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19.1001 · Interrogazione urgente · 2019-03-07

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Da quando il Consiglio nazionale ha svuotato la legge sul CO2 della sua sostanza, i giovani svizzeri, insieme a decine di migliaia di cittadini di ogni età, hanno manifestato la propria indignazione di fronte all'inazione delle autorità. Esigono che prendiamo misure forti per evitare che i nostri figli e nipoti debbano subire disagi di natura climatica, ma anche economica e sociale, senza precedenti. Il Consiglio federale deve ascoltare questo appello e fornire ai privati e alle aziende i mezzi affinché trasformino radicalmente le loro abitudini per liberarsi delle energie fossili.

1. I giovani per il clima chiedono che si raggiunga la neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2030. Il progetto del Consiglio federale è insufficiente per raggiungerla entro il 2050, come dispone l'Accordo di Parigi. Il governo intende rivedere le sue ambizioni?

2. Il Consiglio federale è pronto a fissare obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per il settore finanziario, conformemente all'Accordo di Parigi, a esigere la trasparenza sull'impatto climatico degli investimenti nonché delle strategie per conformare tali investimenti agli obiettivi dell'Accordo di Parigi?

3. Il Consiglio federale è pronto a sottoporre il traffico aereo al principio di causalità (chi inquina paga) e a garantire ai viaggiatori alternative abbordabili come i treni notturni?

4. Il Consiglio federale metterà in atto una politica di mobilità rispettosa del clima, basata sulla riduzione dei tragitti ovunque sia possibile (segnatamente considerando il telelavoro), su investimenti nei trasporti pubblici invece che nelle strade, sulla mobilità dolce e l'auto condivisa e su obblighi e incentivi che escludono dal mercato i veicoli inquinanti?

5. Il Consiglio federale è disposto a rinunciare all'installazione di nuovi impianti di riscaldamento a olio e ad accelerare in maniera massiccia il risanamento energetico degli edifici esistenti?

6. Il Consiglio federale agirà sull'impatto climatico della nostra alimentazione adottando misure per ridurre lo spreco alimentare e favorire i prodotti locali, di stagione e a basso impatto sul clima?

7. Il Consiglio federale si impegnerà per la giustizia climatica garantendo in Svizzera l'accessibilità economica delle tecnologie e pratiche rispettose del clima e, a livello internazionale, mezzi sufficienti per sostenere i Paesi poveri nella gestione degli effetti dei cambiamenti climatici e nella loro transizione ecologica?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Sulla base di una consultazione svoltasi nel 2016, nel messaggio del 1° dicembre 2017 sulla revisione della legge sul CO2, il Consiglio federale ha presentato al Parlamento le sue proposte per la prossima tappa della politica climatica fino al 2030. Il Consiglio federale verificherà periodicamente l'efficacia delle misure di politica climatica come pure la necessità di ulteriori misure. Tuttavia, tocca ora al Parlamento tenere conto dei recenti sviluppi del dibattito e decidere in merito a ulteriori misure od obiettivi più ambiziosi. Il Consiglio federale sta attualmente esaminando l'obiettivo indicativo a lungo termine della Svizzera per il 2050 alla luce delle nuove conoscenze scientifiche.

2. Con la ratifica dell'Accordo di Parigi, la Svizzera si è tra l'altro impegnata a perseguire l'obiettivo di un orientamento sostenibile per il clima dei flussi finanziari. Il Consiglio federale intende innanzitutto puntare su misure volontarie degli attori finanziari e adoperarsi per migliorare la trasparenza, mettendo a disposizione, per quanto possibile, basi di valutazione uniformi a livello internazionale. Se i test periodici di compatibilità climatica non dovessero registrare progressi, il Consiglio federale esaminerà ulteriori misure per investimenti a favore del clima.

3. Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno approvato il collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni con l'Unione europea e la relativa revisione della legge sul CO2. Il Consiglio federale intende far entrare in vigore entro il 2020 questa modifica, che integra il traffico aereo intraeuropeo al sistema di scambio di quote di emissioni. La Svizzera si è inoltre impegnata a partecipare al sistema di compensazione e riduzione delle emissioni di carbonio (Carbon Offsetting und Reduction Scheme) dell'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile. Di conseguenza, a partire dal 2021 le emissioni di CO2 superiori al livello del 2020 generate dai voli internazionali dovranno essere compensate con certificati esteri.

