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Rimborso forfettario dell’imposta sul valore aggiunto sul canone di ricezione radiotelevisivo. Legge federale

19.077 · Oggetto del Consiglio federale · 2019-11-27

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 27 novembre 2019 concernente la legge federale relativa al rimborso forfettario dell’imposta sul valore aggiunto sul canone di ricezione radiotelevisivo

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 27.11.2019

Il Consiglio federale spiana la strada alla restituzione dell'IVA sul canone Billag

In occasione della sua seduta del 27 novembre 2019 il Consiglio federale ha adottato il messaggio per una nuova legge federale relativa al rimborso forfettario dell'imposta sul valore aggiunto sul canone di ricezione radiotelevisivo. L'avamprogetto ha raccolto pareri prevalentemente positivi in sede di consultazione.

In due decisioni di principio, il Tribunale federale ha stabilito che sul canone di ricezione non può essere riscossa l'imposta sul valore aggiunto (IVA) e che la Confederazione deve restituire l'IVA prelevata tra il 2010 e il 2015. Prima della pubblicazione della seconda decisione, il Parlamento aveva accolto la mozione Flückiger-Bäni, che chiede di rimborsare a tutte le economie domestiche e alle imprese l'IVA riscossa illecitamente. Affinché tutte le economie domestiche di tipo privato e le collettività possano beneficiare di una restituzione forfettaria anche senza aver presentato domanda di rimborso, è necessario creare una base legale.

Nel suo messaggio concernente la nuova legge federale relativa al rimborso forfettario dell'imposta sul valore aggiunto sul canone di ricezione radiotelevisivo, il Consiglio federale prevede di restituire un massimo di 185 milioni di franchi. Questo importo è basato sull'ammontare dell'imposta sul valore aggiunto, pari a 165 milioni di franchi, prelevata illecitamente sul canone Billag. Alla luce dei risultati della consultazione, il Consiglio federale ha riesaminato la questione degli interessi. Allo stato attuale, intende applicare un tasso d'interesse del 5% per due anni, corrispondente a 17 milioni di franchi. È peraltro prevista una riserva di 3 milioni di franchi, nel caso in cui il numero delle economie domestiche e delle collettività aumenti in modo più marcato di quanto previsto ora. Sulla base delle stime attuali il numero degli aventi diritto ammonterà probabilmente a 3,7 milioni di economie domestiche e collettività. Nell'avamprogetto posto in consultazione, il Consiglio federale presupponeva l'esistenza di 3,4 milioni di economie domestiche e collettività nell'anno del rimborso. Tenendo conto del tasso d'interesse, nonostante il maggior numero di beneficiari l'importo dell'accredito resterà invariato, ossia sempre di 50 franchi per economia domestica e collettività. Con il rimborso forfettario dell'IVA, il Consiglio federale ha scelto una soluzione semplice ed efficiente, accolta con favore dai partecipanti alla consultazione. Gli oneri sono minimizzati: gli interessati non devono attivarsi e non occorrono laboriosi e dispendiosi chiarimenti dei singoli casi.

Nessun rimborso forfettario per le imprese

A differenza di quanto sostenuto nella mozione Flückiger-Bäni accolta dal Parlamento, il Consiglio federale considera inappropriato il rimborso forfettario per le imprese. La maggior parte di esse ha infatti potuto dedurre l'imposta precedente e non ha subìto perdite economiche. Le altre imprese potranno ancora far valere singolarmente le proprie pretese nei confronti dell'UFCOM. Nel complesso, tra il 2010 e il 2015 la Confederazione ha prelevato circa cinque milioni di franchi di IVA sul canone di ricezione versato dalle imprese. Dei 43 partecipanti alla consultazione, soltanto cinque hanno richiesto una base legale anche per le imprese.

Se il Parlamento approverà il rimborso forfettario, gli accrediti potranno probabilmente essere effettuati nel 2021.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 03.06.2020

Canone radio-tv, ok rimborso forfettario Iva

L'idea del Consiglio federale di restituire 50 franchi alle famiglie quale compensazione per l'Iva prelevata illegalmente sul canone radio-tivù dal 2010 al 2015 piace al Consiglio degli Stati. All'unanimità la Camera dei cantoni ha sostenuto il progetto governativo, definendolo una soluzione pragmatica e poco burocratica. I "senatori" chiedono però una soluzione a livello di legge anche per le imprese.

