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19.3886 · Postulato · 2019-06-21

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare se e in che modo il diritto della concorrenza possa essere applicato in maniera più sistematica nel settore sanitario, e di redigere un rapporto in merito.

Begründung

Alcuni fornitori di prestazioni e attori della sanità dominano il mercato in maniera schiacciante, senza che venga applicato il diritto della concorrenza o intervenga la Commissione della concorrenza. In un sistema orientato alla concorrenza e allo spirito imprenditoriale sarebbe tuttavia indispensabile impedire la formazione di concentrazioni di potere di mercato, per esempio in seguito a fusioni o acquisizioni o per abuso di potere di mercato. Per poter garantire anche in futuro un'assistenza sanitaria adeguata e di elevata qualità, mancano ancora le condizioni essenziali per una concorrenza sulla qualità e le prestazioni che funzioni, quali per esempio l'indipendenza giuridica ed economica dei fornitori di prestazioni.

Il diritto della concorrenza e dei cartelli ha l'obiettivo di garantire una concorrenza efficace. Secondo il costituente e il legislatore, infatti, la concorrenza è il meccanismo di coordinamento che di norma permette di ottenere i migliori risultati sul piano economico e sociale. Dato che il diritto della concorrenza si applica per principio a tutte le attività economiche, sarebbe soltanto coerente applicarlo finalmente anche al settore sanitario. La concorrenza inoltre genera innovazione e trasparenza e promuove il pensiero e l'azione imprenditoriale. Tutti questi valori sono fondamentali per l'ulteriore sviluppo del nostro settore sanitario, per aumentare la qualità e la consapevolezza dei costi e rendere il sistema più solidale ed efficiente. Continuare sulla strada percorsa finora non è una soluzione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il diritto sui cartelli ha lo scopo di impedire gli effetti nocivi di ordine economico o sociale dovuti ai cartelli e alle altre limitazioni della concorrenza e di promuovere in tal modo la concorrenza nell'interesse di un'economia di mercato fondata su un ordine liberale. Alla legge sui cartelli (LCart; RS 251) soggiacciono tutte le imprese di diritto privato e di diritto pubblico, indipendentemente dal loro statuto giuridico o dalla loro forma organizzativa. Di conseguenza, le prescrizioni della LCart si applicano per principio anche a tutti i fornitori e gli offerenti di beni e servizi del settore sanitario, nel cui ambito la Commissione della concorrenza (COMCO) ha peraltro già concluso con successo diverse inchieste (cfr. ad es. DPC 2016/2 p. 434 segg., GE Healthcare). La LCart non è invece applicabile nel caso di prescrizioni legislative che vietano la concorrenza su un mercato limitato a determinati beni o servizi, come in particolare quelle riconducibili a un regime di mercato o dei prezzi statale (p. es. tariffario medico Tarmed).

A prescindere dal settore interessato, le autorità garanti della concorrenza dispongono delle basi legali necessarie per contrastare eventuali abusi di posizione dominante e ne fanno anche uso. Se, per contro, su un mercato non vi sono posizioni dominanti e vige quindi una concorrenza efficace, il Consiglio federale non ritiene per principio necessario adottare una regolamentazione ulteriore in materia di diritto della concorrenza.

Per quanto riguarda il controllo sulle fusioni, il 22 giugno 2016 il Consiglio federale ha deciso di elaborare un progetto di modernizzazione del sistema da porre in consultazione, in cui propone una modifica del criterio di valutazione, che, se adottata, consentirebbe non soltanto un esame esaustivo degli effetti positivi e negativi della concentrazione di imprese, ma anche un'analisi più completa delle fusioni nel settore sanitario. Se il diritto della concorrenza lo richiedesse, queste fusioni potrebbero così essere meglio regolamentate .

Per quanto concerne in particolare la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), essa è concepita dal legislatore come un sistema di concorrenza regolamentata, nell'idea che anche nel settore sanitario la libertà di scelta e la concorrenza, completate da misure mirate delle autorità pubbliche volte a correggere le disfunzioni del mercato, siano in grado di garantire un impiego efficace delle risorse. È per questo motivo che, ad ogni modifica rilevante del sistema, si analizza nuovamente la questione della concorrenza. L'introduzione di elementi di concorrenza supplementari trova ragion d'essere in un'assicurazione malattie sociale quando tali elementi sono in grado di favorire l'efficienza e la qualità delle cure, come pure di ridurre i costi. In definitiva, la decisione di restringere o allargare il campo d'applicazione del diritto della concorrenza nel settore sanitario resta nelle mani del Parlamento. Il Dipartimento federale dell'interno è successivamente incaricato di valutare l'impatto delle nuove misure. Si tratta in sostanza di un processo continuo.

Nel 2009, ad esempio, in occasione della revisione della LAMal concernente il finanziamento ospedaliero, proprio per rafforzare la concorrenza sono state adottate misure quali l'introduzione degli importi forfettari riferiti alle prestazioni. Il rapporto finale di valutazione del 25 giugno 2019 (consultabile in tedesco e francese, con sintesi in italiano, all'indirizzo > Das BAG > Publikationen > Evaluationsberichte > Kranken- und Unfallversicherung > 2012-2019 Evaluation KVG-Revision Spitalfinanzierung > Dokumente) mostra che un rafforzamento della concorrenza e della trasparenza dei costi ha in effetti indotto gli ospedali a lavorare in maniera più efficiente.

Il tema della concorrenza è stato dunque trattato in modo sistematico in numerosi progetti legislativi del Consiglio federale e del Parlamento. È stato anche oggetto di numerosi rapporti sui diversi settori di prestazioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie; diverse inchieste nel settore delle cure sono inoltre state condotte dalla COMCO. Un rapporto supplementare non apporterebbe quindi nuove conoscenze. Per contro è indispensabile che gli attori del sistema sanitario possano sfruttare al meglio le possibilità attuali e future.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.