La Svizzera deve firmare la Convenzione internazionale di Hong Kong per un riciclaggio sicuro ed ecologicamente razionale delle sue navi prossime allo smantellamento
19.3800 · Mozione · 2019-06-20
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
La Svizzera non deve essere uno dei principali responsabili dell'inquinamento nel Sud-Est asiatico. Il Consiglio federale è invitato a firmare la Convenzione di Hong Kong e a impegnarsi per una gestione responsabile dello smantellamento delle navi svizzere a fine ciclo di vita.
Begründung
Pur non avendo sbocchi sul mare, la Svizzera è sede di importanti società di noleggio di navi e si piazza al 20° posto nella classifica mondiale per numero di imbarcazioni e al 15° posto per numero di navi smantellate ogni anno sulle spiagge del Sud-Est asiatico. Sono circa novanta le navi portacontainer di proprietà di imprese svizzere che negli ultimi dieci anni hanno terminato il loro ciclo di vita sulle spiagge del Bangladesh, del Pakistan o dell'India. La Svizzera fa dunque parte dei principali responsabili dell'inquinamento per quanto riguarda le navi da smantellare. Queste navi sono considerate rifiuti e devono essere smantellate e riciclate conformemente alla convenzione di Basilea, la sola normativa internazionale in vigore intesa a impedire che i Paesi del Sud diventino discariche per navi tossiche.
L'industria dei trasporti marittimi sfrutta le lacune giuridiche della convenzione per continuare a smantellare navi sulle spiagge del Sud. Al fine di ridurre i rischi per la sicurezza dei lavoratori, la salute delle persone e l'ambiente nell'ambito dello smantellamento delle navi, nel maggio 2009 è stata adottata a Hong Kong una convenzione internazionale, la quale tuttavia è stata ratificata da pochissimi Stati. La maggior parte delle navi battenti bandiera europea viene ancora smantellata in Asia senza che ci si preoccupi delle condizioni di lavoro degli operai e senza garantire il rispetto degli standard ecologici. I lavoratori sono spesso esposti a prodotti chimici tossici (amianto, piombo, mercurio, arsenico o cadmio), lavorano spesso senza dispositivi di sicurezza e sono esposti a un aumento del rischio di malattie a lenta progressione, ma mortali, che possono manifestarsi anche molti anni dopo. Peraltro, il tasso di incidenti mortali è del 2 per mille: questa industria è spesso considerata la più pericolosa al mondo (quello per chi lavora nelle miniere è dello 0,34 millesimo). Le conseguenze ambientali sono anch'esse drammatiche a causa dell'inquinamento dovuto a tali prodotti chimici. Gli ecosistemi costieri sono estremamente inquinati. Ad esempio, in uno di questi siti, le percentuali di mercurio rilevate superavano del 15 500 per cento il tasso di riferimento.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Come indicato nel parere del Consiglio federale concernente la mozione Mazzone 19.3165, le navi d'alto mare sono sempre soggette alla legislazione del Paese di cui battono bandiera (principio dello Stato della bandiera). A conoscenza del Consiglio federale, nessuna nave battente bandiera svizzera è mai stata smantellata. Le navi vengono vendute prima della fine del loro ciclo di vita e continuano a navigare sotto altre bandiere ancora per molti anni.
Gli armatori sono liberi di scegliere in qualsiasi momento la bandiera per la propria nave. I sistemi giuridici degli Stati di bandiera sono dunque in competizione l'uno con l'altro. Le disposizioni delle convenzioni internazionali, applicabili in tutto il mondo, possono compensare le differenze di legislazione tra gli Stati di bandiera. Permettono di rafforzare le norme di protezione del lavoro, dell'ambiente e della sicurezza e si applicano anche allo smantellamento delle navi.
Il Consiglio federale è favorevole all'impostazione della Convenzione di Hong Kong, che si concentra sulla nave (costruzione, riciclaggio, smantellamento) e impone obblighi ai cantieri navali. Viste le condizioni concernenti l'entrata in vigore, tale convenzione sarà efficace solo quando i principali Paesi a vocazione marittima o nei quali vengono costruite e smantellate le navi (p. es. Cina, Corea, Liberia, Isole Marshall, Pakistan, Bangladesh e India) vi avranno aderito. Il Consiglio federale esaminerà dunque la questione dell'adesione alla Convenzione quando un numero significativo degli Stati di cui sopra l'avrà ratificata.
L'inventario dei materiali pericolosi presenti a bordo delle navi costituisce uno strumento essenziale della Convenzione di Hong Kong. Conformemente al regolamento dell'UE n. 1257/2013 relativo al riciclaggio delle navi, le navi che fanno scalo in un porto o ancoraggio di uno Stato membro dell'UE devono avere a bordo un inventario dei materiali pericolosi. Questi porti e ancoraggi sono importanti per le navi che battono bandiera svizzera, e queste saranno soggette all'obbligo di tenere un inventario dei materiali pericolosi a partire dal 31 dicembre 2020. Per questo motivo, è nell'interesse dei proprietari e degli armatori assicurarsi che venga stilato un tale inventario. L'Ufficio svizzero della navigazione marittima emetterà una raccomandazione in tal senso.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.