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18.307 · Iniziativa cantonale · 2018-03-26

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

Il Cantone del Vallese presenta un'iniziativa cantonale che chiede con urgenza alle autorità federali di dotare il Corpo delle guardie di confine di personale sufficiente, in tutti i posti, affinché sia in grado di svolgere le proprie mansioni conformemente alla situazione specifica e ai bisogni della popolazione in materia di sicurezza.

Il Corpo delle guardie di confine non deve essere oggetto di una riduzione di personale, bensì di un aumento dell'effettivo, da dotare di un equipaggiamento e di un'infrastruttura moderni affinché il Cgcf possa rispondere in modo soddisfacente alle crescenti sfide, attuali e future, cui è confrontato nel settore dei compiti doganali e di sicurezza, come pure della migrazione illegale.

Begründung

Il Cantone del Vallese confina sia con l'Italia sia con la Francia. Di conseguenza la protezione dei confini nazionali assume per il nostro Cantone un'importanza particolare. Da notare che iniziative cantonali dello stesso tenore sono state approvate dai Parlamenti cantonali, con il sostegno dei rispettivi Governi, nei Cantoni di frontiera di San Gallo (con 66 voti contro 11) e dei Grigioni (con 104 voti contro 0) e successivamente presentate a Berna. Anche il Cantone del Ticino si sta muovendo in questa direzione. Il Cantone alpino dei Grigioni in particolare, dalle caratteristiche topografiche analoghe, presenta praticamente gli stessi bisogni del Vallese per quanto concerne la protezione delle frontiere.

Oltre al Corpo cantonale di polizia, il Corpo delle guardie di confine della Confederazione (Cgcf) svolge un ruolo chiave nella lotta al turismo del crimine e alla migrazione illegale, dunque anche nella salvaguardia della sicurezza in Svizzera. L'aumento massiccio dell'immigrazione illegale cui si assiste negli ultimi anni fa sì che il carico di lavoro dei collaboratori del Corpo delle guardie di confine abbia raggiunto il limite di sopportazione nella maggior parte delle regioni della Svizzera.

Nei prossimi anni le finanze della Confederazione raggiungeranno un deficit strutturale elevato. Il Programma di stabilizzazione 2017-2019 prevede risparmi nell'ordine di 60 milioni di franchi all'anno: una misura che comporterà verosimilmente la soppressione di circa 500-700 posti di lavoro sull'arco dei prossimi due anni. Per quanto riguarda il personale della Confederazione, le misure di risparmio saranno applicate in modo lineare dai dipartimenti. È molto probabile che una parte dei risparmi verrà realizzata nel settore della sicurezza interna. Anche il Cgcf sarà dunque interessato dalla riduzione di personale; e questo in un periodo in cui i flussi migratori in provenienza da Sud aumentano, la situazione nel Vicino Oriente è fragile, gli attacchi terroristici sono all'ordine del giorno, la criminalità transfrontaliera non accenna a diminuire e il bisogno di sicurezza della popolazione aumenta.

Per i motivi esposti sopra non è opportuno ridurre ulteriormente il personale del Cgcf. Occorre piuttosto creare nuovi posti di lavoro in modo da poter svolgere gli attuali compiti fondamentali del Corpo in considerazione dei rischi crescenti e di una situazione in costante evoluzione. Rinunciare a un nuovo potenziamento del servizio rappresenterebbe dunque una negligenza dal profilo della protezione dei confini e della nostra sicurezza nazionale e potrebbe condurre ben presto a situazioni critiche. Risparmiare in seno al Cgcf potrebbe comportare un rapido aumento dei costi correlati nel settore della migrazione. Il Cantone del Vallese chiede che nell'attribuzione delle risorse si tenga debitamente conto anche delle caratteristiche geografiche.