18.4317 · Interpellanza · 2018-12-14
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale ritiene possibile obbligare i supermercati e i distributori a sostituire l'uso di sacchetti di plastica sugli scaffali con sacchetti compostabili (come in Italia)?
2. Il Consiglio federale ritiene possibile definire una norma, sotto forma di percentuale, per obbligare i commercianti a non superare una determinata quantità di imballaggi di plastica?
3. Cosa pensa il Consiglio federale della proposta di vietare anche gli imballaggi della frutta e della verdura venduta sfusa (comprese le vaschette di plastica e di polistirolo)?
Begründung
Come recentemente sottolineato da Greenpeace, la Svizzera produce 700 chilogrammi di rifiuti pro capite l'anno. Questo fa del nostro Paese il terzo produttore mondiale, dopo Danimarca e Stati Uniti.
Gli imballaggi sono certamente necessari, ma il loro attuale uso eccessivo è problematico poiché la maggior parte di essi non viene riciclata.
Anche le microparticelle di plastica che gli imballaggi possono lasciare sugli alimenti sono dannose per la salute. L'Italia ha dimostrato che è possibile agire: in questo Paese, infatti, i sacchetti disponibili nei supermercati sono ora compostabili. Il tema degli imballaggi in plastica inquieta particolarmente i giovani svizzeri: diversi di loro hanno infatti espresso le proprie preoccupazioni in merito nell'ambito del progetto "Cambia la Svizzera!" della Federazione Svizzera dei Parlamenti dei giovani.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui in Svizzera si producono troppi rifiuti e che sono opportune misure di riduzione degli imballaggi e dei rifiuti. Per questo motivo, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) sta elaborando una strategia di prevenzione dei rifiuti contenente misure concrete. Ad esempio, in futuro si dovrà evitare l'eccesso di imballaggio. Spesso, segnatamente nel caso di campagne promozionali, due o più imballaggi vengono ulteriormente uniti mediante pellicole. Le quantità di imballaggi possono anche essere ridotte rinunciando a imballaggi sovradimensionati, pieni solo per due terzi. Il Consiglio federale non ritiene tuttavia opportuno obbligare il commercio al dettaglio a sostituire i sacchetti di plastica con buste compostabili. Il bilancio ecologico complessivo dei sacchetti di plastica compostabile è peggiore rispetto a quello dei sacchetti di plastica o di carta. Questo dato di fatto è stato dimostrato, tra l'altro, da uno studio svolto nel 2014 dal Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa). Inoltre, non tutti gli impianti di biogas e di compostaggio in Svizzera sono in grado di decomporre completamente i sacchi compostabili. Quando l'obbligo interessa soltanto una parte del commercio al dettaglio o si mette in circolazione un gran numero di sacchetti diversi, diventa più difficile distinguere tra quelli di plastica compostabile e quelli non compostabili. Ne consegue quindi un aumento del rischio complessivo che tale misura comporti la diffusione nell'ambiente di una quantità di plastica superiore a quella attuale.
2. L'obiettivo della suddetta strategia di prevenzione dei rifiuti è di ridurre le elevate quantità di rifiuti pro capite menzionate nell'interpellanza. Inoltre, nel quadro di questa strategia sono valutate le politiche pertinenti a livello di UE e nei Paesi limitrofi. Oltre agli imballaggi di plastica, occorre tener conto anche di altri materiali da imballaggio e dell'impatto ambientale dei prodotti stessi. Tuttavia, l'imballaggio rappresenta di solito solo una piccola parte dell'impatto ambientale totale di un prodotto. Poiché in Svizzera gli imballaggi (ad eccezione del littering) sono generalmente smaltiti correttamente e oggetto di una valorizzazione materiale o termica, solo una piccola parte finisce nell'ambiente. In questo contesto, il Consiglio federale ritiene che l'adozione di una norma che prevede valori limite in termini percentuali per gli imballaggi in plastica sia poco consona agli obiettivi.
3. L'articolo 30a lettera a della legge sulla protezione dell'ambiente (RS 814.01) offre una base giuridica per vietare a determinate condizioni la messa in commercio di prodotti a vita breve. Vietare gli imballaggi per verdura e frutta, che possono essere venduti anche come merce sfusa, comporterebbe probabilmente una lieve riduzione dell'inquinamento ambientale. I maggiori dettaglianti vendono già una buona parte della verdura e della frutta come merce sfusa, contribuendo quindi a ridurre i rifiuti di imballaggi. Dal punto di vista ambientale, il vantaggio principale di questa tipologia di vendita è però che i consumatori possono acquistare esattamente la quantità di cui hanno bisogno. Ne consegue quindi un minor spreco di cibo. Nel caso della frutta e della verdura sensibili alla pressione tattile, l'imballaggio offre per contro protezione contro il deterioramento prematuro e quindi svolge anche una funzione importante per evitare sprechi alimentari. Il Consiglio federale ritiene che l'introduzione di un divieto per gli imballaggi di frutta e verdura sia al momento sproporzionata.
Risposta del Consiglio federale.