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18.3244 · Mozione · 2018-03-15

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di ridurre le spese dell'esercito mediante riforme strutturali, di definire per le spese dell'esercito un limite di 4 miliardi di franchi a partire dal 2021 e di investire le risorse finanziarie così liberate, nella misura di almeno un miliardo di franchi, in programmi supplementari per la prevenzione e la gestione internazionali di crisi, catastrofi e situazioni instabili nonché nel promovimento della trasformazione dei conflitti. Detti programmi sono da realizzare nel quadro del promovimento della pace, del rafforzamento dei diritti dell'uomo, della cooperazione allo sviluppo in contesti precari, della cybersicurezza internazionale e della internet governance.

Begründung

Come spesso ribadito dallo stesso Consiglio federale, un attacco militare contro la Svizzera è altamente improbabile. Infatti la Svizzera è un passeggero clandestino della sicurezza garantita dagli Stati europei che la circondano. L'immagine di una Svizzera isolata, che, dotata di ingenti mezzi militari, respinge da sola tutte le minacce alla frontiera è un mito storico infondato che oggigiorno è utile soltanto per il folklore e alimenta pericolose illusioni riguardo ai rischi effettivi. Armamenti pesanti e una fanteria di massa non si prestano a gestire le sfide militari attuali e future in situazioni di conflitto vieppiù ibride. Le dimensioni dell'esercito devono essere ridotte, i costi di esercizio devono essere massicciamente diminuiti e gli investimenti devono essere rivolti a materiale orientato al futuro, per la tutela della sicurezza umana e del monopolio statale della forza, per il promovimento della pace e per la difesa cooperativa. Ciò consentirà di incrementare considerevolmente l'efficienza e l'efficacia e di realizzare notevoli risparmi.

Nel 2014 la Confederazione spendeva ancora soltanto 4,1 miliardi di franchi per l'esercito. Non vi è nessuna ragione sul piano della politica di sicurezza di aumentare le spese per l'esercito a 5,26 miliardi di franchi fino al 2021, come previsto nel piano finanziario. 4 miliardi di franchi sarebbero più che sufficienti se si realizzassero delle riforme strutturali. Il miliardo reso in tal modo disponibile per altre spese potrebbe essere impiegato per programmi direttamente determinanti per la sicurezza, quali quelli prospettati dal Consiglio federale nel Rapporto sulla politica estera 2017 (18.009) per la prevenzione dei conflitti e nell'obiettivo 16 dell'Agenda 2030. Anche nell'ambito del cyberspazio è urgentemente necessario mettere a disposizione un numero notevolmente superiore di mezzi supplementari per fare di Ginevra un polo globale per la cybersicurezza e per rafforzare considerevolmente la cybersicurezza sotto la direzione di organi civili. Per questa via, con le medesime risorse finanziarie sarà possibile creare molta più sicurezza che con investimenti erronei in ambito militare.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Negli scorsi anni il Consiglio federale e il Parlamento hanno adottato numerose decisioni sul futuro orientamento dell'esercito. Nel quadro dell'ulteriore sviluppo dell'esercito, avviato all'inizio di quest'anno, sono state create le basi programmatiche per orientare l'esercito alle minacce e ai rischi attuali e prevedibili. L'aumento del budget dell'esercito a 5 miliardi di franchi l'anno e il previsto aumento supplementare del budget dell'esercito, decisi dal Consiglio federale e dal Parlamento, costituiscono le premesse affinché l'esercito possa gestire le notevoli e imminenti necessità di modernizzazione e rinnovamento e adempiere anche in futuro le prestazioni da esso auspicate. A tale riguardo il Consiglio federale ha adottato recentemente decisioni importanti volte a consentire, con assoluta priorità, il rinnovamento dei mezzi di protezione dello spazio aereo.

La riduzione del budget dell'esercito, auspicata dall'autore della mozione, sarebbe contraria a tutte le summenzionate decisioni del Consiglio federale e del Parlamento. Inoltre, si discosterebbe in maniera fondamentale dall'attuale politica di sicurezza della Svizzera, definita e confermata nel Rapporto sulla politica di sicurezza del Consiglio federale del 24 agosto 2016. Conformemente a quanto stabilito in tale rapporto, l'esercito è e rimane uno strumento centrale della politica di sicurezza della Svizzera, strumento irrinunciabile per la protezione e la difesa del Paese e della popolazione, sia per quanto concerne gli impieghi sussidiari a favore delle autorità civili, sia per quanto riguarda i compiti originari (per es. polizia aerea, difesa).

Sia a livello di politica di sicurezza sia sul piano militare, la Svizzera coopera con il suo contesto regionale, in particolare con gli Stati limitrofi, e tale cooperazione viene tendenzialmente rafforzata. A tal fine, tuttavia, il nostro Paese ha bisogno, al pari di altri Stati europei, di un esercito equipaggiato adeguatamente e con mezzi moderni, in grado di adempiere i suoi compiti. Ciò è tanto più vero se si considerano gli sviluppi internazionali e il peggioramento della situazione in materia di sicurezza. In tale contesto l'esercito non investe soltanto in materiali pesanti, quali i nuovi aerei da combattimento, bensì anche in settori recenti che rientrano anche nei conflitti ibridi menzionati dall'autore della mozione (per es. cyberspazio).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.