18.3622 · Interpellanza · 2018-06-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Sul mercato esistono sempre più apparecchi elettronici che si utilizzano a contatto ravvicinato o diretto con il corpo e che creano costantemente campi magnetici, come smartphone, laptop, tablet, computer, auricolari, smartwatch, contapassi, cardiofrequenzimetri e altri apparecchi per il controllo delle funzioni fisiologiche. E in futuro ve ne saranno sempre di più (vestiti, occhiali e apparecchiature per la realtà virtuale "smart" ecc.). Molto spesso chi utilizza questi apparecchi non sa di esporre il corpo a campi elettromagnetici (onde radio, campi magnetici ecc.) che a lungo termine possono comportare rischi per la salute.
In Francia si è scoperto che la maggior parte dei telefoni cellulari e degli smartphone rispetta i valori SAR consentiti nell'ambito delle misurazioni ottimizzate in laboratorio, ma non nell'utilizzo quotidiano sul corpo (cosiddetto scandalo phonegate). Le cause vinte da pazienti affetti da tumori al cervello riconducibili all'utilizzo del cellulare in ambito professionale invitano alla prudenza. Le imprese di assicurazione escludono la copertura di rischi legati ai campi elettromagnetici, tra l'altro perché questi figurano da anni nell'elenco dell'Organizzazione mondiale della sanità degli agenti cancerogeni.
Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. Che misure ha adottato per quanto concerne i rischi a lungo termine connessi agli apparecchi che emettono radiazioni elettromagnetiche utilizzati a contatto ravvicinato o diretto con il corpo?
2. Nell'ottica della prevenzione sanitaria, come intende agire in futuro di fronte al fatto che gran parte della popolazione utilizza sempre più apparecchi elettronici di ultima generazione a contatto ravvicinato o diretto con il corpo, sebbene non sia più possibile escludere rischi a lungo termine per la salute?
3. Concorda sulla necessità di informare attivamente e costantemente i consumatori sui rischi a lungo termine di questi apparecchi, per permettere loro di decidere responsabilmente se esporvisi o meno?
4. Quali possibilità esistono per emanare prescrizioni legali e tecniche che obblighino produttori, importatori e/o venditori a rendere facilmente riconoscibili tutti gli apparecchi che creano campi elettromagnetici e che si utilizzano a contatto ravvicinato o diretto con il corpo (adesivi di avvertimento, avvertenze sulle confezioni, indicazioni ben in evidenza nei libretti d'istruzione, nella pubblicità ecc.)?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale non ha adottato alcuna misura particolare contro gli eventuali rischi a lungo termine dei prodotti che emettono radiazioni elettromagnetiche portati a contatto con il corpo. In base allo stato attuale delle conoscenze, non è affatto assodato che vi siano effettivamente rischi a lungo termine per la salute. Ritenendo che per ragioni metodologiche il loro effetto cancerogeno sia dimostrato soltanto in misura limitata, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell'Organizzazione mondiale della sanità definisce le radiazioni elettromagnetiche come "potenzialmente cancerogene". Il Consiglio federale attribuisce tuttavia una grande importanza all'argomento, dato che queste tecnologie sono già ampiamente diffuse e probabilmente lo saranno sempre di più. Come emerso da uno studio commissionato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), i prodotti in questione rispettano i valori limite stabiliti per prevenire i rischi a breve termine. Quando sono collegati direttamente alla rete di telefonia mobile possono però comportare un'esposizione a radiazioni paragonabile a quella dei comuni telefoni cellulari. È quindi importante che i produttori adottino di propria iniziativa misure adeguate per ridurre al minimo questa esposizione.
2. In base allo stato delle conoscenze e della tecnica, i prodotti oggi in uso non dovrebbero comportare rischi per la salute o comportarne soltanto in misura molto limitata. Incombe ai produttori garantire la protezione della salute dei consumatori. Il Consiglio federale è dell'avviso che le basi legali vigenti siano sufficienti e non vede alcuna necessità di adottare misure precauzionali per prodotti elettronici portati a contatto con il corpo. Gli uffici federali interessati seguono inoltre con attenzione gli sviluppi della ricerca internazionale sugli effetti a lungo termine delle radiazioni elettromagnetiche sulla salute e garantiscono che gli aspetti rilevanti per la salute siano presi in considerazione nei comitati di normalizzazione.
3. Il Consiglio federale non è dell'avviso che i produttori debbano informare i consumatori su rischi presunti e non assodati per la salute. Spetta tuttavia in primo luogo a loro e ai distributori chiarire se ve ne siano. L'UFSP ha pubblicato diverse schede per soddisfare l'esigenza della popolazione di disporre di informazioni dettagliate e indipendenti su prodotti che generano campi elettromagnetici. Le schede, che forniscono un quadro dello stato attuale delle conoscenze sui possibili effetti a lungo termine e illustrano le possibilità per ridurre al minimo l'esposizione a eventuali rischi per la salute, non sono però parte integrante delle informazioni dei produttori, ma le integrano per il pubblico interessato.
4. Le avvertenze permettono di attirare in via precauzionale l'attenzione dei consumatori sui rischi accertati per la salute, ma non si addicono per i prodotti in questione dato che i loro rischi sul lungo termine sono tutt'altro che assodati. Manca inoltre la base legale per un'informazione precauzionale sui possibili rischi. Il Consiglio federale vedrebbe tuttavia di buon occhio se, come a suo tempo per i telefoni mobili, l'industria dichiarasse su base volontaria la quantità di radiazioni elettromagnetiche emesse (valore SAR) dagli apparecchi portati a contatto con il corpo. Una dichiarazione di questo genere consentirebbe ai consumatori di acquistare prodotti a bassa emissione di radiazioni.
Risposta del Consiglio federale.