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18.3767 · Interpellanza · 2018-09-17

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Nelle prigioni israeliane i detenuti palestinesi sono confinati in vere e proprie strutture di massima sicurezza e sono sottoposti a umiliazioni quotidiane che hanno lo scopo di spezzare la volontà di uomini, donne e bambini. Eccone la prova: nel 2017 i detenuti hanno indetto uno sciopero della fame durato 41 giorni per far valere le loro rivendicazioni. Va segnalato che nelle carceri israeliane centinaia di bambini sono detenuti illegalmente, circostanza che costituisce una violazione delle convenzioni di Ginevra. Questi bambini sono stati arrestati arbitrariamente. Alcuni rapporti parlano di abusi, tra cui minacce e intimidazioni di vario genere, detenzione per mesi senza capi d'accusa, diritto di visita negato ai familiari dei detenuti.

È generalmente riconosciuto che il politico palestinese Marwan Barghouti, detenuto da 17 anni, è l'unica figura politica a cui il popolo palestinese riconosca la credibilità necessaria per rilanciare il processo di pace, ormai quasi compromesso a causa della politica di insediamento illegale di Israele.

Visto il contesto di cui sopra, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. Il nostro Paese, sede del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e depositario delle Convenzioni di Ginevra, è preoccupato per le condizioni di detenzione inflitte ai prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane?

2. I prigionieri palestinesi sono detenuti in penitenziari situati in territorio israeliano, sebbene la Convenzione di Ginevra vieti alla potenza occupante di detenere prigionieri nel proprio territorio. Fino a un anno fa, ai parenti dei detenuti veniva concessa una giornata di visita due volte al mese. Il CICR ha annullato di sua iniziativa uno di questi giorni di visita al mese per i quali organizza il trasporto dei familiari. - Qual è la posizione del Consiglio federale in merito alla condotta del CICR?

3. Sembra che il CICR abbia addotto ragioni finanziarie per motivare la cancellazione di uno dei giorni di visita dei parenti ai detenuti. - In questo caso, la Svizzera sarebbe disposta a cofinanziare l'organizzazione di questi giorni di visita?

4. La Svizzera non dovrebbe impegnarsi attivamente per la liberazione del politico palestinese Barghouti? Non è generalmente riconosciuto che egli è una delle poche persone in grado di unire il popolo palestinese e rilanciare il processo di pace interrotto?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è preoccupato delle informazioni presentate dall'Alto Commissariato dell'ONU per i diritti umani nei suoi rapporti del febbraio 2018 e in particolare nel rapporto "Human rights situation in the Occupied Palestinian Territory, including East Jerusalem" (A/HRC/37/42). I rapporti in questione comprovano l'impiego molto diffuso di arresti arbitrari e descrivono le condizioni di detenzione nelle prigioni palestinesi. La Svizzera esorta regolarmente le autorità israeliane a rispettare i loro obblighi internazionali anche verso i prigionieri palestinesi detenuti nelle loro carceri.

2./3. Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) svolge le sue attività umanitarie in maniera indipendente. Per quanto riguarda le visite dei familiari ai palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane, nel 2016 il CICR ha deciso di limitarle, poiché i parenti approfittavano sempre meno dei giorni di visita.

Nelle sue attività umanitarie, il CICR vuole impiegare le risorse nella maniera più efficiente possibile e secondo le reali esigenze. Il Consiglio federale, che dona fondi al CICR, accoglie favorevolmente questa procedura. Non è previsto un sostegno finanziario diretto di queste visite da parte della Svizzera.

4. Nel 2004 un tribunale israeliano ha condannato Marwan Barghuthi a cinque ergastoli e 40 anni di prigione. Casi singoli di detenuti vengono discussi a livello bilaterale con le competenti autorità.

Risposta del Consiglio federale.