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Assistenza sanitaria nel settore della salute psichica. Che cosa fa il Consiglio federale per rimediare alle lacune e all'offerta nettamente insufficiente in quest'ambito e per garantire alla popolazione l'accesso alle cure necessarie?

18.4016 · Interpellanza · 2018-09-28

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Nel 2016 e nel 2017 l'UFSP ha commissionato due studi sull'assistenza sanitaria fornita in Svizzera nel settore della salute psichica. Dai risultati emerge un'offerta nettamente insufficiente per i bambini e gli adolescenti (lunghi tempi d'attesa, penuria di personale specializzato, carenza di offerte in tutte le regioni, in particolare nell'ambito delle prestazioni coperte dall'assicurazione di base). Nella presa a carico degli adulti si constata una penuria di personale specializzato negli istituti e nelle regioni rurali (carenza di offerte rapidamente accessibili, carenza generale di offerte nei contesti ambulatoriali e intermedi, lacune nell'accesso e nella presa a carico di persone con una malattia psichica che rende la terapia più difficile, penuria di posti di cura finanziati dall'assicurazione di base). Va precisato che la densità di psichiatri per abitante non è un valido indicatore dell'offerta di cure (un altro studio rileva che entro il 2023 mancheranno 1000 psichiatri). Inoltre, i problemi di accessibilità si traducono in lunghi tempi di attesa (anche nelle regioni con una densità elevata di psichiatri), provocati dal fatto che il modello della delega con consente agli psicologi-psicoterapeuti di sgravare sufficientemente gli psichiatri.

Lo studio del 2017 evidenzia anche il sottoinvestimento della Svizzera nel settore della salute psichica. Per le cure psichiche la spesa media (9,2 per cento) è inferiore a quella degli altri Paesi presi in esame e questo dato rimane stabile da anni. I Paesi Bassi, ad esempio, investono il doppio (20,9 per cento). La penuria fa sì che la percentuale delle persone alla ricerca di un sostegno professionale per problemi psichici sia nettamente più bassa in Svizzera rispetto ai Paesi raffrontati (5 per cento contro il 12-18 per cento). Secondo le stime, una persona su tre non si fa curare, il che si traduce in costi enormi: assenze dal lavoro per burn-out, ricoveri ospedalieri evitabili, rendite AI eccetera.

Alla luce di quanto suesposto, che cosa fa concretamente il Consiglio federale per risolvere questa preoccupante situazione? Quali misure intende adottare, con quali scadenze e a quali costi? E che cosa conta di fare, entro quando e a quale costo, per garantire a chiunque l'accesso agli psicologi-psicoterapeuti? Intende introdurre il modello della prescrizione affinché queste cure siano coperte dall'assicurazione di base?

Stellungnahme des Bundesrates

Da accertamenti e dagli studi summenzionati è emerso che l'assistenza psichiatrica è sostanzialmente garantita, ma richiederebbe miglioramenti, soprattutto per determinati gruppi della popolazione (bambini e adolescenti) e con riferimento a regioni e forme di offerta specifiche.

Le problematiche descritte sono complesse. La quota di trattamento differisce dal fabbisogno teorico per le seguenti ragioni: situazione dell'offerta (p. es. densità dell'offerta di assistenza, ripartizione dei compiti tra gruppi professionali), ostacoli all'accesso (p. es. ostacoli linguistici e culturali, scarsa raggiungibilità e tempi d'attesa, carenza di offerte a bassa soglia) e sottoutilizzazione da parte delle persone interessate (p. es. stigmatizzazione). Questa differenza esiste in tutti i Paesi. Gli studi commissionati dall'UFSP forniscono informazioni qualitative sulle lacune di trattamento, ma non consentono una quantificazione. I dati dei Paesi Bassi e della Svizzera concernenti la ricerca di un sostegno professionale si basano su indagini differenti e non sono quindi confrontabili direttamente. Per esempio nell'Indagine sulla salute in Svizzera sono state poste domande in un ambito molto più ristretto rispetto all'Eurobarometro, su cui si basano le indicazioni dei Paesi Bassi.

Anche la quota di spesa per i disturbi psichici rispetto alla spesa globale della sanità è stata calcolata differentemente per i due Paesi. Il valore per i Paesi Bassi è uno dei valori più alti tra i Paesi OCSE. Il 57 per cento di questa quota comprende anche i costi per le cure a lungo termine per la demenza o per i disabili. Altri Paesi OCSE presentano valori più simili a quelli della Svizzera. La quota del 9,2 per cento indicata per la Svizzera comprende soltanto i costi lordi per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS), esclusi i costi per medicamenti o prestazioni psichiatriche e di psicoterapia fornite da medici con specializzazione diversa dalla psichiatria (p. es. medici di base) e sottostima il valore reale.

Per quanto riguarda il numero di psichiatri, nella sua risposta all'interpellanza Eder 16.3060, "Continuare a garantire il trattamento delle malattie psichiche tramite l'assicurazione di base", il Consiglio federale ha spiegato che le cifre disponibili non fanno supporre alcuna lacuna in essere o incombente nell'assistenza. Tuttavia per il reclutamento delle nuove leve la Svizzera dipende fortemente dall'estero.

Nel rapporto sul futuro della psichiatria in Svizzera in adempimento del postulato Stähelin 10.3255, il Consiglio federale ha constatato la necessità di sviluppare ulteriormente l'offerta di strutture, in particolare di quelle per situazioni di crisi e di emergenza e le offerte intermedie con team interdisciplinari (che offrono anche assistenza sociale e sostegno nella vita quotidiana) e il loro finanziamento a lungo termine. La Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità si è data l'obiettivo di trovare, insieme ai Cantoni e agli assicuratori malattie, una regolamentazione che stabilizzi il finanziamento delle cliniche psichiatriche diurne. Per quanto riguarda il miglioramento delle strutture d'assistenza, sono chiamati in causa in primo luogo i Cantoni, le associazioni professionali e i fornitori di prestazioni. La Confederazione non ha la competenza per affrontare direttamente i problemi di ripartizione tra città e campagna.

Riguardo alla psicoterapia psicologica, nelle sue risposte all'interrogazione Prelicz-Huber 11.1068, "Includere la psicoterapia paramedica nell'assicurazione di base", all'interpellanza Eder 16.3060 sopramenzionata e all'interpellanza Marchand-Balet 18.3446, "Un modello basato sulla prescrizione per gli psicologi", il Consiglio federale ha affermato che sta esaminando diversi modelli per l'autorizzazione degli psicoterapeuti psicologici nel quadro dell'AOMS. I lavori per un modello alternativo, che consenta di migliorare la qualità dell'assistenza ed evitare un inutile aumento quantitativo, sono in corso. I prossimi passi concreti sono previsti per il 2019. In assenza di fonti di dati valide non è al momento ancora possibile fornire indicazioni in merito alle ripercussioni sui costi.

Risposta del Consiglio federale.

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