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18.3095 · Interpellanza · 2018-03-07

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Diverse dichiarazioni del Consiglio federale portano a concludere che i negoziati relativi l'Accordo quadro istituzionale con l'UE sono in dirittura d'arrivo. In questo ambito si pongono i seguenti interrogativi:

1. Come giustifica il Consiglio federale che intende svendere i diritti del Popolo a Bruxelles?

2. Quali ripercussioni concrete, finanziarie, normative e politiche, avrà l'Accordo quadro istituzionale a livello della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni?

3. Quali sarebbero gli effetti concreti se il Parlamento o il Popolo si rifiutassero di recepire alcuni disciplinamenti UE? Nella scheda informativa del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è spiegato che potranno essere prese misure compensatorie che potrebbero arrivare fino alla sospensione dell'accordo interessato. In tal caso ciò significherebbe che, a seguito della clausola ghigliottina, tutti e sette gli accordi del Pacchetto dei Bilaterali I sarebbero automaticamente sospesi?

4. L'UE vieta, a parte alcune eccezioni, gli aiuti statali. Nel caso in cui la Svizzera dovesse sottomettersi alle regole in materia di aiuti dell'UE, quali ripercussioni concrete avrebbe questo fatto per la Svizzera?

Quali aiuti statali concreti dei Cantoni e dei Comuni sarebbero interessati?

5. L'Accordo quadro istituzionale avrà ripercussioni sul sistema fiscale federale della Svizzera? Bisogna ad esempio attendersi che, nell'ambito dell'imposta sul valore aggiunto, la Svizzera dovrà adeguare il sistema dell'aliquota massima a quello dell'aliquota minima in vigore nell'UE? Si procederà a un'ulteriore armonizzazione fiscale?

Se sì, in quali settori?

6. Con l'Accordo quadro istituzionale bisogna dedurre che la direttiva sulla libertà di circolazione e di soggiorno nell'UE o parti di essa dovranno essere recepite nel diritto svizzero?

7. Quali ripercussioni avrà l'Accordo quadro istituzionale nel settore delle associazioni sociali? Sono da prevedere maggiori costi per l'assicurazione contro la disoccupazione, ad esempio in seguito al versamento di prestazioni dell'AD a frontalieri per un periodo di tempo più lungo rispetto ad ora? Quali modifiche sono da prevedere per le PC, l'AI, l'AVS, l'aiuto sociale ecc.?

8. In molti Cantoni l'assicurazione stabili è stipulata da istituti cantonali in situazione di monopolio.

Questa posizione monopolistica è ritenuta acquisita e d'interesse pubblico. Con l'Accordo quadro questi istituti monopolistici saranno eliminati? Che cosa significherebbe questo sul fronte dei costi?

Stellungnahme des Bundesrates

La Svizzera dispone di un mandato negoziale per questioni istituzionali dal 18 dicembre 2013. Il 2 marzo 2018 il Consiglio federale ha deciso di precisare singoli punti di tale mandato. I relativi negoziati con l'UE sono in corso.

1.-3. Nel quadro dei negoziati per un accordo istituzionale sono stati registrati alcuni progressi, ad esempio nel campo della risoluzione delle controversie (arbitrato). Ciononostante varie questioni rimangono aperte e s'impongono ulteriori negoziati. L'accordo istituzionale con l'UE continuerebbe a preservare il funzionamento delle istituzioni svizzere, della democrazia diretta (in particolare il diritto di iniziativa e di referendum) e del federalismo. Le disposizioni costituzionali e legali relative alla conclusione o alla modifica di trattati internazionali continuerebbero a essere interamente applicate.

Con la sua precisazione del mandato negoziale di marzo 2018, il Consiglio federale punta a una risoluzione delle controversie sulla base di una soluzione indipendente e arbitrale. Se la Svizzera rifiutasse di modificare un accordo al fine di integrarvi sviluppi pertinenti del diritto dell'UE, allo stato attuale dei negoziati le conseguenze di questo rifiuto dipenderebbero dagli eventuali disequilibri che esso potrebbe provocare a livello di diritti e doveri delle parti contraenti e dei loro operatori economici. Se l'UE prendesse misure di compensazione a causa di questi squilibri, tali misure dovrebbero essere proporzionate, e la Svizzera potrebbe chiedere a un tribunale arbitrale di verificarne la proporzionalità. Solo nel caso in cui una delle parti denunciasse uno dei sette accordi Bilaterali I si applicherebbe la clausola ghigliottina. Il Consiglio federale segnala tuttavia che, anche con il diritto vigente e senza un accordo istituzionale, una delle due parti potrebbe decidere di denunciare un accordo del pacchetto dei Bilaterali I e a causa della clausola ghigliottina tale scelta avrebbe come conseguenza la fine dell'applicazione di tutti i Bilaterali I.

Fatti salvi i costi delle procedure di composizione delle controversie attraverso il ricorso al tribunale arbitrale, allo stato attuale dei negoziati l'accordo istituzionale non dovrebbe avere ripercussioni finanziarie.

4./8. Per quanto concerne gli aiuti di Stato, a marzo 2018 il Consiglio federale ha autorizzato i Dipartimenti competenti a elaborare, con i Cantoni, una soluzione che preveda organismi di vigilanza istituiti da entrambe le parti (la cosiddetta soluzione a due pilastri). Secondo la precisazione del mandato di marzo 2018, nell'accordo istituzionale devono essere sanciti esclusivamente i principi applicabili ai settori che sarebbero coperti da accordi di accesso al mercato Svizzera-UE. Le regole materiali vincolanti rientreranno unicamente in accordi settoriali, quando sarà nell'interesse della Svizzera includerle. Oggi la questione si pone solo nell'ambito dei negoziati per un accordo nel settore dell'elettricità. Le assicurazioni immobiliari cantonali non sono interessate da questi provvedimenti.

5. Il sistema fiscale della Svizzera non è parte dei negoziati su un accordo istituzionale con l'UE.

6. Al momento di adottare il mandato negoziale, nel dicembre del 2013, il Consiglio federale ha deciso che la direttiva dell'Unione europea sulla libertà di circolazione e di soggiorno nell'UE non dovrà essere recepita. Nel marzo del 2018 ha ribadito questa linea rossa.

7. Il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale è previsto nell'accordo sulla libera circolazione delle persone. Nel marzo del 2018 il Consiglio federale ha comunque precisato il proprio mandato negoziale sulle questioni istituzionali per quanto riguarda questo ambito decidendo di escludere, oltre al riferimento alla giurisprudenza della CGUE, anche alcuni campi della sicurezza sociale da una ripresa dinamica degli sviluppi del diritto dell'UE. Lo scopo sarebbe garantire che la Svizzera non sia costretta a estendere le prestazioni sociali esistenti negli ambiti indicati.

Risposta del Consiglio federale.