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Calo della biodiversità a livello mondiale. Perché tra le cause non viene menzionata la crescente esposizione alle radiazioni?

19.1025 · Interrogazione · 2019-05-09

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Nel suo rapporto del 6 maggio 2019 sullo stato della diversità biologica, il Consiglio mondiale della biodiversità (IPBES) fornisce un quadro preoccupante sull'evoluzione futura. Dato che l'IPBES si basa sulla Convenzione del 1992 delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, è probabile che anche la Svizzera sia stata coinvolta nell'elaborazione del nuovo rapporto. In merito a detto rapporto e alle principali cause che hanno portato al drammatico calo della diversità delle specie a livello globale, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Fra i principali fattori di influenza della perdita di biodiversità si segnalano in particolare l'agricoltura e l'economia forestale, la pesca o i combustibili fossili, per contro non si fa praticamente nessun riferimento alla crescente esposizione alle radiazioni. Il Consiglio federale concorda sul fatto che l'esposizione alle radiazioni sia trascurabile in relazione alla diversità delle specie?

2. L'intensità delle radiazioni è aumentata in misura massiccia nel recente passato (si pensi alle telecomunicazioni mobili, alla TV satellitare, alla radio DAB, al GPS ecc.). Il Consiglio federale è a conoscenza se in seno all'IPBES è stato analizzato in misura adeguata l'effetto combinato di questa quantità di radiazioni (interferenza) sulla biodiversità e in particolare sugli insetti e segnatamente sulle api?

3. La Svizzera è rappresentata direttamente nell'IPBES? Nell'affermativa, chi la rappresenta e come sono articolate le istruzioni che la Confederazione fornisce a queste persone?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le cause della scomparsa degli insetti sono generalmente note: tra i fattori principali vi sono il paesaggio cementificato e impoverito, l'agricoltura intensiva, la scarsa qualità degli habitat degli insetti e l'aumento delle emissioni luminose. Come già affermato nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza Friedl 19.3345, "Necessità di ricerca sugli effetti dei campi elettromagnetici su animali e piante", sulla base di diversi studi, la comunità internazionale di ricerca ritiene poco probabile che l'aumento delle perdite, durante il periodo invernale, nelle popolazioni di api mellifere sia riconducibile alle radiazioni non ionizzanti.

2. Nel suo rapporto di valutazione globale della biodiversità e dei servizi ecosistemici, la piattaforma intergovernativa scientifica e politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services, IPBES) non ha trattato la questione dei potenziali effetti sulla biodiversità dovuti alle radiazioni non ionizzanti di origine antropica.

3. La Svizzera partecipa ai lavori dell'IPBES. Il Consiglio federale ha designato l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) quale capofila dell'amministrazione federale. In questo contesto, l'UFAM nomina esperti scientifici svizzeri che contribuiscono ai lavori dell'IPBES.

Risposta del Consiglio federale.

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