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19.3568 · Interpellanza · 2019-06-11

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

In virtù dell'articolo 125 LParl chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Tenuto conto dello squilibrio tra la tipologia dei lavoratori e i loro rappresentanti, non è forse opportuno prestare particolare attenzione alla rappresentanza di tutti i lavoratori o dei gruppi professionali e, di conseguenza, ripensare la rappresentanza dei lavoratori a livello di Confederazione?

2. Come è possibile che vengano autorizzati accordi come quelli presi dall'Unione sindacale svizzera (USS) e da Travail.Suisse? Esiste una base legale a tal fine? Non bisognerebbe indire un bando con procedura aperta per tutti i seggi nelle commissioni?

3. Il Consiglio federale è disposto a riconoscere le associazioni indipendenti che rappresentano gli impiegati come parti integranti del partenariato sociale svizzero?

Begründung

Non è chiaro chi rappresenti la maggioranza dei lavoratori in Svizzera. La "NZZ" ha affrontato l'argomento in un articolo del 14 maggio 2019. Secondo le ultime statistiche dell'Ufficio federale di statistica, le due associazioni mantello USS e Travail.Suisse rappresentano circa 500 000 membri, mentre le associazioni indipendenti dei lavoratori circa 220 000 membri. In Svizzera lavorano complessivamente oltre 5 milioni di persone, di cui quasi l'80 per cento nel terziario. Ciò significa che circa il 15 per cento della popolazione attiva fa parte di un'associazione di lavoratori. Le due associazioni sindacali mantello rappresentano tradizionalmente una popolazione di lavoratori diversa da quella delle associazioni indipendenti, attive principalmente nel settore dei servizi. Il grado di organizzazione dei datori di lavoro è completamente diverso: il 90 per cento circa delle aziende è affiliato a un'associazione di imprenditori. Ora, proprio perché i datori di lavoro sono organizzati così bene, è importante che anche i lavoratori siano rappresentati nella loro interezza.

La rappresentanza dei lavoratori nelle commissioni extraparlamentari federali, nelle consultazioni delle parti sociali o nelle conferenze nazionali sul lavoro è quasi esclusivamente di competenza delle due organizzazioni mantello. Nel 2003 queste ultime si sono accordate per spartirsi tutti i seggi disponibili. In passato, alle associazioni indipendenti erano stati assegnati alcuni seggi individuali. Negli ultimi anni però, cioè da quando le associazioni degli impiegati si sono unite per formare una nuova piattaforma politica, anche quei seggi vengono loro contesi. Su un totale di undici organismi che si occupano di questioni riguardanti i lavoratori, 34 seggi sono occupati dall'USS e 18 da Travail.Suisse. Le associazioni indipendenti dispongono di soli tre seggi (in commissioni meno importanti). In otto commissioni importanti per i lavoratori, come la Commissione tripartita della Confederazione, la Commissione AVS, la Cassa federale di compensazione e la Commissione per la previdenza professionale, le associazioni indipendenti degli impiegati di stampo moderato non hanno nemmeno un seggio nonostante rappresentino una popolazione di lavoratori diversa da quella delle associazioni mantello.

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Il Consiglio federale concorda con l'autore dell'interpellanza: nelle commissioni extraparlamentari che si occupano di questioni legate al mercato del lavoro servirebbe una rappresentanza equilibrata dei lavoratori e dei datori di lavoro da parte delle loro associazioni. La pluralità delle tematiche affrontate dalle commissioni extraparlamentari richiede grande flessibilità nella composizione delle rappresentanze. La rappresentatività di certe associazioni individuali può costituire un criterio nella suddivisione dei seggi. Tuttavia, la legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione e la relativa ordinanza non stabiliscono requisiti quantitativi a tal fine. La nozione giuridica di rappresentatività è piuttosto vaga e va definita caso per caso. È vero che il diritto speciale prevede in parte che i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro occupino dei seggi, ma non disciplina quali associazioni debbano svolgere questa rappresentanza.

Il Consiglio federale istituisce le commissioni extraparlamentari e ne nomina i membri. Finora lo ha fatto in base alle proposte delle associazioni mantello più significative per numero di affiliati e più coinvolte dalla tematica discussa in commissione. L'Esecutivo parte dal presupposto che le associazioni mantello si concertino tra di loro per esprimere le loro proposte di nomina e che si adoperino affinché tutte le associazioni di lavoratori o di datori di lavoro possano partecipare adeguatamente a questa rappresentanza in funzione degli interessi e delle tematiche pertinenti. Se dovesse emergere che il grado di organizzazione dei diversi settori e delle categorie professionali cambia sostanzialmente e che l'equilibrio nelle commissioni non è più garantito, il Consiglio federale potrebbe modificare la ripartizione in occasione dell'elezione per il rinnovo integrale dei membri.

Per quanto riguarda la proposta di indire un bando per i seggi con procedura aperta, è bene rammentare che la nomina dei membri delle commissioni extraparlamentari (circa 1500 membri, 117 organismi) costituisce già oggi un'operazione di grande portata. Attualmente è possibile indire un bando per alcuni seggi con procedura aperta, per esempio quando le quote rosa e le quote linguistiche non vengono raggiunte ripetutamente in una determinata commissione. Viceversa, un modus operandi di questo tipo per ciascun seggio richiederebbe oneri supplementari considerevoli e sproporzionati e non potrebbe essere attuato nell'ambito dell'odierno assetto operativo dei dipartimenti, degli uffici e della Cancelleria federale.

3. Il Consiglio federale concorda con l'autore dell'interpellanza che i mutamenti strutturali nel mondo economico, in particolare la terziarizzazione e l'aumento della percentuale di specialisti altamente qualificati possano incidere sulla rappresentanza degli interessi dei lavoratori e sul loro grado di organizzazione. Se, come indicato sopra, dovesse apparire uno squilibrio tra le associazioni rappresentate nelle commissioni e tra i gruppi di interessi o di persone che loro stesse difendono, il Consiglio federale potrebbe procedere a degli adeguamenti.

Risposta del Consiglio federale.