19.3042 · Interpellanza · 2019-03-06
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Nel 2016, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha fissato quale obiettivo l'eliminazione dell'epatite virale a livello mondiale entro il 2030. In quanto membro dell'OMS, la Svizzera partecipa al perseguimento di questo obiettivo.
L'epatite B e C hanno un grande impatto sulla salute della popolazione svizzera. L'epatite virale è una delle infezioni virali che causano il maggior numero di vittime nel nostro Paese: circa 200 persone muoiono ogni anno per le conseguenze di un'infezione da epatite B o C. Questi decessi sarebbero evitabili. Oggi, l'epatite C può essere curata molto bene. E contro l'epatite B è disponibile un vaccino efficace.
Grazie alle misure di prevenzione, le nuove infezioni sono rare. A pesare sul bilancio sono però le patologie secondarie come la cirrosi epatica e il cancro al fegato. L'eliminazione dell'epatite B e C in Svizzera consentirebbe di contenere efficacemente anche queste patologie e di prevenire molte sofferenze.
Da uno studio di recente pubblicazione emerge che per raggiungere l'obiettivo di eliminare l'epatite virale in Svizzera dovrebbero essere curate nell'anno in corso 4400 persone affette da epatite cronica C. Per poter curare un tale numero di persone sono però necessari sforzi supplementari. Nel 2018 sono state effettuate soltanto 3000 terapie e questo numero è purtroppo in calo.
Non vi è una strategia ufficiale della Confederazione per debellare i virus dell'epatite. Tuttavia, nel quadro dell'iniziativa della società civile "Strategia svizzera contro l'epatite" sono stati definiti con esperti appositi obiettivi.
Per raggiungere questi obiettivi, e quindi l'obiettivo dell'OMS, sono necessarie risorse pubbliche.
Pongo pertanto le seguenti domande al Consiglio federale:
1. Quante risorse umane e finanziarie pubbliche sono impiegate ogni anno per la prevenzione dell'epatite virale?
2. Quante risorse umane e finanziarie pubbliche sono impiegate ogni anno per ridurre l'impatto sulla salute delle infezioni croniche da epatite?
3. Quali risorse umane e finanziarie intende impiegare per raggiungere l'obiettivo dell'OMS?
Se non sono disponibili cifre concrete, pregherei di fornire stime.
Stellungnahme des Bundesrates
Anche se la Confederazione non ha adottato una strategia specifica per l'eliminazione delle epatiti virali, il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla lotta contro queste malattie (cfr. risposte alle interrogazioni Heim 18.1008 e Häsler 18.1013).
La lotta all'epatite B è parte integrante della Strategia nazionale di vaccinazione (cfr. www.bag.admin.ch/snv-it) e contro questa malattia sono disponibili vaccini molto efficaci e sicuri. La vaccinazione è raccomandata dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in lattanti, adolescenti e gruppi a rischio e coperta dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS).
La lotta all'epatite C è un aspetto importante sia della Strategia nazionale dipendenze sia della politica dei quattro pilastri in materia di droghe della Confederazione. Da anni sono attuate diverse misure a più livelli, per esempio per la prevenzione nel settore ospedaliero e sanitario e per la riduzione dei danni fra i consumatori di stupefacenti, che in Svizzera rappresentano il gruppo della popolazione più esposto al contagio. Grazie a quest'impegno su più fronti, alcuni indicatori rilevanti per il carico di malattia dell'epatite virale, come l'incidenza, i ricoveri ospedalieri, i trapianti di fegato e la mortalità, sono stabili da anni o sono addirittura regrediti.
Dato che la maggioranza delle persone portatrici di epatite C in Svizzera non contribuisce alla diffusione della malattia, l'obiettivo principale dell'UFSP consiste nell'individuare e curare appropriatamente le persone a rischio potenzialmente contagiose. Dall'ottobre del 2017 le persone infette possono essere curate farmacologicamente senza restrizioni da parte dell'AOMS, con un tasso di guarigione superiore al 90 per cento.
Per questi motivi il Consiglio federale non vede la necessità di adottare misure aggiuntive a quelle attuali, come un'eventuale test dell'epatite C dell'intera popolazione per aumentare il numero di trattamenti. Intende invece proseguire le sue attività di prevenzione dell'epatite nel campo degli stupefacenti.
1. L'UFSP stanzia ogni anno circa 300 000 franchi di risorse materiali per la lotta alle epatiti virali, di cui la maggior parte è utilizzata per campagne e misure di prevenzione nel settore della riduzione dei danni tra i consumatori di stupefacenti (cfr. campagna nazionale contro l'epatite C nel settore delle droghe, www.hepch.ch/cms/it/home.html; Strategia nazionale dipendenze www.bag.admin.ch/dipendenze).
Per svolgere queste attività, sia al suo interno sia in concertazione con istituzioni e persone esterne, l'UFSP impiega annualmente risorse umane per un equivalente di posti a tempo pieno del 110 per cento circa.
Le vaccinazioni costituiscono una delle principali misure di prevenzione dell'epatite B nella popolazione generale e nei gruppi a rischio. Le risorse impiegate dall'UFSP per l'elaborazione e l'aggiornamento delle raccomandazioni di vaccinazione nazionali (www.bag.admin.ch/calendariovaccinale) non sono comprese nella stima. Le cifre indicate non includono nemmeno le risorse materiali destinate ad altre importanti misure di prevenzione delle epatiti virali, come la sorveglianza epidemiologica delle malattie infettive a dichiarazione obbligatoria, e neppure i fondi investiti dai Cantoni e da altre istituzioni.
2. Le risorse stimate nella prima risposta servono anche a limitare le complicazioni di un'epatite cronica. Non è possibile documentare specificamente quelle destinate a questo scopo.
3. Il Consiglio federale ritiene che le risorse sopra descritte permetteranno alla Svizzera di raggiungere l'obiettivo dell'OMS di eliminare le epatiti virali entro il 2030.
Risposta del Consiglio federale.