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Rapporto sugli effetti dell'accordo di libero scambio tra Svizzera e Cina in relazione al rispetto dei diritti umani e delle minoranze

18.3110 · Postulato · 2018-03-08

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di analizzare in un rapporto gli effetti dell'accordo di libero scambio tra Svizzera e Cina, in relazione al rispetto dei diritti umani e delle minoranze.

Begründung

Nel 2013 la Svizzera ha sottoscritto un accordo di libero scambio con la Cina, entrato in vigore nel luglio 2014. Il 1° dicembre 2017, rispondendo all'interpellanza Barrile 17.3919, il Consiglio federale ha rilevato un peggioramento, in confronto al 2013, della situazione relativa al rispetto dei diritti umani in Cina (Tibet compreso) soprattutto a danno delle minoranze etniche e religiose.

Cinque anni dopo la firma dell'accordo di libero scambio con la Cina manca ancora un'analisi delle conseguenze che esso ha avuto sul piano del rispetto dei diritti umani e delle minoranze. Sotto questo aspetto molti tibetani vivono in condizioni precarie: il Consiglio federale è perciò incaricato di valutare l'accordo di libero scambio con la Cina secondo la metodologia HRIA (Human Rights Impact Assesment) e di pubblicare un rapporto con l'esito delle sue analisi. Nel quadro della valutazione dovranno essere esaminate soprattutto le questioni relative al rispetto dei diritti umani e delle minoranze in Cina nonché il rispetto dei diritti fondamentali dei tibetani in Svizzera.

Nel suo rapporto "La sicurezza della Svizzera" del 2016, il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) nota che il potere di influenza a livello mondiale della Cina sta crescendo. Il SIC rileva inoltre che "l'atteggiamento disinvolto ed esigente della Cina" in Svizzera emergerebbe soprattutto nei rapporti con la comunità della diaspora tibetana. È evidente che diversi diritti fondamentali della comunità tibetana in esilio in Svizzera non sono pienamente garantiti. Per fare soltanto un esempio, la libertà di espressione è limitata, visto che in Svizzera non è sempre possibile esprimersi sulla situazione in Tibet. Anche in occasione della visita di Stato di Xi Jinping, nel gennaio 2017, è emerso che le dimostrazioni e le manifestazioni sono sempre più spesso soggette a restrizioni. Inoltre negli ultimi anni per i tibetani in Svizzera è diventato più difficile ottenere documenti di viaggio.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

L'accordo di libero scambio (ALS) tra Svizzera e Cina è uno strumento economico diretto a regolare e agevolare gli scambi commerciali tra i due Paesi. Il preambolo dell'Accordo include un riferimento allo Statuto delle Nazioni Unite che permette, se del caso, di discutere in seno al Comitato misto alcuni temi legati al rispetto dei diritti dell'uomo. Tuttavia l'ALS non disciplina le questioni inerenti ai diritti delle minoranze, né in Svizzera né in Cina. Pertanto non ci si può aspettare che produca effetti in questi ambiti. Un'analisi dell'impatto dell'ALS relativa a questi aspetti non produrrebbe alcuna informazione pertinente.

La tutela e la promozione dei diritti dell'uomo rappresentano valori, obiettivi e interessi d'importanza centrale per la politica estera svizzera, che attribuisce particolare rilievo alla situazione delle minoranze (come quella dei Tibetani in Cina). A livello sia bilaterale sia multilaterale - soprattutto nel quadro del Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU - la Svizzera manifesta puntualmente alle autorità cinesi le sue preoccupazioni. I diritti delle minoranze sono uno dei temi principali nel dialogo bilaterale tra Svizzera e Cina sui diritti dell'uomo.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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