L'accredito per ogni economia domestica verrà effettuato su una fattura dell'organo di riscossione Serafe. I primi pagamenti dovrebbero essere effettuati nel 2021, ha spiegato Stefan Engler (PPD/GR) a nome della commissione. Il rimborso forfettario permette di evitare oneri amministrativi sproporzionati e sgrava anche i contribuenti, che non dovranno presentare una domanda individuale.

Nel suo messaggio, il governo ha stimato in 3,7 milioni il numero degli aventi diritto. Calcolando un tasso d'interesse del 5% e di una riserva di 3 milioni di franchi, il Consiglio federale prevede di restituire un importo massimo di 185 milioni.

Il rimborso dell'Iva si basa su due decisioni di principio del Tribunale federale, stando alle quali sul canone di ricezione non può essere prelevata questa tassa e i proventi devono quindi essere restituiti per il periodo 2010-2015.

Anche per le imprese

Rispetto al progetto governativo, la Camera dei cantoni vuole però far beneficiare dell'indennizzo forfettario non solo le economie domestiche, ma anche le imprese. I "senatori" hanno pertanto chiesto di completare il pertinente disegno di legge del Consiglio federale con un capoverso che fissi esplicitamente tale principio.

Secondo il nuovo capoverso, permane valido il diritto al rimborso forfettario delle imprese che hanno pagato il canone per la ricezione professionale o commerciale e non hanno fatto valere la deduzione dell'imposta precedente, ha spiegato Engler.

Per la consigliera federale Simonetta Sommaruga, invece, un indennizzo forfettario per le imprese sarebbe inappropriato. La maggior parte delle società ha già potuto dedurre l'imposta precedente e non ha subito perdite economiche. Le altre potranno comunque ancora far valere singolarmente le proprie pretese nei confronti dell'Ufficio federale delle comunicazioni.

Alla fine, la ministra delle comunicazioni non si è tuttavia opposta alla richiesta dei "senatori".

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 10.09.2020

IVA su canone radio-tv, approvato rimborso 50 franchi

Tutte le famiglie riceveranno 50 franchi quale compensazione per l'Iva prelevata illegalmente sul canone radio-tivù dal 2010 al 2015. Dopo gli Stati in giugno, oggi anche il Consiglio nazionale ha approvato - senza opposizioni - il relativo disegno di legge che è pronto per le votazioni finali.

Il rimborso dell'Iva si basa su due decisioni di principio del Tribunale federale, stando alle quali sul canone di ricezione non può essere prelevata questa tassa e i proventi devono quindi essere restituiti per il periodo 2010-2015.

La decisione di concedere un rimborso forfettario permette di evitare oneri amministrativi sproporzionati che sgrava anche i contribuenti, che non dovranno presentare una domanda individuale. L'accredito verrà effettuato su una fattura dell'organo di riscossione Serafe, ha affermato la consigliera federale Simonetta Sommaruga. I primi pagamenti dovrebbero essere effettuati nel 2021.

Durante le discussioni, una minoranza ha chiesto di innalzare l'ammontare da restituire alle economie domestiche a 60 franchi. In questo modo può essere rimborsata la totalità degli interessi, ha sostenuto Aline Trede (Verdi/BE).

I 50 franchi sono giusti e corrispondono a quanto la Confederazione ha effettivamente incassato nel periodo in questione, interessi compresi, ha replicato Sommaruga. La differenza si spiega con le riserve previste dal credito. Al voto, il plenum le ha dato ragione con 95 voti contro 80 e 6 astenuti.

Nel suo messaggio, il Governo ha stimato in 3,7 milioni il numero degli aventi diritto. Calcolando un tasso d'interesse del 5% e di una riserva di 3 milioni di franchi, il Consiglio federale prevede di restituire un importo massimo di 185 milioni.

Da notare che rispetto al progetto governativo, il Consiglio degli Stati ha deciso di far beneficiare dell'indennizzo forfettario non solo le economie domestiche, ma anche le imprese.

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