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18.3085 · Interpellanza · 2018-03-07

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

All'atto dell'uscita dal Paese, i turisti hanno il diritto di chiedere la restituzione dell'IVA per le merci acquistate in Svizzera. Tuttavia, a tale proposito devono recarsi presso un ufficio doganale occupato da personale della dogana. Dato che gli uffici doganali ferroviari e autostradali sono chiusi al di fuori degli orari d'ufficio, spesso la restituzione non è possibile o solo con un onere considerevole. Tenendo conto di questa circostanza penalizzante per i clienti, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale condivide il disappunto dei turisti e degli enti turistici per quanto riguarda la penalizzazione nell'ambito della procedura di restituzione dell'IVA?

2. Vi è la disponibilità a prolungare gli orari d'apertura degli uffici doganali presso le stazioni ferroviarie di confine, le autostrade eccetera?

3. Se la dogana non è disposta ad ampliare l'offerta dei servizi, è possibile delegare il compito di emettere le conferme d'esportazione a un ente privato, ad esempio agli uffici turistici?

4. È possibile prendere in considerazione altre possibilità affinché i viaggiatori possano ricevere in modo non burocratico i documenti necessari per la restituzione?

Begründung

Molti luoghi turistici svizzeri beneficiano degli acquisti effettuati dai turisti stranieri. Lucerna, Interlaken, Zurigo, Zermatt e altre località registrano guadagni elevati grazie a questi acquisti. Al momento dell'uscita dalla Svizzera, vi è la possibilità di chiedere la restituzione dell'IVA. Tuttavia, visto che il modulo necessario a tale proposito può essere elaborato solo dall'autorità doganale, i turisti riscontrano difficoltà all'uscita dal Paese. Infatti, non tutti gli uffici doganali di confine sono aperti 24 ore su 24. Ad esempio, nella stazione di Basilea, da dove molte persone si recano verso la Francia, al di fuori degli orari d'ufficio non vi è alcuna possibilità di far trattare dalla dogana i giustificativi d'esportazione. Lo stesso vale per molti valichi di confine autostradali. Ciò è irritante per i turisti che, a tale proposito, si lamentano presso gli enti turistici. La prassi della dogana non è scorretta, ma risulta comunque penalizzante per i clienti e quindi anche per il turismo. Si rende quindi necessario porvi rimedio, anche in considerazione dell'utilità economica del turismo.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale comprende il disappunto dei turisti e degli enti turistici a causa della procedura attuale. Tuttavia, già da diverso tempo le comitive possono beneficiare di una regolamentazione particolare. Infatti, a determinate condizioni, i membri delle comitive possono acquistare in Svizzera beni senza versare l'IVA e senza dover uscire dal Paese attraverso un ufficio doganale occupato.

2. Dato che le sue risorse di personale sono limitate, l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) deve priorizzare i propri compiti e, di conseguenza, non ha la possibilità di prolungare gli orari d'apertura degli uffici doganali.

3./4. Con la mozione Vitali 17.3298, "Riduzione della burocrazia. Verso il futuro con la validazione elettronica delle esportazioni", il Consiglio federale è incaricato di introdurre nel traffico turistico la validazione elettronica per le merci d'esportazione. L'Amministrazione federale delle contribuzioni si sta occupando della rispettiva elaborazione. In generale non bisognerà più recarsi presso un ufficio doganale. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario creare una nuova base legale, al fine di delegare la conferma dell'esportazione a un'organizzazione privata.

Se all'uscita dal Paese non è possibile far confermare all'AFD l'esportazione, i turisti hanno già oggi la possibilità di procurarsi una simile conferma presso un altro ufficio all'estero (autorità doganale estera, ambasciata o consolato svizzeri). Inoltre, l'esportazione può essere comprovata anche mediante il documento d'imposizione all'importazione di un'autorità doganale estera.

Risposta del Consiglio federale.