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18.4257 · Interpellanza · 2018-12-13

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Quasi mille svizzeri hanno sofferto nei campi di concentramento nazisti. Il capitolo più sanguinoso della recente storia elvetica è stato però fino a oggi trascurato dalla ricerca nonostante gli Archivi federali accolgano 1600 dossiers personali. Chiedo al Consiglio federale:

1. Se intende lanciare un programma di promozione del FNS per sostenere la ricerca storica sulle vittime svizzere di questo tragico passato?

2. È d'accordo di promuovere iniziative che commemorino le vittime svizzere dell'Olocausto?

Begründung

Nonostante diversi fondi siano stati destinati alla ricerca storica soprattutto riguardo il ruolo del nostro Paese durante la seconda guerra mondiale, non c'è ancora un lavoro di ricerca dedicato a tutti gli svizzeri internati nei campi di concentramento, sebbene i deportati e le vittime compaiano in diversi rapporti della Consiglio federale durante gli anni Cinquanta e nonostante gli oltre 1600 dossier personali conservati nell'Archivio federale svizzero. Stando ad alcuni esperti, le biografie delle vittime non sono mai state vagliate sistematicamente, limitando il dibattito scientifico rispetto a quanto fatto in altri paesi. Persino in studi importanti sulle vittime europee del nazismo, la Svizzera rimane esclusa. Ciò fa sì che nel nostro Paese non vengono né ricordate né commemorate le memorie delle vittime del nazismo. L'Olocausto è ancora percepito come qualcosa di alieno rispetto alla Svizzera. Anche dagli storici. Allo scopo di favorire una presa di coscienza collettiva sul fatto che anche degli svizzeri sono stati vittime del terrore nazista, sarebbe auspicabile che la Confederazione - in un particolare momento storico in cui si assiste a un ritorno di simpatie da parte di taluni movimenti per il nazismo - si faccia promotrice di un lavoro di memoria nei confronti delle nostre vittime. Così potrebbe essere dimostrato un legame diretto tra questo tragico passato con la Svizzera e dare un posto alle vittime svizzere dell'Olocausto nella memoria collettiva.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale riconosce l'importanza della libera ricerca storica sull'Olocausto, compresi i suoi legami con la Svizzera. Per quanto riguarda il lavoro di ricerca sulle vittime svizzere, i documenti conservati presso l'Archivio federale svizzero sono liberamente accessibili, indipendentemente dal fatto che le vittime siano state o meno deportate in un campo di concentramento nazista. Il Consiglio federale è del parere che in casi simili la messa a disposizione di risorse straordinarie non sia giustificabile. Ha già ribadito questa posizione nelle sue risposte alla mozione Perrin 13.3304, "Persone rinviate forzatamente alla frontiera svizzera nel corso della seconda guerra mondiale. Verità storica piuttosto che politica", e all'interpellanza 14.4152, "Chiarimento delle relazioni tra la Svizzera e l'ex-Repubblica democratica tedesca". I ricercatori possono tuttavia fare domanda in qualsiasi momento per gli usuali strumenti di promozione. I servizi federali competenti sono inoltre pronti a fornire supporto nel reperimento e nell'accesso a informazioni non presenti nell'Archivio federale.

2. Il Consiglio federale è pienamente consapevole dell'importanza della sensibilizzazione, soprattutto delle giovani generazioni, in merito alla persecuzione subita dalle vittime del nazionalsocialismo, come ha affermato nel suo parere a seguito della mozione Munz 17.3400, "Riconoscere la Giornata commemorativa dell'Olocausto dei Rom". Il rapporto nazionale presentato nel 2015 all'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto (IHRA) e il rapporto della presidenza svizzera dell'IHRA 2017 riportano tutte le misure prese in questo ambito. Entrambi i documenti si trovano sul sito Internet dell'IHRA (http://holocaustremembrance.com/member-countries/switzerland). I servizi competenti dell'Amministrazione federale sono disponibili a fornire il loro sostegno a progetti pertinenti.

Risposta del Consiglio federale.