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18.3657 · Postulato · 2018-06-15

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato, tenendo conto delle sue riflessioni espresse ad agosto 2010, di illustrare in un rapporto le diverse varianti (legali) per combattere il degrado della morale di pagamento e di proporre misure, coinvolgendo il più presto possibile rappresentanti dei creditori e dei debitori.

Begründung

In un'economia funzionante, la morale di pagamento riveste una grande rilevanza e costituisce un indicatore importante del buon funzionamento di una società. È quindi tanto più grave se, come in Svizzera, la morale di pagamento diminuisce e i crediti scoperti e gli attestati di carenza beni aumentano di anno in anno. Il presente postulato intende affrontare questo tema e avviare una discussione ad ampio raggio.

Una morale di pagamento pessima o inesistente arreca un danno immenso ai creditori. Il principio della prestazione simultanea (merce contro pagamento), su cui si fonda il Codice della obbligazioni (CO), ha perso importanza. Infatti, se si considerano gli importi, le transazioni pagate in contanti sono sempre meno rilevanti nella nostra economia. Se il pagamento non è più simultaneo, una delle due parti coinvolte deve necessariamente assumersi il rischio della prestazione preliminare e dunque quello di un mancato pagamento. Con la digitalizzazione della relazione commerciale il rischio del mancato pagamento si è inoltre spostato a sfavore del creditore. Il vigente CO prevede finora soltanto il principio del risarcimento.

Nel suo rapporto dell'agosto 2010 relativo alla mozione 08.3169, "Morale di pagamento. Porre un freno all'andazzo attuale", il Consiglio federale ha in linea di massima riconosciuto, in base alle condizioni vigenti nello spazio europeo, che i ritardi nei pagamenti comportano considerevoli ripercussioni economiche e sono in particolare responsabili di un gran numero di insolvenze. Fondandosi sulla giurisprudenza del Tribunale federale, il Consiglio federale ha indicato chiaramente che l'interesse di mora svolge soltanto una funzione capitalizzatoria, in quanto con il mancato pagamento il creditore non può utilizzare il suo credito in modo redditizio o che frutti un interesse. Ha argomentato che si potrebbe attribuire all'interesse di mora una nuova funzione, oltre a quella della compensazione del danno di mora. Ha pure espresso la convinzione che il degrado della morale di pagamento potrebbe essere contrastato in maniera semplice e credibile con una prevenzione supplementare del danno, sancita nel CO.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Quali mezzi legislativi per migliorare la morale di pagamento sono ipotizzabili soprattutto misure atte a incentivare il debitore a saldare quanto prima le fatture in sospeso. Si tratta in particolare degli approcci seguenti.

Da un lato, si potrebbe aumentare l'interesse legale di mora (che attualmente ammonta al 5 per cento conformemente all'articolo 104 capoverso 1 CO), sul modello di vari ordinamenti giuridici esteri. Il mancato pagamento delle fatture verrebbe a costare più caro al debitore, mentre il creditore sarebbe indennizzato per il ritardo nel pagamento. In tale contesto va tuttavia menzionata la mozione 08.3169, "Morale di pagamento. Porre un freno all'andazzo attuale", che chiedeva un adeguato aumento dell'interesse legale di mora. La mozione è stata accolta dal Parlamento; dopo la consultazione è stata tuttavia stralciata su proposta del Collegio governativo (FF 2012 4149). Nella sua motivazione, il Consiglio federale si è fondato soprattutto sul basso livello generale dei tassi nonché sulle riserve nei confronti di un risarcimento a titolo punitivo, estraneo all'ordinamento giuridico svizzero.

Inoltre, il 19 ottobre 2017 la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha dato seguito all'iniziativa parlamentare Regazzi 16.470, "Interessi di mora applicati dalla Confederazione in linea con i tassi di mercato", con 20 voti contro 1 e 2 astensioni. La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha approvato questa decisione il 26 aprile 2018. Con l'iniziativa si intende vincolare l'interesse di mora disciplinato all'articolo 104 CO all'andamento generale dei tassi di mercato. Di recente entrambe le commissioni si sono quindi espresse esplicitamente in favore di una riduzione dell'interesse legale di mora.

Alla luce di questi sviluppi politici, il Consiglio federale reputa superfluo esaminare di nuovo l'opportunità di aumentare l'interesse legale di mora.

Dall'altro lato, sarebbe ipotizzabile, invece di aumentare l'interesse legale di mora, di introdurre nella legge un diritto a un danno forfettario di mora. Questo può essere stabilito come danno minimo oppure in funzione dell'importo dovuto e non ancora pagato. Nel suo rapporto del 22 marzo 2017 in adempimento del postulato Comte 12.3641, "Inquadramento delle pratiche delle agenzie d'incasso", il Consiglio federale ha esaminato a fondo la problematica, e sulla base di un'analisi del diritto vigente è giunto alla conclusione che non è necessario intervenire a livello legislativo, in particolare poiché le parti sono libere di sostituire l'ordinamento legale con un proprio disciplinamento contrattuale (pag. 18 del rapporto, non disponibile in italiano). A un tale disciplinamento si oppone inoltre anche il divieto di sovraindennizzo vigente in generale per il diritto svizzero (pag. 29 seg.).

La ripresa esplicita nella legge del cosiddetto danno di mora è stata chiesta anche nella mozione Schilliger 14.4278, "Applicare il principio di causalità anche ai costi di riscossione. Precisare l'articolo 106 CO". La mozione, che il Consiglio federale aveva proposto di respingere, è stata accolta dal Consiglio nazionale il 27 settembre 2016 con 104 voti contro 78 e 3 astensioni, ma il 29 maggio 2017 è stata respinta senza voti contrari dal Consiglio degli Stati. Secondo il rapporto della commissione del Consiglio degli Stati incaricata dell'esame preliminare era determinante che la normativa vigente consisteva in diritto dispositivo. Le parti contrattuali sono libere di disciplinare autonomamente le conseguenze cagionate da un debitore moroso; non si vede la necessità di modificare la legge a scapito della libertà contrattuale.

Le misure ipotizzabili per migliorare la morale di pagamento sono state dunque di recente discusse a fondo in Parlamento e respinte. Il rapporto chiesto con il presente postulato non apporterebbe nuove conoscenze.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.