18.3327 · Mozione · 2018-03-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di procedere, a livello di ordinanza o di legge, agli adattamenti necessari per vietare l'utilizzo di microparticelle di plastica (microplastiche) nei prodotti cosmetici.
Begründung
Sono considerate microplastiche primarie le microsfere di plastica fabbricate dall'industria per ulteriore lavorazione. Questi granulati di plastica si trovano negli esfolianti, nei gel doccia sotto forma di perle per massaggi e nei dentifrici e sono riversati direttamente nelle nostre acque (fiumi, laghi, mari e oceani) attraverso le acque di scarico. Gli impianti di depurazione delle acque non riescono infatti a filtrarli completamente. A causa della loro superficie idrofuga, le microplastiche attraggono sostanze inquinanti e le fissano in superficie. Le particelle, compresi gli inquinanti, sono in seguito assorbite dagli organismi marini. Microplastiche sono state ritrovate in foche, pesci, molluschi e organismi più piccoli, che le hanno assimilate con gli alimenti. Queste particelle non minacciano quindi soltanto gli animali e l'ambiente, ma anche noi esseri umani, quando consumiamo pesce inquinato.
Un divieto non porrebbe problemi. Le microplastiche possono infatti essere sostituite nei cosmetici con prodotti biodegradabili e rispettosi dell'ambiente (p. es. granulati di gusci di noci).
Finora due tentativi di vietare le microplastiche in Svizzera sono purtroppo falliti. Una prima mozione del marzo 2014 (14.3255) non è stata sottoposta a voto per due anni ed è quindi stata stralciata. Una seconda (16.3586) è stata invece respinta dal Consiglio nazionale nel giugno 2017.
Nel frattempo USA, Svezia, Gran Bretagna, Canada e Nuova Zelanda hanno vietato le cosiddette microbead (o microsfere di plastica) nei cosmetici. È la prova che un tale divieto è conforme alle norme dell'OMC, alle disposizioni europee sul libero scambio e a quelle del mercato interno dell'UE.
Naturalmente, le microplastiche primarie sono soltanto una piccola parte dei rifiuti di plastica. Il divieto chiesto con la presente mozione non esime dall'adottare misure di più ampio raggio per prevenire detti rifiuti. D'altro canto, per quanto riguarda le microplastiche nei cosmetici, per i consumatori è impossibile individuare rapidamente i prodotti che contengono microsfere di plastica. E sul mercato esistono già molti prodotti alternativi equivalenti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Come già illustrato nel parere del 17 agosto 2016 in merito alla mozione Glättli (16.3586), al fine di eliminare, per quanto possibile, l'utilizzazione di microplastiche nei prodotti che causano immissioni nell'ambiente, il Consiglio federale fa perno su misure la cui responsabilità incombe all'industria. Le limitazioni introdotte di recente in diversi Stati fanno pensare che si possa rinunciare ampiamente all'utilizzazione di microplastiche in prodotti per la cura del corpo. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha preso contatto con il settore per discutere della rinuncia volontaria a dette plastiche. Nel caso in cui fossero emanate prescrizioni, il settore preferirebbe disposizioni armonizzate con quelle dell'UE.
Su mandato della Commissione europea, l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHEA) sta al momento effettuando accertamenti sulle limitazioni di plastiche oxo-degradabili e particelle di microplastiche in determinati prodotti di consumo. Il Consiglio federale ritiene inopportuno emanare prescrizioni per l'utilizzazione di microplastiche nei prodotti per la cura del corpo prima che l'UE abbia concluso detti accertamenti e che la Commissione europea abbia deciso le misure.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.