18.3740 · Interpellanza urgente · 2018-09-12
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Un'interconnessione più forte e stabile con l'Europa costituisce una grande opportunità e un vantaggio per la Svizzera. Il partenariato europeo deve essere dunque portato avanti e intensificato in modo mirato. I tempi sono stretti, poiché con l'imminente cambio ai vertici della Commissione UE e l'inizio della spinosa fase finale dei negoziati sulla Brexit, il periodo favorevole per i negoziati giungerà rapidamente al termine. Pertanto la richiesta di determinate cerchie di mantenere lo status quo è, in questo momento, inopportuna e controproducente. La Svizzera ha invece finalmente bisogno di un dibattito sulle opportunità legate al tema dell'Europa.
In questo contesto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Ritiene che sia possibile ritardare i negoziati sull'accordo quadro fino a dopo le elezioni federali senza che questo danneggi la piazza economica e scientifica?
2. Condivide l'opinione secondo la quale alla popolazione dovrebbero essere comunicate più chiaramente le opportunità di un accordo quadro?
3. Non ritiene che i progressi nella partecipazione al "Digital single market" (accesso a beni e servizi digitali, condizioni quadro ottimali per le reti digitali, servizi innovativi ecc.) siano insufficienti? Quali misure adotta per migliorare la situazione (p. es. eliminazione del geoblocking ingiustificato)?
4. Come possono essere rafforzate le cooperazioni europee nell'ambito della ricerca e in che modo la Svizzera può essere integrata nel nuovo programma quadro di ricerca dell'UE? Come si pone il Consiglio federale nei confronti dell'adesione al programma che sostituirà "Erasmus+"?
5. Quali sarebbero i vantaggi della conclusione di un accordo sul mercato dell'energia elettrica? Quali sarebbero le ripercussioni negative in caso di mancato accordo?
6. Quali sono le possibilità e le opportunità di una maggiore protezione dello spazio vitale di persone, animali e piante, che contempli una cooperazione transfrontaliera migliore (p. es. nella rete Smeraldo)?
7. Quali sono le possibilità e le opportunità legate una maggiore collaborazione giudiziaria e delle forze di polizia (p. es. cybercriminalità) e di una cooperazione militare (p. es. difesa aerea) tenuto conto della neutralità svizzera?
8. In che modo si può migliorare la promozione culturale comune con l'intento di rafforzare la cultura e la creatività europea (p. es. partecipazione al programma quadro UE "Europa creativa")?
9. In che misura la conclusione di un accordo quadro rappresenta una premessa per la cooperazione nei settori summenzionati?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il 4 luglio 2018 il Consiglio federale ha nuovamente ribadito la propria volontà di portare avanti i negoziati con l'UE in base al mandato negoziale esistente. Il Consiglio federale intende tuttavia arrivare alla conclusione di un accordo istituzionale solo se questo terrà conto degli interessi della Svizzera. In ogni caso la qualità di un accordo è più importante della velocità con cui si arriva a stipularlo. Una ponderazione coerente degli interessi politici deve tuttavia considerare anche il fatto che il blocco o l'interruzione dei negoziati avrebbe molto probabilmente conseguenze negative. Si potrebbe arrivare a una sospensione dei lavori negoziali in dossier come quelli sull'energia, sulla sanità pubblica e sulla sicurezza alimentare, a un mancato riconoscimento dell'equivalenza della regolamentazione svizzera in materia di mercati borsistici ai sensi dell'articolo 23 del MiFIR e perfino a una situazione che renda incerta la possibilità di aggiornare regolarmente gli accordi esistenti di accesso al mercato (p. es. l'MRA) o che impedisca la conclusione di un accordo sulla partecipazione della Svizzera al prossimo programma di ricerca dell'UE che sarà lanciato nel 2021. Un rinvio della soluzione delle questioni istituzionali avrebbe come effetto incertezza del diritto e insicurezza in termini di pianificazione per l'economia e si ripercuoterebbe negativamente sulla Svizzera nel suo complesso.
