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18.3185 · Interpellanza · 2018-03-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Allineandosi alla decisione dell'UE e tenuto conto della situazione che regna in Ucraina, il Consiglio federale ha deciso di applicare alcune misure per impedire che le sanzioni internazionali contro la Russia vengano aggirate. Inoltre, un certo numero di sanzioni adottate in particolare dal Senato americano influisce anche sul nostro Paese.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Le sanzioni internazionali hanno avuto ripercussioni negative sugli interessi economici del nostro Paese?

2. La piazza finanziaria elvetica ha subito danni legati alle sanzioni, in particolare per quanto riguarda il mercato del petrolio?

3. Il Consiglio federale è a conoscenza di licenziamenti avvenuti in Svizzera in seguito alle sanzioni imposte alla Russia da Paesi terzi?

4. Il Consiglio federale teme che i cittadini svizzeri possano subire conseguenze negative indirette a causa delle sanzioni?

5. Il Consiglio federale teme che le sanzioni si ripercuotano negativamente sulle entrate fiscali impedendo a determinate società o persone di esercitare la loro attività in Svizzera come prima?

6. La produzione svizzera, non essendo direttamente toccata dall'embargo alimentare russo, ha tratto vantaggio da quest'ultimo?

7. Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera faccia effettivamente valere la sua neutralità e i suoi interessi in questo dossier?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nel 2015 la Russia è stata colpita da una recessione che ha determinato un forte deprezzamento del rublo. Nonostante la leggera ripresa iniziata nel 2017, l'economia russa continua a risentire della debolezza del potere d'acquisto, dei consumi e degli investimenti. Le cause sono principalmente di ordine strutturale: l'economia è soggetta alle crisi dovute alla scarsa diversificazione e alla dipendenza dalle esportazioni di materie prime e dal prezzo del petrolio.

Questa recessione ha influito negativamente sulle relazioni economiche bilaterali. Le sanzioni internazionali adottate in seguito al conflitto con l'Ucraina hanno causato ulteriori difficoltà, la cui portata è difficilmente stimabile. Il calo delle esportazioni svizzere verso la Russia negli ultimi quattro anni (da circa 3 miliardi a 2 miliardi di franchi all'anno) è imputabile soprattutto alla crisi economica e non è una conseguenza diretta delle sanzioni internazionali.

I negoziati di libero scambio tra l'AELS e l'ex Unione doganale Russia-Bielorussia-Kazakistan sono stati sospesi all'indomani dell'introduzione delle sanzioni internazionali. Ad oggi le condizioni per riprendere i negoziati non sono date e, non essendo possibile negoziare un accesso preferenziale ai mercati, a medio termine questo nuoce agli interessi economici della Svizzera. Le ultime sanzioni americane nei confronti della Russia hanno avuto conseguenze negative per alcune imprese svizzere con partecipazioni maggioritarie di cittadini o imprese russi colpiti dalle sanzioni.

2. In seguito alle misure adottate per impedire l'aggiramento delle sanzioni la piazza finanziaria svizzera ha dovuto affrontare alcune difficoltà. Gli obblighi in materia di autorizzazioni hanno comportato dei ritardi, ma alla fine la maggior parte delle decisioni ha favorito le banche. Gli effetti indiretti delle sanzioni internazionali sul comportamento delle banche in Svizzera sono difficilmente quantificabili. Mentre alcuni istituti di credito hanno deciso, a titolo preventivo, di ritirarsi dalle relazioni commerciali che potevano presentare dei rischi per la loro reputazione, in generale quelli più attivi nel commercio del petrolio (spesso filiali di banche estere con sede in Svizzera) hanno scelto, in linea con la loro politica commerciale interna, di rispettare le sanzioni più severe emanate dall'UE.

3. Il Consiglio federale non dispone dei dati necessari per rispondere alla domanda posta.

4. Il Consiglio federale non ha rilevato conseguenze negative indirette per i cittadini svizzeri in relazione alle sanzioni internazionali pronunciate contro la Russia.

5. Si veda la risposta alla domanda 1. L'eventuale diminuzione delle entrate fiscali dovuta al calo delle relazioni commerciali con la Russia non è quantificabile. Dovrebbe tuttavia essere contenuta viste le cifre modeste del commercio bilaterale (cfr. sopra). A seconda del loro impatto, le sanzioni estere emanate nei confronti della Russia potrebbero incidere sulle entrate fiscali.

6. Il valore delle esportazioni svizzere di prodotti agricoli e di derrate alimentari verso la Russia - in particolare dei prodotti interessati dalle contromisure russe - ha da anni un'importanza secondaria. Tra l'inizio del 2012 e l'agosto del 2014 il valore delle esportazioni mensili di prodotti agricoli e di derrate alimentari secondo la definizione dell'OMC ammontava a 17 milioni di franchi. Durante questo periodo le esportazioni hanno subito forti oscillazioni, uno schema rimasto fondamentalmente invariato dopo l'introduzione delle contromisure russe. Il livello medio delle esportazioni mensili tra settembre 2014 e dicembre 2017 era di circa il 2 per cento inferiore al livello registrato tra l'inizio del 2012 e l'agosto del 2014.

7. La neutralità è un principio essenziale della politica estera e della politica di sicurezza svizzere.

Le misure svizzere volte a impedire l'aggiramento delle sanzioni rispecchiano la politica di neutralità del nostro Paese e il non riconoscimento dell'annessione della Crimea.

La Svizzera si impegna attivamente a favore della pace nel conflitto ucraino, conformemente alla sua tradizionale politica di promozione del dialogo. Il nostro è il solo Paese terzo a poter fornire un aiuto umanitario da entrambe le parti della linea di contatto. La neutralità e l'impegno della Svizzera sono apprezzati da tutti gli attori interessati.

Risposta del Consiglio federale.