19.3835 · Interpellanza · 2019-06-21
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Uno studio universitario commissionato dall'Ufficio federale delle abitazioni mostra che sul mercato dell'alloggio gli stranieri sono discriminati al momento della stipula di un contratto di locazione, soprattutto chi ha un cognome albanese o turco. Questo comportamento discriminatorio da parte dei locatori nei confronti di persone dal cognome straniero è inammissibile. È deplorevole che il settore immobiliare non si mobiliti contro questo comportamento.
Il diritto all'alloggio è un diritto fondamentale. Per questo motivo, ognuno, che sia svizzero, svizzero di origine straniera o straniero, deve poter accedere a un alloggio degno e compatibile con le sue risorse, senza impedimenti di tipo razzista o xenofobo.
1. Il Consiglio federale condivide l'esigenza di combattere le discriminazioni razziste e xenofobe sul mercato dell'alloggio?
Se sì,
2. è disposto a lanciare delle campagne per sensibilizzare i locatori con l'appoggio delle organizzazioni immobiliari?
3. è disposto a studiare delle misure e delle sanzioni per evitare comportamenti razzisti o xenofobi al momento della stipula di un contratto di locazione?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole che, nonostante il diritto costituzionale alla parità di trattamento, nella vita sociale e in particolare per quanto riguarda l'accesso all'alloggio, possano avvenire discriminazioni razziste o xenofobe e che vadano combattute. Lo studio citato nell'interpellanza fornisce informazioni in merito. Nel suo rapporto biennale sulla discriminazione razziale in Svizzera, il Servizio della Confederazione per la lotta al razzismo (SLR) dedica un capitolo specifico all'alloggio.
Oltre all'origine e ai mezzi finanziari, vi sono molti altri fattori che possono portare a disuguaglianze per quanto riguarda le opportunità sul mercato dell'alloggio, per esempio la scarsa conoscenza del mercato, la mancanza di una rete di contatti, frequenti traslochi o un basso livello di formazione. Per eliminare questi ostacoli, la Confederazione, i Cantoni e i Comuni mettono a disposizione delle persone straniere una documentazione informativa multilingue sul funzionamento del mercato dell'alloggio e sui rapporti di buon vicinato. Viste le problematiche concrete, spesso complesse, è fondamentale che le persone vittime di discriminazioni possano farsi consigliare. La consulenza viene fornita nell'ambito dei Programmi cantonali d'integrazione (PIC), a complemento di quella fornita, in particolare in materia di locazione, dai servizi pubblici e privati. Altre istituzioni propongono un sostegno individuale per migliorare i dossier di candidatura a un alloggio e rafforzare le competenze "abitative" dei richiedenti. Sul suo sito internet, alla rubrica Abitare oggi/Alloggio ed integrazione sociale, l'UFAB pubblica altri esempi di sostegno.
I meccanismi di esclusione discriminatoria non solo violano i diritti delle persone, ma si ripercuotono anche sull'ambiente residenziale e sullo sviluppo dei quartieri, cosa che può acuire la segregazione nei quartieri urbani e le differenze socioeconomiche tra regioni e agglomerati in Svizzera. Gli enti pubblici hanno quindi tutto l'interesse a promuovere una coesistenza sociale senza conflitti nel quadro delle loro politiche di urbanizzazione e di pianificazione dei quartieri. In quest'ottica, possono in particolare prendere parte a programmi di accompagnamento dei processi sociali e culturali di integrazione, per esempio il progetto "Réseau quartiers vivants" o il "Programma Periurban".
I locatori devono tuttavia essere liberi nello scegliere i candidati per la stipula di un contratto di locazione. Si assumono i rischi legati alla locazione e pertanto devono poter comporre, con cognizione di causa, il tessuto locativo dei loro immobili. Lo studio citato dall'autore dell'interpellanza mostra che più l'offerta di alloggi è grande, più è grande anche la possibilità di trovarne uno. Bisogna dunque mantenere buone condizioni quadro e investimenti immobiliari interessanti.
Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale ritiene che in questo momento avviare campagne di sensibilizzazione dei locatori e adottare misure o sanzioni nei loro confronti non siano provvedimenti efficaci. È comunque disposto a riesaminare, a tempo debito, l'opportunità di adottare misure di informazione e sensibilizzazione, d'intesa con le organizzazioni del settore dell'alloggio nonché con gli organi competenti in materia a livello cantonale.
Risposta del Consiglio federale.