2. Il Consiglio federale tiene regolarmente informati il pubblico e il Parlamento, i Cantoni e i partiti politici sullo svolgimento dei negoziati e i progressi fatti e prende sempre in considerazione anche l'interesse della Svizzera a concludere un accordo istituzionale (certezza del diritto, accesso al mercato interno dell'UE assicurato, trattamento paritario degli attori svizzeri ecc.). Dato il carattere riservato dei negoziati le possibilità del Consiglio federale di divulgare informazioni sono limitate. Nel rispetto di questi limiti l'Esecutivo ha già comunque intensificato la comunicazione e intende ampliarla ulteriormente.
3. L'attuazione del cosiddetto Digital Single Market è ancora parziale all'interno della stessa UE. Un gruppo di coordinamento della Confederazione segue gli sviluppi in questo campo e valuta le misure giuridiche prese per giungere a un mercato interno digitale. Il suo compito è garantire che la creazione di un più forte mercato interno digitale nell'UE non comporti svantaggi per la Svizzera e che sia possibile per il nostro Paese prendere tempestivamente provvedimenti adeguati. Il Consiglio federale intende occuparsi in maniera approfondita del tema del geoblocking nel messaggio sull'iniziativa popolare "Stop all'isola dei prezzi elevati - per prezzi equi". Se dovesse diventare necessario introdurre misure concrete nel settore del cosiddetto Digital Single Market queste ultime dovrebbero essere esaminate tenendo conto delle relazioni Svizzera-UE nel loro complesso. Il Consiglio federale è dell'avviso che i lavori attualmente in corso in questo ambito siano sufficienti.
4. Il programma quadro dell'UE è lo strumento più importante per rafforzare la politica nel campo della scienza e dell'innovazione in Europa. Di conseguenza la partecipazione della Svizzera al futuro programma quadro dell'UE è uno dei dossier che dovrà essere affrontato in via prioritaria. Il Consiglio federale deciderà in merito all'avvio di negoziati non appena l'UE avrà definito i dettagli di tale programma. L'opportunità di un'associazione al programma che sostituirà Erasmus+ dovrà a sua volta essere esaminata tenendo conto delle relazioni tra Svizzera e UE nel loro complesso.
5. Con la conclusione di un accordo nel settore dell'energia sarebbe assicurata dal punto di vista giuridico la partecipazione della Svizzera al mercato interno dell'energia dell'UE. In questo modo i fornitori di energia svizzeri godrebbero di un accesso paritario a questo mercato e non sarebbero svantaggiati in quanto appartenenti a uno Stato terzo, come accade oggi. L'entrata della Svizzera nel mercato interno europeo dell'energia contribuirebbe a garantire l'approvvigionamento e consoliderebbe la posizione del nostro Paese come crocevia in questo ambito. Senza accordo sull'energia i fornitori svizzeri sarebbero esclusi sempre di più dai mercati a breve termine che sono particolarmente importanti per una gestione flessibile delle centrali idroelettriche. Le conseguenze per la stabilità della rete di una esclusione della Svizzera dagli sviluppi del mercato interno dell'UE sarebbero immediatamente visibili.
6. La Svizzera e l'UE cooperano per quanto riguarda la protezione degli habitat nel quadro della Convenzione di Berna per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa. Oggi sono 37 le aree svizzere riconosciute come parte della rete Smeraldo. Con l'UE sono inoltre in corso negoziati in merito a un accordo sulla salute che preveda una collaborazione più stretta per combattere le minacce a carattere transfrontaliero e le malattie trasmissibili. Parallelamente, con i negoziati in corso nel settore della sicurezza degli alimenti si auspica una cooperazione istituzionalizza con l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e la partecipazione della Svizzera al sistema di allerta rapido per gli alimenti e i mangimi (Rapid Alert System for Food and Feed, RASFF). Con questi negoziati la Svizzera punta inoltre a fare in modo che anche in futuro il settore dei prodotti fitosanitari rientri nel campo di applicazione di accordi bilaterali in ambito agricolo. Il settore fitosanitario (misure contro l'introduzione di organismi particolarmente nocivi) è oggi già coperto dall'accordo agricolo in vigore tra Svizzera e UE.