I costi supplementari potrebbero ripercuotersi sul prezzo dei biglietti e saranno quindi a carico dei passeggeri. Inoltre, il Consiglio nazionale ha respinto le richieste di introduzione di una tassa sui biglietti aerei in occasione della deliberazione sulla legge sul CO2 nella sessione invernale 2018. Sotto forma di tassa di incentivazione, a partire da un determinato importo potrebbe contribuire a ridurre le emissioni di CO2 generate dal traffico aereo.

Molti collegamenti ferroviari notturni con altri Paesi europei sono stati soppressi negli ultimi anni a causa del calo della domanda. In considerazione dei tempi di percorrenza più brevi, le imprese di trasporto si affidano sempre più spesso a collegamenti giornalieri interessanti e ben utilizzati. Poiché devono fornire servizi internazionali senza indennizzi da parte della Confederazione, l'accento è posto su considerazioni economiche.

4. Il Consiglio federale si adopera per una mobilità più rispettosa del clima con diverse misure. Tra queste vi sono, da un lato, misure legali come le prescrizioni in materia di emissioni di CO2 per i veicoli nuovi e l'etichetta energetica per le autovetture nuove e, dall'altro, misure volontarie come il lancio della roadmap per la mobilità elettrica 2022, la campagna informativa sui veicoli a basso consumo energetico o la promozione del car sharing, del bike sharing, della guida ecologica e del traffico lento. Anche lo sviluppo di servizi di mobilità multimodale che combinano diverse modalità di trasporto in modo semplice e di facile utilizzo può contribuire a una mobilità più rispettosa dell'ambiente, dell'energia e del clima. Il Consiglio federale ha deciso di promuovere lo sviluppo di servizi di mobilità multimodale in combinazione con i trasporti pubblici quale elemento fondamentale. Pertanto, nel dicembre 2018 è stata aperta la consultazione su una modifica della legge sul trasporto di viaggiatori (LTV) ed è stato adottato un piano di misure.

Inoltre, la Confederazione sta attuando diverse misure di gestione del traffico per migliorare l'efficienza dell'infrastruttura stradale nazionale esistente.

5. Un divieto degli impianti di riscaldamento a combustibili fossili, che il Consiglio federale aveva sottoposto a discussione quale misura sussidiaria per la politica climatica dopo il 2020, è stato respinto a larga maggioranza in sede di consultazione. Per questo motivo, con la revisione totale della legge sul CO2 ha proposto, in alternativa, al Parlamento determinati valori limite di CO2 per metro quadrato di superficie energetica di riferimento. Tali valori entrerebbero in linea di conto in caso di sostituzione dell'impianto di riscaldamento e i combustibili fossili sarebbero ammessi soltanto a partire da un grado di risanamento molto elevato.

6. Il 5 marzo 2019 il Consiglio nazionale ha trasmesso il postulato Chevalley 18.3829, "Piano d'azione contro lo spreco alimentare" al Consiglio federale, affinché elabori un piano d'azione in vista dell'obiettivo di ridurre del 50 per cento entro il 2050 lo spreco alimentare ed esamini l'efficacia delle misure già attuate. Nel quadro di questi lavori terrà conto anche degli aspetti legati al clima. Poiché l'alimentazione (produzione e consumo) è responsabile di una fetta importante delle emissioni di gas serra, il Consiglio federale, nel quadro delle sue possibilità legali, continuerà a promuovere un'alimentazione rispettosa del clima e dell'ambiente, in particolare l'informazione relativa ai benefici ambientali di un consumo moderato di prodotti animali. Dato che il bilancio climatico dei prodotti regionali non deve per forza di cose essere positivo, non ritiene opportuno favorire in modo generalizzato tali prodotti rispetto a quelli importati.

7. La Svizzera si impegna a favore di un regime climatico equo a livello internazionale. Il Consiglio federale intende chiedere al Parlamento un contributo adeguato della Svizzera al finanziamento internazionale del clima. Nel suo rapporto del 2 luglio 2015 in adempimento del postulato della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale 15.3798, il Consiglio federale, sulla base dell'intensità delle emissioni e sulla capacità economica della Svizzera, presuppone un importo annuo pari a 450 a 600 milioni di franchi a partire dal 2020.

Per la revisione totale della legge sul CO2, il Consiglio federale ha proposto di realizzare al massimo il 40 per cento delle prestazioni di riduzione attraverso misure all'estero. A tale scopo, intende puntare su progetti di elevata qualità che favoriscono il trasferimento di tecnologie e lo sviluppo sostenibile nei Paese ospiti.

Risposta del Consiglio federale.