19.3274 · Postulato · 2019-03-21
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto nel quale illustra i risvolti, negli ambiti della politica del clima e dell'economia, dell'utilizzo delle eccedenze di bilancio registrate negli anni precedenti per investimenti atti al raggiungimento degli obiettivi climatici. A tal fine dovrebbero essere prese in considerazione le chiusure dei conti degli ultimi dieci anni. In concreto si delineerebbero gli effetti in caso di utilizzo
a. dell'eccedenza completa o
b. di metà dell'eccedenza. Il Consiglio federale deve inoltre indicare come può essere utilizzata, in futuro, una parte dell'eccedenza per investimenti nell'ambito della protezione del clima.
Begründung
Negli scorsi anni la Confederazione ha conseguito eccedenze nell'ordine di miliardi di franchi. La somma delle eccedenze degli ultimi dieci anni si attesta a oltre 20 miliardi di franchi che sono stati adoperati esclusivamente per ridurre il debito. Attualmente il valore relativo al debito lordo della Confederazione è estremamente basso (99 mia. fr., 14 per cento del prodotto interno lordo nazionale). A ciò si contrappone il fabbisogno di investimenti urgenti per il raggiungimento degli obiettivi climatici. La riduzione del debito è giustificata dal fatto che è da irresponsabili lasciare una montagna di debiti alle generazioni future. È tuttavia altrettanto irresponsabile evitare di adottare i provvedimenti necessari per fronteggiare la crisi climatica. Il Consiglio federale è pertanto incaricato di analizzare gli effetti sull'economia nazionale e sul clima nel caso in cui vengano utilizzate eccedenze di bilancio degli anni precedenti e successivi (o parti di esse) nel quadro di misure urgenti e necessarie per la politica del clima.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il principio del freno all'indebitamento esige un bilancio equilibrato in termini strutturali. Nel preventivo e nel consuntivo le uscite non possono superare le entrate strutturali, ossia corrette in funzione della congiuntura. Un'eccedenza o un disavanzo strutturali vengono iscritti nel conto di compensazione, il cui saldo a fine 2018 ammonta a 27,5 miliardi di franchi. Il meccanismo sanzionatorio del freno all'indebitamento prevede che un saldo negativo del conto di compensazione debba tornare in pareggio entro termini utili, mentre il Parlamento ha esplicitamente deciso che un eventuale saldo positivo possa essere impiegato in un secondo tempo unicamente per compensare risultati negativi.
Circa la metà del saldo del conto di compensazione è riconducibile a maggiori entrate rispetto al preventivo, soprattutto a entrate derivanti dall'imposta preventiva, l'altra metà a uscite inferiori rispetto ai valori preventivati. Per ridurre gli errori di stima, dal 2012 l'imposta preventiva viene calcolata con l'ausilio dell'analisi delle serie storiche. Tale metodo di stima permetterà in futuro anche in questo ambito di compensare gli errori, come già avviene per le altre entrate. La situazione è diversa sul fronte delle uscite, poiché dall'introduzione del freno all'indebitamento sono rimaste sempre sotto i valori preventivati. Questi scostamenti permarranno anche in futuro, tuttavia in grado minore perché dal 2017 gli interessi passivi vengono conteggiati in base al corrispondente periodo di rendiconto.
Nel 2012 il Consiglio federale ha sottoposto il principio del freno all'indebitamento a un esame e in un rapporto approfondito è giunto alla conclusione che esso ha dimostrato la propria validità e che non occorrono modifiche. In particolare è stato possibile mostrare che l'introduzione di questo strumento non ha rallentato le attività di investimento della Confederazione.
Nel 2016 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di affidare a un gruppo di esperti il compito di valutare un'integrazione del freno all'indebitamento sotto l'aspetto dell'economia pubblica e di formulare raccomandazioni al riguardo. Nella sua perizia, il gruppo di esperti è giunto alla conclusione che probabilmente anche in futuro si riscontreranno avanzi sistematici, anche se a un livello leggermente inferiore rispetto al passato. Ritiene inoltre che il fatto di poter continuare ad effettuare una riduzione non preventivata del debito non sia problematica. Il gruppo di esperti è critico riguardo all'integrazione del freno all'indebitamento. Eventualmente potrebbe essere presa in considerazione nel caso in cui la differenza tra le uscite preventivate e quelle effettive dovesse permanere ed essere di importo considerevole anche nei prossimi anni.
Alla luce delle menzionate uscite sistematicamente inferiori alle previsioni, il Consiglio federale ha incaricato il DFF di elaborare un rapporto sull'evoluzione delle rimanenze per decidere sull'ulteriore modo di procedere. Tale rapporto è in fase di allestimento e verrà sottoposto al Consiglio federale verosimilmente nella prima metà del 2019.
Impiegare le eccedenze come auspicato dall'autrice del postulato richiederebbe un adeguamento della normativa sul freno all'indebitamento. Fino a quando non si sarà pronunciato su questa decisione di principio, il Consiglio federale non considera opportuno elaborare un rapporto sull'impiego delle eccedenze per scopi specifici.
Del resto, il Consiglio federale già persegue una politica attiva volta al raggiungimento degli obiettivi climatici. Con il messaggio del 1° dicembre 2017 concernente la revisione totale della legge sul CO2 dopo il 2020, il Governo ha sottoposto al Parlamento le sue proposte per la prossima tappa della politica climatica, che riguarda il periodo fino al 2030. In tal modo il raggiungimento degli obiettivi climatici dovrebbe già essere garantito. L'oggetto è attualmente trattato in Parlamento.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.