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18.4322 · Interpellanza · 2018-12-14

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

A quanto riportato dai media, il 21 novembre scorso, l'UFC ha consegnato all'Ambasciata egiziana 26 presunti reperti archeologici. Nonostante l'Ambasciata egiziana ne abbia confermata l'autenticità, secondo alcuni esperti 25 di essi sarebbero dei falsi.

Alla luce della prassi che emerge da questo episodio, è lecito porsi alcune domande sui principi secondo cui è applicata la legge sul trasferimento dei beni culturali (LBTC):

1. È vero che di fronte a reperti archeologici l'UFC, contrariamente alle disposizioni legali, ne dà per scontata l'importanza culturale, estendendo così di parecchio la definizione della legge, per esempio a insignificanti prodotti di massa dell'antichità?

2. Il Consiglio federale è consapevole che con questa prassi un numero molto maggiore di persone non precisamente al centro dell'attenzione della LTBC dovrà fare i conti con le sue disposizioni penali e con le conseguenze negative che ne derivano?

3. È vero che in casi in cui sono applicabili la LTBC e l'AIMP l'UFC consiglia attivamente le autorità di perseguimento penale e influenza il corso dei procedimenti? Per esempio inducendole a non sospenderli, come invece intendevano fare, senza averne mai esaminato i dossier?

4. Il Consiglio federale è consapevole che l'UFC, inducendo le autorità di perseguimento penale a ordinare la confisca indipendente anche di fronte a prove insufficienti, lede la garanzia costituzionale della proprietà nei confronti di terzi in buona fede?

5. All'atto di importare un oggetto, se sottoposto a un controllo dell'obbligo di diligenza, secondo le circostanze il proprietario deve presentare un'autorizzazione d'esportazione del luogo d'acquisto. È vero che, per le importazioni da Stati con cui abbiamo concluso un accordo bilaterale, l'UFC, indipendentemente dal luogo d'acquisto chiede anche un'autorizzazione d'esportazione del luogo di fabbricazione o del luogo di ritrovamento?

6. Se sì, è vero anche quando l'oggetto acquistato non viene esportato dallo Stato di fabbricazione o dallo Stato di ritrovamento, ma da uno Stato terzo, cioè, per esempio, quando un oggetto egizio è acquistato in Inghilterra ed esaminato dalle autorità locali, che ne autorizzano l'esportazione?

7. Come possono i musei, i commercianti e i collezionisti svizzeri ottemperare ai doveri supplementari loro imposti quando non è possibile risalire al luogo di fabbricazione o al luogo di ritrovamento?

8. L'UFC chiede un'autorizzazione d'esportazione del luogo di fabbricazione o del luogo di ritrovamento anche per gli oggetti già trattati sul mercato dell'arte prima dell'entrata in vigore della LTBC o della conclusione di un accordo bilaterale in materia?

Stellungnahme des Bundesrates

La collaborazione tra il servizio specializzato Trasferimento internazionale dei beni culturali e i Paesi terzi è disciplinata nella legge sul trasferimento dei beni culturali (LTBC; RS 444.1), sulla base della quale la Svizzera conclude accordi bilaterali complementari con i Paesi terzi il cui patrimonio culturale è particolarmente minacciato.

Secondo la ripartizione dei compiti fra la Confederazione e i Cantoni prevista dal legislatore, all'UFC spetta verificare se vi possa essere il sospetto di trasferimenti illeciti, ma non accertare definitivamente i fatti.

Nel caso in questione, la confisca degli oggetti restituiti è avvenuta in seguito a due sentenze cantonali passate in giudicato.

Nel primo procedimento, poiché le autorità egiziane avevano esplicitamente confermato l'autenticità degli oggetti, l'UFC non aveva alcun motivo per far effettuare una controperizia, quanto al secondo, l'autenticità era stata inequivocabilmente confermata da un perito svizzero.

L'inchiesta conclusiva e l'accertamento dei fatti, ad esempio dell'autenticità di un oggetto, sono di competenza delle autorità cantonali di perseguimento penale. Successivamente, l'UFC è tenuto per legge a restituire gli oggetti confiscati in seguito a una sentenza cantonale (art. 28 LTBC e art. 27 OTBC). Nei procedimenti in questione, questi principi sono stati rispettati.

1./2. Poiché dai dibattiti parlamentari sulla LTBC è emerso che gli oggetti archeologici vanno per principio qualificati come importanti, non vi è alcuna estensione della definizione legale e l'UFC si attiene alla volontà del legislatore. La prassi corrente è stata confermata da numerose sentenze dal 2005 a oggi e risponde allo scopo della LTBC, ossia fornire un contributo al mantenimento del patrimonio culturale dell'umanità e impedire il saccheggio e l'importazione ed esportazione illecite di beni culturali, di cui sono oggetto in particolare i reperti archeologici. L'obiettivo della LTBC non è quindi compromesso.

3./4. In materia di trasferimento dei beni culturali, l'UFC ha l'obbligo legale di consigliare, coadiuvare e coordinare i lavori con le autorità federali e di consigliare le autorità cantonali e collaborare con esse (art. 18 lett. a e b LTBC), allo scopo di chiarire le condizioni quadro giuridiche pertinenti.

Il perseguimento e il giudizio dei reati secondo la LTBC competono ai Cantoni (art. 27 LTBC) e quindi la sospensione di un procedimento o la confisca di oggetti sono decise esclusivamente dalle autorità cantonali di perseguimento penale e non dall'UFC. Nell'applicazione del diritto le autorità penali sono indipendenti e sottostanno soltanto al diritto (art. 4 cpv. 1 del codice di procedura penale, CPP; RS 312.0). L'UFC non ha alcuna facoltà di impartire istruzioni in tali procedimenti.

5./6. I controlli all'importazione di un bene culturale e i controlli degli obblighi particolari di diligenza sono due cose chiaramente distinte.

Nel primo caso, i beni culturali vanno specificamente dichiarati come tali alla dogana, fornendo informazioni il più possibile precise sul luogo di fabbricazione o di ritrovamento e indicando inoltre se l'esportazione dell'oggetto sia soggetta ad autorizzazione. L'autorizzazione dev'essere presentata se beni culturali oggetto di un accordo bilaterale vengono esportati dallo Stato contraente. La persona soggetta all'obbligo di dichiarare è responsabile della conformità alla legge della dichiarazione.

Si tratta di disposizioni legali svizzere relative all'importazione di beni culturali che vanno rispettate in ogni caso.

Gli obblighi particolari di diligenza si applicano invece soltanto alle persone operanti nel commercio d'arte e nelle aste pubbliche. In caso di controllo del rispetto di questi obblighi, un'autorizzazione di esportazione può eventualmente servire come prova che un oggetto non è stato rubato né è frutto di saccheggio.

7. Per adempiere al proprio obbligo di diligenza, le persone operanti nel commercio d'arte e nelle aste pubbliche sono tenute a registrare l'origine del bene culturale, "se è nota" (combinato disposto degli artt. 16 LTBC e 19 cpv. 1 OTBC).

8. La LTBC non può essere fatta valere retroattivamente, ma le prescrizioni in essa contenute trovano applicazione in tutti i trasferimenti di beni culturali avvenuti dopo l'entrata in vigore della legge e dei pertinenti accordi bilaterali, anche se l'oggetto è già stato trattato sul mercato dell'arte. Questo riguarda nello specifico l'obbligo di dichiarazione di cui sopra.

Risposta del Consiglio federale.