amministrative ordinarie del Cantone di Berna di pronunciarsi su eventuali ricorsi?

4. In caso negativo, non è segno di malafede deplorare a posteriori il trattamento dei ricorsi da parte della Prefettura?

5. Le misure di vigilanza adottate dalla Confederazione riguardavano i punti seguenti, ai quali è prevalentemente dovuto l'annullamento del voto del 18 giugno 2017?

- composizione del corpo elettorale (elenco degli aventi diritto di voto)

- interventi del sindaco e delle autorità comunali nella campagna (propaganda vietata)

- controllo dell'identità delle persone votanti alle urne

6. Non è contrario allo Stato di diritto chiedere un intervento della Confederazione mentre è in corso un procedimento giudiziario?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. I rimedi giuridici previsti dal diritto cantonale bernese in materia di diritti politici erano noti prima del voto del 18 giugno 2017. Il quadro legale era pertanto chiaro.

3. Il Consiglio federale non è a conoscenza di alcuna domanda per modificare il quadro legislativo in vigore in materia di diritti politici.

4. Non spetta al Consiglio federale valutare questo punto.

5. Gli osservatori federali non erano né incaricati né in grado di sorvegliare le prese di posizione delle autorità comunali durante la campagna precedente il voto o di controllare la validità del domicilio politico delle circa 4500 persone figuranti nel registro elettorale comunale. Il diritto cantonale bernese non prevede un controllo sistematico dell'identità dei votanti alle urne. Gli osservatori federali hanno tuttavia confrontato in modo sistematico i documenti di legittimazione con il registro comunale degli elettori garantendo che soltanto le persone iscritte avessero votato e che l'avessero fatto soltanto una volta. Questo controllo non permetteva tuttavia di individuare eventuali domicili fittizi.

6. Il Consiglio federale svolge un ruolo di mediazione nel dossier giurassiano. In particolare in osservanza del principio della separazione dei poteri e dei principi dello Stato di diritto, non spetta al Consiglio federale intervenire direttamente nel procedimento giudiziario per il trattamento dei ricorsi interposti contro la decisione della Prefetta del Giura bernese di invalidare il voto del 18 giugno 2017.

Risposta del Consiglio federale.