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Acquisizioni di imprese svizzere da parte di investitori stranieri. La totale mancanza di controlli è ancora sostenibile?

18.3376 · Postulato · 2018-03-16

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un rapporto che risponda alle seguenti domande:

1. È possibile quantificare oggi gli investimenti esteri in imprese svizzere? Come si sono sviluppati? E gli investimenti svizzeri in società estere?

2. Quanti di questi investimenti esteri sono acquisizioni di maggioranza o acquisizioni di pacchetti di partecipazioni che permettono di controllare la società?

3. Attualmente il diritto svizzero non pone alcun limite alle possibilità di acquisizione. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo sistema, in generale? Per quanto riguarda la svendita di infrastrutture (centrali elettriche) o di know-how (imprese tecnologiche o farmaceutiche)? Dal punto di vista della politica della sicurezza?

4. Come valutare tali partecipazioni, in particolare quando il controllo è esercitato da Stati esteri? In che misura vi è piena reciprocità? Cosa succede in mancanza di reciprocità?

5. Quali vincoli impongono altri Paesi a queste partecipazioni? Vantaggi e svantaggi?

6. Quali vincoli sarebbero possibili per legge (ad es. una riserva di approvazione in determinati settori o in cambio di una garanzia di reciprocità)? Vantaggi e svantaggi?

7. Quali misure prevede il Consiglio federale?

Begründung

Secondo uno studio del Credit Suisse, oggi un quinto di tutte le acquisizioni a livello mondiale è riconducibile a investitori cinesi. Le acquisizioni obbediscono a una strategia mirata e rientrano nel programma "Made in China 2025" promosso dallo Stato cinese. Nel mirino ci sono soprattutto le imprese che non hanno un azionista di riferimento determinante e che in Svizzera sono particolarmente frequenti. Le acquisizioni e i tentativi in tal senso sono in aumento: Syngenta, Swissport, Gate Gourmet.

La Germania, la Francia, l'Italia e gli Stati Uniti prevedono già controlli statali, o addirittura divieti, per le acquisizioni da parte di altri Paesi. Ciononostante, nel febbraio 2018 il governo tedesco ha annunciato misure più severe per monitorare meglio e, se necessario, vietare le acquisizioni di società estere pilotate da altri Stati e la relativa perdita di know-how. Nel marzo 2018 la Commissione europea ha annunciato una verifica più severa delle acquisizioni di società orchestrate dalla Cina al fine di garantire una concorrenza equa, come ha affermato il vicepresidente della Commissione per gli investimenti nel quotidiano tedesco "Handelsblatt".

In Svizzera queste barriere non esistono. Anzi: in risposta a diversi interventi parlamentari, il Consiglio federale ha finora ritenuto che non è necessario intervenire. Il rapporto dovrà dimostrare se questo atteggiamento assolutista sia ancora sostenibile e quali misure il Consiglio federale intende eventualmente adottare dopo aver riesaminato i fatti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.

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