Modificare le disposizioni legali che consentono d'instaurare un controllo istituzionale delle imprese e dei soggetti di diritto privato
18.323 · Iniziativa cantonale · 2018-12-03
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il Cantone di Vaud esercita il diritto di iniziativa cantonale a livello federale chiedendo all'Assemblea federale di modificare la legislazione federale, in particolare la legge federale di complemento del Codice civile svizzero (CO; RS 220) e la legge del 24 marzo 1995 sulla parità dei sessi (LPar; RS 151.1), in modo da consentire ai Cantoni di:
- controllare il rispetto da parte dei datori di lavoro del principio di uguaglianza fra donna e uomo, in particolare a livello salariale;
- sanzionare i datori di lavoro che contravvengono al principio di parità di trattamento fra donne e uomini.
Begründung
Dal 1981, la Costituzione federale sancisce che l'uguaglianza fra donna e uomo è un diritto fondamentale, incluso a livello salariale (art. 8 cpv. 3). La legge del 1995 sulla parità dei sessi (LPar) ha sviluppato questo principio. Tuttavia, nel Cantone di Vaud e in Svizzera esistono ancora importanti divari. Secondo il Rapport social vaudois (rapporto sociale vodese) pubblicato dal Département de la santé et de l'action sociale (Dipartimento della sanità e dell'azione sociale) nel settembre del 2017, nel Cantone di Vaud il 40 per cento dei dipendenti (perlopiù donne) ha una forma di lavoro atipica. Il 78 per cento delle donne lavora a tempo parziale, con una percentuale lavorativa superiore al 50 per cento. Il 14 per cento dei dipendenti del settore privato ha salari bassi, il 65 per cento di essi sono donne. È considerato basso un salario inferiore ai due terzi del salario mediano che, per un tempo pieno, ammonta a 5930 franchi. Il divario salariale tra uomini e donne è in media del 12,4 per cento. Nel 2013 le donne dedicavano in media 12 ore alla settimana in più degli uomini ai lavori domestici. Parte di questi divari si spiega con fattori obiettivi come il grado di formazione, la posizione professionale, le esigenze poste dal ruolo occupato oppure l'esperienza professionale. Rimane tuttavia inspiegabile un considerevole 40 per cento circa dei divari salariali e questa percentuale è stabile nel corso degli anni.
Oltre vent'anni dopo l'emanazione della LPar, non si può che constatare che questi risultati sono deludenti. Appare necessario istituire strumenti che permettano di promuovere in modo efficace la parità salariale, conformemente ai dettami della Costituzione federale. I provvedimenti adottati per attenuare la disparità nel mercato del lavoro, in particolare il miglioramento della formazione e delle condizioni quadro, hanno certamente dato qualche frutto, tuttavia lo sforzo per fronteggiare la discriminazione salariale poggia tuttora interamente sulle spalle delle donne e sulla loro capacità e la loro forza di portare le cause dinanzi alla giustizia. Non basta dichiarare l'uguaglianza perché si materializzi, occorre dotarsi dei mezzi necessari a realizzare le ambizioni iscritte nella legge. Nelle ultime settimane le Camere federali hanno dibattuto delle mezze-misure contenute nell'attuale progetto di revisione della LPar, che istituisce un'analisi parziale della parità dei salari senza prevedere controlli o sanzioni. Nonostante la sua natura moderata, il progetto è stato ritenuto eccessivo dalla maggioranza conservatrice del Consiglio degli Stati, che lo scorso 28 febbraio ne ha votato il rinvio alla Commissione.
Dinanzi alla testardaggine dei politici che desiderano continuare a percorrere la strada dell'autocontrollo delle imprese in materia di parità salariale - metodo che si è ampiamente dimostrato inefficace nel corso degli ultimi due decenni - le Camere federali devono assolutamente riordinare le idee e assumere le proprie responsabilità ponendo fine a ingiustizie evidenti... e illegali. Per riuscirci è più che mai urgente far sentire a Berna le posizioni dei Cantoni favorevoli al diritto delle donne. La presente iniziativa offre ai/alle deputati/e vodesi la possibilità di farlo. Essa chiede una seria revisione della legislazione federale per consentire ai Cantoni di istituire un vero e proprio controllo del rispetto della parità salariale e di sanzionare i datori di lavoro che vi contravvengono. Il Cantone di Vaud deve continuare ad avere il ruolo storico di pioniere svizzero nel settore dell'uguaglianza fra donne e uomini.