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18.3884 · Mozione · 2018-09-26

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di avviare una campagna nazionale "Gli uomini contro la violenza sulle donne". La violenza, quella domestica in particolare, è esercitata prevalentemente da (singoli) uomini su donne. Da un lato occorre sostenere e assistere le vittime femminili, dall'altro gli autori (uomini e, più di rado, donne) vanno messi in condizione di abbandonare il proprio comportamento violento. Andrebbero messi in discussione i ruoli e gli stereotipi sessuali, nonché l'autostima e il concetto di virilità degli uomini. Per impedire la violenza sulle donne occorre sensibilizzare gli uomini al problema della violenza maschile: gli interessati vanno resi consapevoli del loro comportamento violento e devono saper riconoscere tempestivamente i propri schemi comportamentali; devono imparare ad assumerne la responsabilità e a modificare il proprio comportamento. Oltre a rendere attenti alla violenza sulle donne, nel quadro della campagna si potrebbero anche pubblicizzare e sostenere gli attuali e/o i nuovi consultori per uomini. Il Consiglio federale è pertanto incaricato di avviare una campagna nazionale di prevenzione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Come esposto nella sua risposta all'interrogazione urgente 18.1047 del Gruppo socialista "Violenza contro le donne. È ora di agire con decisione!", il Consiglio federale condanna qualsiasi forma di violenza, in particolare quella rivolta contro le donne, che considera inaccettabile.

La Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul; RS 0.311.35) è entrata in vigore in Svizzera il 1° aprile 2018, obbligando il nostro Paese ad adottare le misure che s'impongono per incoraggiare tutti i membri della società, in particolare gli uomini e i ragazzi, a contribuire attivamente alla prevenzione delle diverse forme di violenza in essa contemplate. A livello federale e cantonale, i lavori di attuazione del trattato sono già stati avviati. Il 13 novembre 2018 si è svolto un convegno nazionale, in occasione del quale la Confederazione ha pubblicato una panoramica dei compiti correnti e delle misure permanenti adottate dagli attori federali per prevenire e combattere la violenza sulle donne e la violenza domestica. Al convegno hanno preso parte anche i Cantoni, che hanno fatto il punto della situazione sulle misure da essi messe in atto.

Oltre all'attuazione della Convenzione di Istanbul, il Consiglio federale prevede diverse misure di protezione a tutela delle vittime di violenza. Una di queste è la legge federale intesa a migliorare la protezione delle vittime di violenza (FF 2017 6267), che modifica il Codice civile, il Codice di procedura civile, il Codice penale e il Codice penale militare. Con la revisione legislativa proposta s'intende colmare le lacune rilevate nel diritto vigente e migliorare la protezione delle vittime di violenza domestica e di stalking. L'oggetto è in fase di deliberazione in Parlamento. La modifica prevista dell'articolo 55a del Codice penale conferisce alle autorità giudiziarie la facoltà di obbligare gli imputati a seguire un programma rieducativo contro la violenza. Questa misura può contribuire ad accrescere la diffusione di simili offerte.

L'istituzione e il finanziamento dei servizi di sostegno e dei consultori per autori di violenza sono di competenza dei Cantoni (cfr. il parere del Consiglio federale in risposta al postulato Feri Yvonne 14.3417 "Porre fine alla violenza domestica attraverso la responsabilizzazione sistematica di chi se ne rende colpevole"), i quali devono altresì provvedere a far conoscere queste strutture al pubblico cui sono destinate. Attualmente sono 25 i Cantoni che dispongono di offerte rivolte a uomini e donne che hanno commesso atti di violenza.

Considerate le misure in atto e come dichiarato nella sua risposta alla citata interrogazione urgente 18.1047 del Gruppo socialista, al momento il Consiglio federale non intende condurre una campagna nazionale di sensibilizzazione e prevenzione, tenuto conto anche della competenza cantonale in materia (cfr. la risposta all'interrogazione Feri Yvonne 16.1043 "Campagna di prevenzione 'No significa no'"). Questo aspetto, tuttavia, sarà approfondito con i Cantoni nel quadro dei lavori per l'ulteriore attuazione della Convenzione di Istanbul.

Come sottolineato nella risposta all'interrogazione Feri Yvonne 16.1043, l'esperienza insegna che, per avere sufficiente visibilità, una campagna nazionale richiede investimenti dell'ordine di circa due milioni di franchi l'anno e per avere un effetto duraturo nel tempo deve essere ripetuta per diversi anni e sempre con la stessa dotazione finanziaria. Al momento la Confederazione non dispone di questi mezzi. Inoltre occorrerebbe verificare, con i servizi cantonali preposti, se una campagna nazionale di sensibilizzazione sia effettivamente lo strumento adatto per influenzare il comportamento degli autori di violenza e per rendere le vittime maggiormente consapevoli dei loro diritti - oppure se siano più indicate altre misure.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.