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18.4074 · Postulato · 2018-09-28

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale di elaborare un rapporto sull'impatto della tassa sulle bevande zuccherate nei Paesi in cui è stata introdotta. Vorrei conoscere le conseguenze di questa tassa sul prezzo e sul consumo. Chiedo anche una stima del gettito potenziale di questa tassa in Svizzera, che potrebbe essere destinato alla prevenzione delle malattie legate all'eccesso di zucchero.

Begründung

In Svizzera, oltre il 40 per cento degli adulti e il 20 per cento dei bambini sono in sovrappeso e 400 000 persone soffrono di diabete. La causa principale: lo zucchero ingerito attraverso le bevande. Ogni abitante consuma in media 38 chili di zucchero all'anno, ossia oltre il doppio della quantità massima raccomandata dall'OMS e addirittura quattro volte la quantità consigliata. In media, ogni svizzero beve 82 litri di bibite gassate e bevande energetiche all'anno, uno dei consumi più elevati in Europa.

Questo è tanto più preoccupante in quanto le bibite svizzere contengono quantità di zucchero considerevoli nel confronto internazionale. Esempio: un litro di Fanta Lemon contiene 103 grammi di zucchero in Svizzera, contro 45 grammi in Gran Bretagna e 63 in Francia. Spiegazione: una trentina di Paesi hanno scelto di tassare le bevande rinfrescanti contenenti zucchero aggiunto per proteggere la salute dei loro cittadini. La Finlandia lo fa addirittura dal 1940.

Di conseguenza multinazionali come Coca-Cola o Nestlé hanno ridotti il contenuto di zucchero di alcune bibite per mantenere competitivi i prezzi. L'effetto della tassa è stato particolarmente rapido in Gran Bretagna, dove i produttori hanno ridotto il contenuto di zucchero non appena è stato reso noto l'esito del voto sulla tassa, senza attenderne l'effettiva entrata in vigore il 6 aprile scorso.

Secondo l'OMS, un aumento del 20 per cento del prezzo delle bevande zuccherate potrebbe ridurne il consumo nella stessa misura.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Lo zucchero è contenuto non soltanto in dolciumi e bevande zuccherate, ma anche in alimenti come yogurt, muesli, ketchup, salse e minestre. In Svizzera il consumo giornaliero pro capite di zucchero è di circa 110 grammi, pari quasi al doppio di quello raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Dal punto di vista della protezione della salute vi è effettivamente la necessità di intervenire.

La Strategia nutrizionale svizzera 2017-2024 elaborata dal Dipartimento federale dell'interno prevede diverse misure, tra cui la sensibilizzazione della popolazione e il miglioramento delle condizioni quadro. Quest'ultimo consiste, in particolare, nel miglioramento della composizione delle derrate alimentari e dei pasti nell'ambito della ristorazione collettiva (inclusa la riduzione degli zuccheri) e nella limitazione della pubblicità di prodotti ricchi di zucchero, sale e grassi destinata ai bambini. Tutte queste misure si basano su impegni assunti volontariamente dall'industria, come quello di ridurre lo zucchero nello yogurt e nei cereali per la colazione concordato nella Dichiarazione di Milano sottoscritta nel 2015. Una tassa sulle bevande zuccherate implicherebbe una regolamentazione statale non prevista dall'attuale strategia nutrizionale.

Già oggi l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria sta studiando la riduzione del consumo di zucchero e i mezzi per ottenerla in un approccio globale e segue con attenzione le esperienze fatte nei Paesi che hanno introdotto una tassa (Francia, Gran Bretagna ecc.). Non è dunque necessario elaborare il rapporto richiesto.

Pur consapevole che soltanto progressi costanti potranno garantirne la credibilità e ridurre la pressione per ulteriori misure, il Consiglio federale è convinto della necessità di proseguire con l'impegno volontario.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.