7. Mentre la collaborazione giudiziaria in ambito penale tra la Svizzera e gli Stati europei si basa in primo luogo su strumenti del Consiglio d'Europa, la cooperazione transfrontaliera a livello di polizia fa leva soprattutto sulle strette relazioni con l'UE regolate attraverso gli accordi. L'accordo di associazione a Schengen svolge in questo ambito - anche grazie all'accesso allo "spazio d'indagine europeo" - un ruolo centrale. La Svizzera partecipa inoltre ad altri importanti organismi come Europol ed Eurojust e approfondisce la collaborazione nei settori in cui ritiene possibile e utile farlo. Il Consiglio federale e il Parlamento si troveranno nel prossimo futuro a valutare l'opportunità di approvare altri due accordi, uno relativo alla partecipazione alla "cooperazione di Prüm", l'altro riguardante l'accesso delle autorità di perseguimento penale alla banca dei dati biometrici dell'UE (Eurodac). La partecipazione alla direttiva PNR (uso dei dati del codice di prenotazione a fini di lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata) o a ECRIS (il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali) è al momento in fase di esame.
Nello specifico campo della cybercriminalità la Svizzera si impegna nell'elaborazione di una strategia che contrasti la diffusione di contenuti pericolosi attraverso il web (p. es. con la partecipazione al Forum dell'UE su Internet) e sostiene il piano d'azione dell'UE per l'eliminazione di contenuti terroristici da Internet. Partecipa inoltre attivamente all'ulteriore elaborazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla cybercriminalità.
La cooperazione militare in Europa ha luogo a più livelli e comprende la cooperazione bilaterale ma anche, per esempio, il partenariato per la pace della NATO. In particolare per il controllo dello spazio aereo la Svizzera lavora a stretto contatto con gli Stati limitrofi sulla base di accordi bilaterali. A titolo di esempio, il Parlamento ha approvato nel maggio del 2018 una convenzione tra la Svizzera, la NATO e la Germania per la partecipazione a "Air Situation Data Exchange" (il sistema di scambio di dati sullo spazio aereo). La cooperazione in materia di difesa all'interno dell'UE è attualmente in una fase molto dinamica. Il Consiglio federale segue questi sviluppi ed esamina via via le possibili opzioni.
8. Per migliorare la promozione culturale comune la Svizzera è interessata a un'associazione al programma quadro dell'UE "Europa creativa". Il programma attuale si concluderà alla fine del 2020. Se non dovesse essere più possibile assicurare in tempi stretti la partecipazione della Svizzera a questo programma, si dovrebbe verificare la possibilità di partecipare al programma successivo (2021-2027). Al momento si applicano in ogni caso le misure compensative MEDIA, adottate dal Consiglio federale, che mirano a limitare gli eventuali svantaggi derivanti dalla mancata partecipazione al programma "Europa creativa".
9. L'accordo istituzionale si riferisce giuridicamente solo ai cinque accordi bilaterali di accesso al mercato esistenti (libera circolazione delle persone, MRA, accordo agricolo, accordi nell'ambito del traffico aereo e dei trasporti terrestri). È inoltre la condizione necessaria per la conclusione di altri accordi di accesso al mercato. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto sono attualmente in corso negoziati su alcuni dossier specifici: energia, cabotaggio aereo, sicurezza alimentare (estensione dell'accordo agricolo a tutte le derrate alimentari). De facto l'UE collega a livello politico i negoziati anche ad altri accordi, ma la Svizzera non accetta questa posizione. Le relazioni Svizzera-UE e gli interessi reciproci vanno ben oltre le questioni legate all'accesso al mercato, come dimostrano le risposte alle domande 3-8. In che modo un rallentamento dei negoziati istituzionali potrebbe ripercuotersi in generale sulle relazioni tra la Svizzera e l'UE è difficile da valutare nei singoli casi (si veda anche risposta 1).
Risposta del Consiglio federale.