18.3637 · Interpellanza · 2018-06-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Sono stati rilevati residui di glifosato nei foraggi per animali da reddito? Se sì, in che misura?
2. Sono stati rilevati residui di glifosato nell'urina e nei tessuti di animali da reddito che hanno consumato i foraggi esaminati?
3. Sono stati rilevati residui di glifosato in campioni di urina rappresentativi della popolazione rurale e urbana durante dopo il trattamento fitosanitario con prodotti a base di glifosato? Se sì, in che misura?
4. Può fornirci una panoramica sullo smercio e l'impiego, in ambito privato e commerciale, di glifosato in Svizzera?
5. È a conoscenza di eventuali possibilità di combattere le piante infestanti con mezzi diversi dai prodotti a base di glifosato? Se sì, di quali?
Begründung
Nel 2015, la Commissioni della scienza, dell'educazione e della cultura (CSEC) e il Parlamento avevano incaricato il Consiglio federale di presentare uno studio sugli effetti del glifosato in Svizzera. Il rapporto è stato presentato, ma risponde soltanto alla prima domanda. La motivazione della presente interpellanza riprende quella del postulato a suo tempo depositato dalla CSEC:
L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato il glifosato tra le sostanze potenzialmente cancerogene. Molti studi internazionali confermano che il glifosato potrebbe avere gravi effetti sugli esseri umani e sugli animali. Anche la popolazione svizzera sarebbe esposta ed è quindi appropriato avere almeno una buona base di dati. Le informazioni attualmente disponibili sono largamente insufficienti. Abbiamo bisogno di una buona base di dati, di informazioni e di conoscenze sugli effetti del glifosato. Il Consiglio federale è pertanto invitato ad adempiere l'incarico della CSEC e a fornire le risposte mancanti.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel rapporto in adempimento del postulato 15.4084, "Studio sugli effetti del glifosato in Svizzera", pubblicato il 9 maggio 2018 (www.usav.admin.ch > Alimenti e nutrizione > Sicurezza alimentare > Sostanze in primo piano > Glifosato), il Consiglio federale ha dimostrato che i residui di glifosato presenti nelle derrate alimentari sono estremamente esigui e si attestano ben al di sotto dei livelli massimi legali. La salute degli esseri umani e degli animali non è in pericolo.
1. Nell'ambito del controllo degli alimenti per animali Agroscope effettua regolarmente analisi dei residui di prodotti fitosanitari nei foraggi in funzione dei rischi legati alla loro presenza. Nell'82 per cento dei campioni analizzati fra il 2017 e il 2018 non sono state individuate tracce di glifosato. Il livello massimo riscontrato è stato di 0,75 milligrammo par chilo, un tenore 27 volte inferiore al valore massimo tollerato, pari a 20 milligrammo par chilo. Va ricordato che in Svizzera non è autorizzato il trattamento diretto, immediatamente prima del raccolto, su piante utilizzate come derrate alimentari o alimenti per animali. Questa restrizione ha portato a livelli di residui fino a 100 volte inferiori a quelli di Paesi come gli Stati Uniti, che fanno un uso molto intenso del glifosato.
2. Recentemente l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato una valutazione dell'impatto sulla salute animale dei residui di glifosato nei foraggi che esclude conseguenze sanitarie anche in caso di concentrazioni di diverse centinaia di milligrammo par chilo (Evaluation of the impact of Glyphosate and its residues in feed on animal health, EFSA journal 2018; 16 (5):5283). I bovini ad esempio non metabolizzano il glifosato: in gran parte lo espellono con le feci (61 per cento) o indirettamente con le urine (8 per cento) e il resto è decomposto dalla flora batterica. L'EFSA ritiene che le concentrazioni massime riscontrate non costituiscano un pericolo per la salute degli animali. Nel 77 per cento dei prodotti a base di carne analizzati in Svizzera non è stato riscontrato glifosato e nel resto dei campioni la concentrazione media è inferiore a 0,001 milligrammo par chilo. Per altro, non sono state riscontrate tracce di glifosato nel latte.
3. Molti studi pubblicati hanno determinato la concentrazione di glifosato in campioni di urina prelevati tra la popolazione di regioni rurali e urbane dell'Europa e del Nord America e sono giunti a risultati molto bassi (fra 0,0005 e 0,0015 milligrammo par litro), che escludono esposizioni rischiose per la salute attraverso l'alimentazione o all'impiego della sostanza. Nel sopracitato rapporto in adempimento del postulato 15.4084 si stimano concentrazioni analoghe per la Svizzera. Inoltre, nell'ambito di un progetto di biomonitoraggio sull'esposizione dell'organismo umano ai prodotti chimici, l'Ufficio federale della sanità pubblica ha avviato nel 2017 uno studio pilota che prevede anche la misurazione della quantità di glifosato nelle urine. I risultati, attesi nel 2020, saranno pubblicati non appena disponibili.
4. I dati sulle quantità di glifosato commercializzate in Svizzera non permettono di distinguere gli ambiti in cui è impiegato. Nel 2016 ne sono state vendute 204 tonnellate, cioè nettamente meno rispetto alle 308 del 2013. Nell'ambito del piano d'azione sui prodotti fitosanitari, nel 2018 sarà introdotto un elenco dei prodotti destinati a un utilizzo non professionale. In base ai dati di vendita di questi prodotti, diversi da quelli impiegati professionalmente, si potranno distinguere le quantità impiegate non professionalmente.
5. Il Consiglio federale ha proposto di accogliere il postulato Thorens Goumaz 17.4059 che chiede di studiare la fattibilità e le modalità di un piano per l'abbandono progressivo del glifosato in concertazione con gli ambienti interessati. Il postulato chiede inoltre di analizzare le opportunità e i rischi di un abbandono progressivo del glifosato, nonché il potenziale e l'impatto tecnico, ecologico ed economico delle alternative.
Risposta del Consiglio federale.